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Bolzano. Secondo il Sindaco Caramaschi il 2017 sarà l’anno dell’areale ferroviario

2 Gennaio 2017

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Bolzano. Secondo il Sindaco Caramaschi il 2017 sarà l’anno dell’areale ferroviario

Il primo cittadino chiarisce la road map del progetto che porterà al recupero di 30 ettari nel cuore della città. Giovannetti: Se il progetto non parte, Caramaschi ne tragga le debite conseguenze.

È appena iniziato il nuovo anno e la Giunta Caramaschi si è riunita questa mattina. Come di consueto il Sindaco, sta volta senza il vice, ha ricevuto i giornalisti in Municipio per la consueta conferenza stampa settimanale. Come riferito da Caramaschi, una buona parte della riunione di Giunta è stata dedicata ad un confronto interno dell’esecutivo sul tema relativo al progetto di recupero a fini urbanistici dell’ areale ferroviario, oggetto in questi ultimi giorni di un dibattito mediatico innescato da alcune considerazioni e dichiarazioni rese su questo tema dal vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica, Christoph Baur.

A tal proposito Caramaschi ha voluto chiarire e ribadire che: “Il 2017, sarà per l’areale ferroviario, l’anno decisivo per l’avvio concreto di un iter che si preannuncia lungo e particolarmente complesso, oltre che molto oneroso per quanto riguarda la parte economica. Questa mattina abbiamo esaminato il progetto – ha detto il Sindaco – nella sua interezza. Dovremo ancora affrontare alcuni aspetti per definire l’accordo di programma che dovrà essere presentato e discusso nelle Commissioni consiliari competenti e quindi in Consiglio Comunale per l’approvazione.  Come ho avuto modo di ribadire anche stamane in Giunta, se ci sono delle idee concrete, fattibili e percorribili rispetto a diverse modalità di finanziamento, ben vengano, non c’è nessuna preclusione. Rimango però convinto del fatto che la strada imboccata sia comunque corretta e in un certo senso obbligata, ma senza perdere tempo, se ci sono delle alternative, che vengano presentate e saranno valutate”.

Inoltre, il Sindaco ha ricordato che il progetto ha una valenza complessiva di circa un miliardo di Euro e impegnerà la Città in maniera pesante per un lasso di tempo compreso tra i 15 ed i 20 anni con ripercussioni notevoli ad esempio sul traffico ferroviario. “Spostare tutto il fascio di binari è una complicazione non da poco anche e soprattutto per tutte le attività che vi ruotano attorno”.

Caramaschi ha poi voluto ribadire, a chi teme il coinvolgimento di società di capitali straniere, che “nel bando verrà indicato in maniera specifica che la realizzazione del progetto areale sarà riservato a società operative certificate che abbiano capacità finanziarie tali da realizzare quanto previsto nel bando di gara. Quindi non saranno coinvolte società finanziarie o fondi esteri, ma saranno società certificate con grande potenza finanziaria e grandi capacità realizzative ed operative”.

Come già previsto e concordato, nei prossimi giorni ci sarà un incontro in Provincia per capire se vi possa essere un intervento di tipo economico-finanziario diretto della mano pubblica, nell’operazione. “Io non credo – ha detto il Sindaco – ma domandare non costa nulla. Credo che il Vice Sindaco gradirebbe maggiormente questo tipo di coinvolgimento provinciale. Io ritengo invece che questa debba essere un’operazione che non vada ad intaccare le risorse pubbliche e che lasci invece l’aspetto imprenditoriale ai privati, sulla base però di un progetto, sottolineo, voluto, approvato e gestito dall’ente pubblico. Il Comune, lo dico a gran voce, per quanto mi riguarda su questo progetto non si indebiterà. Chiarisco che questa comunque non è un’ipotesi all’ordine del giorno. Ne hanno convenuto tutti stamane in Giunta, vice Sindaco compreso. È francamente un discutere sul nulla”.

A chi obietta sul rischio di creare un nuovo quartiere dormitorio sul modello Casanova,  Caramaschi  ha risposto che si tratta dei soliti luoghi comuni. “Se un dormitorio ha un centro culturale giovanile, una piscina d’interesse provinciale, negozi, servizi, infrastrutture a poche centinaia di metri dal centro della città, non credo proprio che possa definirsi tale. In ogni caso spero si arrivi a presentare il progetto in Consiglio comunale per l’approvazione entro l’estate (almeno me lo auguro) ovvero l’accordo di programma”.
L’ARBO,  la società di capitale pubblico di proprietà al 50% del Comune e della Provincia di Bolzano dovrà invece predisporre il bando di concorso internazionale con tutte le condizioni di gara.
“Siamo nei tempi o per meglio dire con una battuta:  siamo sui binari”, ha concluso Caramaschi.

Il consigliere comunale di L’Alto Adige nel cuore per Uniti per Bolzano Gabriele Giovannetti, nonché membro della Commissione urbanistica del Comune pare meno convinto della riuscita dell’iniziativa. In questi giorni c’è stato un importante dibattito mediatico sul futuro dell’areale di Bolzano. Su questo tema aspettiamo il sindaco al varco, se non riuscirà a completare l’avvio dell’Iter entro l’anno per problemi interni alla sua maggioranza ne dovrà trarre le dovute considerazioni e rassegnare le dimissioni, scrive Giovanetti in una nota, ricordando che
il progetto è stato il suo cavallo di battaglia  in campagna elettorale ed è l’unica opera veramente importante promessa dall’amministrazione in essere.
Un’incapacità nel bilanciare le anime della maggioranza su questo importante tema con un conseguente ridimensionamento o ancor peggio fallimento del progetto sarebbe di fatto una sfiducia al Sindaco che con questa opera ha dichiarato di voler lasciare il segno in città.
Il rischio è che a pagarne le conseguenze siano ancora i cittadini che vedono nell’areale insieme al progetto Kaufhaus un’occasione di rilancio per il centro città.
Dispiace evidenziare che ogni volta la progettazione di importanti opere urbanistiche risulti  difficoltosa e piena di ostacoli posti anche dal politica cittadina, incapace di trovare una quadra anche sulle questioni di maggiore interesse e importanza. Cosa questa, che in futuro non potrà non avere impatti sulla voglia di investire in ambito locale, continua il consigliere, auspicando
che l’areale non si trasformi nell’ennesima occasione di scontro che andrebbe a generare il solito clima da stadio tra i favorevoli e i contrari.

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