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Bolzano. Voucher aboliti alla Camera, Svp si astiene.

8 Aprile 2017

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Bolzano. Voucher aboliti alla Camera, Svp si astiene.

Abolire i voucher nel mezzo della stagione turistica è un blitz che la Svp non può sostenere.

L’Svp dissente e propone di individuare un’alternativa immediata prima del voto in Senato. In prima lettura La Camera ha approvato nella seduta diell’altro ieri – giovedì 6 aprile – l decreto che il 17 marzo aveva abrogato i voucher cambiando anche le norme in materia di appalti. La votazione si è conclusa con 232 sì, 52 no e 68 astenuti. Tra questi ultimi si sono schierati compatti tutti e cinque i deputati della Svp, che però, per bocca del capogruppo Daniel Alfreider, hanno tenuto precisare che non si tratta di sfiducia verso il governo, ma che il loro “obiettivo è di arrivare ad un accordo che garantisca uno strumento sostitutivo da subito, verosimilmente all’inizio di maggio.” Ora il testo passerà al Senato, ma intanto il messaggio della Svp a Gentiloni e maggioranza di governo è stato lanciato. L’appoggio politico della Svp alla maggioranza è un consolidato rapporto politico, a parte il recente esito del referendum costituzionale che forse ha sorpreso più i vertici politici del partito di lingua tedesca che non gli alleati di governo.

Daniel Alfreider, cautamente, si dice comprensivo del fatto che il governo “doveva trovare una soluzione per i referendum indetti dalla Cgil però”, aggiungendo però che occorreva “una disciplina transitoria più lunga per trovare soluzioni alternative. Abolire i voucher nel mezzo della pianificazione turistica è uno schiaffo, un blitz che non potevamo sostenere”. Le difficoltà della Svp in questo momento stanno proprio nell’individuare riposte da dare alle innumerevoli telefonate che tempestano  gli Uffici del lavoro in Provincia di Bolzano da parte di famiglie, imprese, associazioni di categoria del turismo e del commercio preoccupate per i risvolti economici  della abolizione dei buoni-lavoro.

Dunque che fare? “L’ipotesi è arrivare ad una diversificazione, una formula per famiglie e onlus, e una seconda per le aziende”, suggerisce Hans Berger. Ma anche altre soluzioni sono allo studio. La materia è complessa e i tempi stringono perché urge arrivare a trovare un’alternativa prima dell’approdo della legge  in Senato.

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