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Padova. La figlia muore di leucemia, i genitori accusati di omicidio colposo.

27 Aprile 2017

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Padova. La figlia muore di leucemia, i genitori accusati di omicidio colposo.

 

Si erano opposti alla chemioterapia perché seguaci della medicina alternativa.

Omicidio colposo per non aver curato la figlia dal tumore. Con l’aggravante che l’evento poteva essere previsto. Questa l’accusa che la procura di Padova muove contro Lino Bottaro e Rita Benini, i genitori di Eleonora Bottaro, la giovane morta il 29 agosto stroncata dalla leucemia. La famiglia abbracciava le cosiddette cure alternative, in particolare il metodo Hamer. Convinto di questo principio, il padre ha osteggiato la chemioterapia fin dal primo momento. Secondo i principi dell’ex medico tedesco Rike Geerd Hamer le malattie sono la conseguenza di un conflitto psichico e non si curano con i farmaci.

Quando la giovane contrasse la malattia era ancora minorenne e per questo del caso si era interessato anche il tribunale dei minori di Venezia oltre al comitato etico dell’azienda ospedaliera di Padova. Fin da subito i medici si espressero chiaramente sulle previsioni cliniche: senza la medicina tradizionale la ragazza sarebbe certamente morta. I genitori erano talmente convinti della validità scientifica del metodo Hamer che rifiutarono ogni ripensamento. Fu un iter lungo e travagliato, un braccio di ferro nel corso del quale i genitori persero anche la patria potestà sulla ragazzina ancora minorenne.

Dopo la sua morte la procura di Padova ha aperto un’indagine per verificare il grado di condizionamento esercitato dai genitori sulla minorenne. Sentiti amici e compagni della ragazza, pare che teorie dei genitori siano state imposte alla giovane figlia. Sono state anche acquisite tutte le cartelle cliniche, comprese quelle depositate nella clinica svizzera in cui per un periodo la giovane è stata ricoverata. Alla fine gli inquirenti hanno deciso di muovere verso i genitori l’accusa di omicidio colposo. Secondo il procuratore di Padova Matteo Stuccilli “risulta che i genitori, violando l’obbligo di tutela insito nella potestà genitoriale, da un lato si opponevano alla terapia chemioterapica, osteggiata fin dal primo intervento medico, dall’altro ingeneravano nella figlia Eleonora una falsa rappresentazione della realtà sia in ordine alla gravità e mortalità della patologia da cui era affetta (leucemia linfoblastica acuta) sia con riferimento alla idoneità e adeguatezza curativa soltanto dei rimedi da essi proposti, privi di qualsiasi validità scientifica. In tal modo inducevano in Eleonora il falso convincimento che la terapia chemioterapica fosse non solo necessaria ma addirittura nociva e interferivano in ogni scelta medica.

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