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Bolzano. Meningite, i dati non sono allarmanti, né a livello nazionale e neppure locale

6 Gennaio 2017

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Bolzano. Meningite, i dati non sono allarmanti, né a livello nazionale e neppure locale

Tranquillizante la casistica, non più alta né per morbilità, né per mortalità.

A Bolzano, dopo la notizia dei tre casi di ricovero per meningite verificatisi in una sola giornata in Toscana, si sta verificando un forte aumento della richiesta di vaccinazione contro questa malattia. Una nota del Ministero della salute comunica che in Italia nel 2016 sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-2014, ma in diminuzione rispetto al 2015. Onde evitare allarmismi ingiustificati è bene precisare che non c’è nessuna epidemia, né in Alto Adige né nel resto del territorio nazionale, come precisa in una intervista al quotidiano Alto Adige Peter Mian, primario per le malattie infettive del nosocomio bolzanino. La casistica dell’incidenza della meningite rispetto agli anni passati, conferma inoltre il dott. Mario Marchesi già primario di Medicina interna 1 al San Maurizio, non èaumentata né per morbilità, né per mortalità.

Il consiglio del medico è quello di praticare la vaccinazione soprattutto in due fasce d’età. La prima riguarda i bambini piccoli, entro il primo anno di età e comunque entro i quattro anni, per i quali due sono i tipi di vaccino, uno per il meningococco di tipo C, un batterio molto aggressivo e trasmissibile; l’altro per l’Haemophilus influenzae, batterio responsabile tra altre patologie anche della meningite. L’altra fascia d’età per la quale è consigliabile un secondo invito alla somministrazione del vaccino è quella adolescenziale. In questo caso si tratta dello stesso farmaco consigliato anche per gli adulti, il vaccino tetravalente per i ceppi A,C,Y, W135 di meningococco che garantisce una copertura permanente. Oltre ad evitare di contrarre il batterio evita anche che trasmesso ad altri.

Soprattutto in questi ultimi anni in paesi del Centro-nord Europa, meno in Italia, è cresciuto un movimento d’opinione contrario alla pratica della vaccinazione. La risposta alle obiezioni del partito dei “contrari” è che non vaccinandosi si espone se stessi e gli altri a contrarre malattie gravi che grazie alle vaccinazioni si possono debellare. Va precisato che la copertura benché non totale, è nell’ordine dell’ 85%. Questo perché non tutte le persone reagiscono alla vaccinazione allo stesso modo. Ma la percentuale dell’85 % è molto alta, e nel caso che la persona vaccinata contragga la malattia, il decorso è molto meno violento.

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