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Ispezioni nei frutteti tra apprensione e controllo della crescita

4 Maggio 2017

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Ispezioni nei frutteti tra apprensione e controllo della crescita

La tensione e l’apprensione si può leggere sui loro volti: parliamo dei coltivatori altoatesini, che in questi giorni stanno ispezionando i loro frutteti non solo per controllare la crescita di piante e frutti, ma anche per valutare eventuali danni causati dalle recenti gelate. Una sessantina di loro lo ha fatto recentemente a Laives, in compagnia del consulente frutticolo Walter Rass.

Una volta si diceva che fosse marzo, il mese pazzo. Ma neanche aprile scherza, in quanto a inaffidabilità del tempo, tra piogge, schiarite, persino nevicate e sostanziose escursioni termiche. Un quadro atmosferico che ogni anno rappresenta una grossa incognita per gli agricoltori: “Per i frutticoltori aprile è un mese cruciale. Da una parte perché è il periodo in cui si gettano le basi per il raccolto autunnale, dall’altra perché il tempo è fonte di pericoli. Basti solo pensare alle gelate delle ultime due settimane e alle piogge di questi giorni”, spiega Rass, che qualche giorno fa assieme ai contadini di Laives e Vadena ha condotto un’ispezione nei frutteti. Un’operazione consueta in questo periodo dell’anno, che vede impegnati su tutto il territorio provinciale gli esperti del Centro di consulenza per la fruttiviticoltura dell’Alto Adige, i quali visitano frutteti e vigneti assieme ai contadini per valutare la situazione e discutere delle tematiche di stretta attualità.

Una di queste riguarda l’accertamento dei danni provocati dall’ondata di gelo che ha colpito l’Europa centrale e non ha risparmiato l’Alto Adige, dove in alcune zone non è bastato ricorrere all’irrigazione antibrina. “Per capire l’esatta entità dei danni bisognerà attendere ancora qualche settimana. Di sicuro c’è che per le coltivazioni colpite è stato un brutto colpo”, dice Rass. Per il momento però c’è da pensare a prevenire ulteriori complicazioni. “Le piogge di questi giorni provocano il volo delle spore e quindi adesso si tratta di evitare la diffusione della ticchiolatura, la più pericolosa delle malattie fungine”, fa sapere Rass. Il volo delle spore viene monitorato tramite apposite trappole, in grado di misurare la quantità di spore che la pioggia trasporta sugli alberi di mele.

Il diradamento, operazione essenziale per un buon raccolto

Durante le ispezioni nei campi i contadini valutano anche la crescita e lo sviluppo dei frutti. Se ad esempio la carica fruttifera di una pianta è eccessiva, ovvero i rami sono troppo ricchi di ovari, il contadino deve eliminare quelli più piccoli e mal fecondati per permettere agli altri frutti di crescere in maniera ottimale. Questo processo chiamato diradamento permette non solo di migliorare la qualità del raccolto ma anche di proteggere la pianta e farla rifiorire negli anni a venire. “La germogliazione del prossimo anno inizia a formarsi adesso – spiega Rass – e quindi si potrebbe dire che stiamo già lavorando al raccolto del 2018”.

Sotto esame in questo periodo anche il livello di fecondazione, che i contadini stabiliscono incidendo gli ovari e contando il numero di semi presenti. “Se nel torsolo mancano dei semi le mele saranno irregolari, pertanto è bene eliminare questi frutti”, dice Rass. C’è anche da dire che in questo stadio di crescita non è possibile stabilire con esattezza l’entità del diradamento, che sarà quindi ripetuto all’inizio dell’estate con l’eliminazione a mano dei frutti in eccesso o mal sviluppati.

In foto: il consulente frutticolo Walter Rass (3° da sinistra) durante l’ispezione assieme ai contadini di Laives e Vadena.

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