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Bolzano. Una targa per ricordare la piccola Olimpia Carpi.

26 Gennaio 2017

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Bolzano. Una targa per ricordare la piccola Olimpia Carpi.

Si trova sul cancello d’entrata del parco giochi in via Visitazione.    

Un targa per ricordare la piccola Olimpia Carpi di appena tre anni deportata con la famiglia in un viaggio di sola andata nel campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. Il Sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi ha ricordato la drammatica vicenda di Olimpia e della famiglia Carpi in occasione di una cerimonia per scoprire la targa che sul cancello del piccolo parco giochi in via Visitazione nel tratto compreso tra via Palermo e viale Druso, ricorda la bimba vittima della follia nazi-fascista. Presenti anche l’Assessore comunale alla Cultura Sandro Repetto, la presidente della Comunità Ebraica di Merano Elisabetta Rossi Innerhofer ed il presidente dell’ANPI provinciale Orfeo Donatini.

Il Sindaco Caramaschi prendendo spunto dalla storia della piccola Olimpia, ha sottolineato come, a suo modo di vedere, debba essere fatta una riflessione collettiva sugli eventi che hanno segnato profondamente e tristemente il secolo scorso. “Non bastano singoli momenti di approfondimento o il Giorno della Memoria, quello del Ricordo o singole cerimonie. Serve -ha detto Caramaschi- un lungo percorso culturale di approfondimento e conoscenza per una gioventù che deve crescere nella consapevolezza di quanto male e dolore l’aberrazione umana possa generare. Nel secolo scorso la nostra “grande civiltà” ha prodotto più di 100 milioni di morti con le guerre del ‘900. Esiste ancora purtroppo diffusa l’incapacità di capire che l’umanità è uguale a prescindere dalla religione, dal colore, dalla razza. Dobbiamo davvero insistere soprattutto con i più giovani nel promuovere la conoscenza e la memoria, per non ricadere negli stessi tragici errori del passato”.

Olimpia Carpi (1940-1943)
Olimpia aveva tre anni quando fu. Era nata a Bolzano il 27 marzo 1940. I suoi genitori, Lucia Rimini e Renzo Carpi, si erano sposati a Mantova ed erano vissuti a lungo a Innsbruck, dove erano nati tutti e due i suoi fratelli maggiori, Alberto e Germana. Nel 1933 la famiglia si era trasferita a Bolzano, dove Renzo aveva continuato ad essere attivo nel settore del commercio. Olimpia fu catturata assieme alla madre Lucia e alla sorella Germana di sedici anni nella casa in cui vivevano, la notte tra il 15 ed il 16 settembre 1943. Renzo Carpi e il diciassettenne Alberto erano stati arrestati ed incarcerati alcuni giorni prima, precisamente il 9 settembre 1943. Tutta la famiglia Carpi fu deportata e rinchiusa al campo di “rieducazione al lavoro” di Reichenau vicino a Innsbruck e successivamente al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, da cui nessuno di loro fece ritorno.

In foto: Caramaschi, Rossi Innerhofer e Donatini    

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