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Caso Ramadan: a Bolzano il Sindaco dice no

21 Maggio 2017

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Caso Ramadan: a Bolzano il Sindaco dice no

Tariq Ramadan, viaggio nel pensiero “ramadanista” oltre la retorica politica che aleggia in questi contesti.

Bolzano dice no

Il sindaco di Bolzano, Caramaschi, area Pd, non è tipo da farsi imporre nulla. Ideologicamente soprattutto. Conoscendolo un pochino, non è difficile immaginare quanto sia irritato con il Centro della Pace per una descrizione del personaggio Tariq non proprio corrispondente alla realtà. Al Centro della Pace, sicuramente la buona fede impera, ma ci sarebbe voluta più attenzione nello scegliere un relatore a cui mezza Europa non da nemmeno la mano. Un professore si, ma che in Francia, lo stesso premier Valls ha bollato come” predicatore”. Valls che nel 2016 ha rifiutato la cittadinanza francese al contestato Tariq. Perché? Molto semplice, l’intellettuale, consulente per l’immigrazione in Gran Bretagna, “ha destato non pochi dubbi e perplessità. In pubblico Tariq Ramadan parla di democrazia e collaborazione tra Occidente e Islam ma poi, nelle cassette distribuite nelle banlieue francesi, divulga ragionamenti non propriamente democratici. Tutto ciò non lo ha dichiarato la Le Pen, ma   l’intellettuale franco-tunisino Lafif Lakhdar. Ramadan è maestro di dialettica: forbito, sinuoso, buca il video, è carismatico, ecumenico e soprattutto rassicurante per gli europei.  Tutto ciò lo ha portato direttamente alla cattedra alla prestigiosa Oxford University, un posto da consulente per l’integrazione con il governo inglese. Ovviamente Tariq bisogna averlo letto a fondo e compreso, non solo barricarsi dietro alla cattedra di Oxford che ha generato altre polemiche. Il celebre intellettuale islamico, giusto due anni fa, in una intervista a Libération dovette ammettere: “Certamente il Qatar ha sostenuto la mia cattedra, ma la sua gestione è sotto l’autorità esclusiva dell’università”. La monarchia qatariota nel 2015, ha donato undici milioni di sterline al college di Oxford. Fu Sheikha Moza, moglie dell’emiro al Thani, a inaugurare il magnifico edificio ideato da Zaha Hadid, defunta architetto.  Il solito Occidente, disse qualcuno. Tariq dimostra di conoscere il pensiero occidentale assai nel dettaglio, sa dove battere i tasti, usa abilmente la dialettica per veicolare le proprie idee, che in una civiltà fondata sul libero pensiero vengono tranquillamente proposte. Esiste un limite, come giustamente ricordato dal sindaco di Bolzano. Lo schema delle conferenze segue quello di molti suoi libri: premessa sempre con al centro l’Occidente colonialista e cattivo, poi prosegue con lo svuotamento del cristianesimo e del pensiero europeo, poi arrivano puntuali le citazioni “illuminate” dei più grandi filosofi europei ad intersecazione con passi del Corano (scelti non a caso) e crisi economica. Soluzione? Islam nuova salvezza (eufemismo) dell’Europa. A questo vanno le solite bordate contro Israele (che tanto piacciono ad una certa intellighenzia progressista che predilige il tifo riguardo certe tematiche).

Ramadan passeggia fra l’islamizzazione dell’Europa e l’europeizzazione dell’Islam. Ci piace quando s’erge a Martin Lutero del Corano. Ci piace meno quando chiede una moratoria delle lapidazioni e non la messa al bando.  Ambiguo quando invita i musulmani francesi a non servire nell’esercito o quando dice ai musulmani di non frequentare i locali notturni e a non ascoltare musica rap.  Particolare quando parla di “uomo musulmano”, una sorta di “superuomo” in salsa orientale. Si badi uomo in senso di maschio, mentalmente pronto alla conquista “dolce” dell’Occidente, pratica in cui il nonno di Tariq era specializzato. Si potrebbe parlare di Taqiyya, ma per qualcuno è Kitmān, ossia l’arte “di dissimulare, omettere, essere ambigui su molti punti del proprio pensiero nella speranza che questo comportamento possa aiutare a perseguire un fine più alto.” L’islamizzazione dell’Occidente? Molto ci sarebbe da scrivere riguardo Tariq ed il suo pensiero, come interessante parlare della conversione della moglie (ex cristiana) ed i suoi approcci alle più svariate tematiche. Dal 1993 Ramadan non si è mai ufficialmente allontanato dal pensiero del nonno, anzi in più occasioni ha detto chiaramente di rispettarlo ed in parte condividerlo (basta leggere le interviste a Le Figaro). Posizioni scomode. Motivo per cui, è impensabile, non inserire un contraddittorio di peso nel momento in cui si decide d’invitare un tale intellettuale, dotato di mentalità fortissima. Non bastano degli astanti accomodanti, ci vuole un dibattito serio, d’alto livello, non una lectio magistralis sui mali d’Occidente, una lezione che si conclude con un sottile messaggio: “l’Europa è ormai svuotata a livello di valori e pensieri, sarà l’Islam a rinvigorirla.”

Appendice

Chi è Tariq Ramadan, il ritratto del giornalista Sandro Magister, dell’Espresso: “C´è un intellettuale musulmano che nell´Europa francofona è ormai una star. Attrae le folle dei giovani immigrati e parla loro con fervore carismatico. Incanta la sinistra no global e i lettori di “Le Monde Diplomatique”. Cita con pari maestria il Corano e Nietzsche, Heidegger e i detti del Profeta. Piace a padre Michel Lelong, primo islamologo della Chiesa di Francia. Vende migliaia di cassette con le sue prediche. Il suo nome è Tariq Ramadan. Tariq vive a Ginevra, dove è nato 42 anni fa. Ha studiato da imam al Cairo e, tornato in Svizzera, ha conseguito una laurea in letteratura francese e due dottorati, in islamologia e sul pensiero filosofico di Friedrich Nietzsche. Insegna alle università di Ginevra e Friburgo e per anni ha condotto suoi allievi in paesi del Terzo Mondo a fare pratica sul campo e a incontrare i teologi cattolici della liberazione e il Dalai Lama. Poi dal 1993 s´è dedicato con crescente intensità alla predicazione in Svizzera, Francia e Belgio con frequenti puntate negli Stati Uniti”

Così la a professoressa ,Valentina Colombo, che a più riprese su “Il Giornale” ricorda che Tariq Ramadan, è nipote dell’ideologo e fondatore dei Fratelli Musulmani, Hassan al-Banna, (quest’ultimo) di certo non una figura moderata, come si può  leggere chiaramente nella sua lettera del Jihad: “Allah ha imposto a tutti i musulmani un dovere imperativo, risoluto, inevitabile che dovrebbe essere un massimo desiderio, la ricompensa più eloquente per tutti i combattenti e martiri, che saranno affiancati nella loro ricompensa solo da coloro che agiscono come loro e da coloro che li imitano nel loro jihad”.Come  spiega la  Colombo, Tariq Ramadan ha dichiarato (volte e più volte, specialmente negli anni 2000)di aver studiato le idee di suo nonno e che “non c’è nulla” che rifiuti del suo pensiero e non a caso la tesi di dottorato di Ramadan tratta proprio il pensiero di al-Banna.

Da “il Foglio” la posizione degli Imam di Francia: no a Ramadan

I musulmani sono scioccati dalle parole e dalle provocazioni di Tariq Ramadan. Queste idee e ancor più questa ideologia di dominazione e arroganza porteranno la nostra società europea a entrare in conflitto con l’islam”. La Conferenza degli imam di Francia – organismo che nella République conta e non è solo un ente filantropico deputato a conteggiare il numero delle moschee sul territorio o a inanellare qualche comparsata televisiva – “condanna” l’intervento del predicatore ginevrino (desideroso di ottenere al più presto la cittadinanza francese) pronunciato qualche giorno fa in occasione dell’annuale ritrovo dei musulmani del nord della Francia, evento al quale era stato invitato a partecipare. Chiudendo il raduno andato in scena al Grand Palais di Lille, Ramadan aveva ribadito una delle sue massime predilette, e cioè che “l’islam è una religione francese ed europea”, che “la cultura della Francia è ora musulmana” al punto che “bisogna fare il possibile affinché essa sia considerata come una cultura musulmana tra le culture islamiche” e che “la lingua francese è lingua dell’islam”. Concetti più o meno analoghi aveva esplicitato lo scorso dicembre durante una conferenza alla prestigiosa Università di Lovanio (in compagnia di Massimo D’Alema) e poi in un articolo apparso sul prestigioso quotidiano belga Le Soir. “Vedendolo parlare davanti a un pubblico di tremila persone, tra cui molte donne velate e un pugno di uomini barbuti, si pensa subito a Mohammed Ben Abbes, il presidente musulmano che islamizza pacificamente la Francia in ‘Sottomissione’, l’ultimo romanzo di Michel Houellebecq”, ha scritto sul Figaro Alexandre Devecchio.

Riferimenti bibliografici e sitografici

  • Site de prof.dr. Tariq Ramadan (Erasmus Universitee Rotterdam), eur.nl.
  • Toutes les conférences audio gratuites et complètes de Tariq Ramadan, vert-islam.com.
  • Débat télévisé entre Tariq Ramadan et Lionel Favrot, infrarouge.tsr.ch.
  • Interview de Tariq Ramadanpar le journal Le Courrier
  • Naissance médiatique de l’intellectuel musulman en France (1989-2005), memoireonline.free.fr.
  • Interview de Tariq Ramadan sur “Les musulmans et la gauche” dans le numéro 12 de la revue Socialisme International, revue-socialisme.org.
  • Interview with Tariq Ramadan by Antonio Romano, youtube.com.

Ramadan Tariq; Casagrande Orsola, Europa domani. Conversazione con Tariq Ramadan, ed. Jouvence (collana Ordine & caos), 2008

  • Ramadan Tariq, Islam e libertà, ed. Einaudi, 2008
  • Ramadan -Tariq, Maometto. Dall’islam di ieri all’islam di oggi, ed. Einaudi, 2007

Ramadan Tariq, L’Islam in Occidente: La Costruzione di una nuova identità musulmana, ed. Rizzoli, 2006

  • Ramadan Tariq, Il riformismo islamico. Un secolo di rinnovamento musulmano, ed.Città Aperta, 2004
  • Ramadan Tariq, Essere musulmano europeo, ed.Città Aperta, 2002

 

 

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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