Bolzano. Brennero, immigrazione clandestina, Volontarius e River Equipe si dichiarano parti lese

9 Gennaio 2017

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Bolzano. Brennero, immigrazione clandestina, Volontarius e River Equipe si dichiarano parti lese

Faris Fadel, arrestato, referente del servizio di assistenza umanitaria “al di sopra di ogni sospetto.”

Firas Fadel, referente del servizio di assistenza umanitaria al Brennero che dietro pagamento di 500 Euro a testa favoriva l’espatrio di migranti, è stato arrestato ed è ora a disposizione della autorità giudiziaria. “Sono molto sconcertata da questo caso di malaffare che riguarda l’assistenza migranti, uno degli anelli deboli del nostro sistema. Molto sconcertata se si pensa che queste persone sono deputate ad aiutare i profughi e quindi dovrebbero essere al di sopra di ogni sospetto”, dice Caterina Pifano, consigliera di 5 Stelle e presidente della Commissione trasparenza nel Comune di Bolzano, da noi raggiunta per sentire la sua opinione sul “caso Brennero”. “Per quanto ho compreso, il dipendente non è di Volontarius – prosegue Pifano – ma di altra cooperativa facente parte del gruppo. Sono presidente della Commissione trasparenza – ribadisce – e credo che Volontarius e altri operatori che ricevono fondi dal Comune e spesso anche dalla Provincia non rendicontino ai cittadini sul loro sito dell’impiego del denaro da loro ricevuto, fatto questo che dovrebbe essere un obbligo.”

Abbiamo raggiunto Claude Rotelli, presidente della associazione Volontarius, al quale chiediamo quali sono i rapporti della Volontarius con la cooperativa River Equipe presso la quale era dipendente Faris Fadel.”Volontarius – precisa Rotelli – è l’associazione di volontariato onlus titolare del progetto, mentre la cooperativa sociale River Equipe, con la quale lavora in sinergia, gestisce il servizio di assistenza umanitaria presso la quale Faris Fadel lavorava come referente. Quanto alla trasparenza dei quattrini pubblici gestiti da Volontarius, finanziamenti erogati principalmente dalla Provincia autonoma di Bolzano, non uno bensì tre sono i livelli attraverso i quali avviene il controllo pubblico – spiega Rotelli. “Per ogni progetto presentiamo annualmente all’ente pubblico la rendicontazione delle spese. L’ente pubblico dal canto suo fa un controllo a campione per singoli progetti. Inoltre Volontarius, pur non essendo dovuto in quanto “associazione onlus” elabora il bilancio secondo i criteri impiegati da una impresa, con la verifica di un revisore esterno”.

Ancora in riferimento ai quattrini, Caterina Pifano insiste ponendo alla attenzione un aspetto di carattere generale. “Come rappresentante istituzionale – afferma – mi spiace molto prendere atto del business che si sta diffondendo intorno al fenomeno drammatico della immigrazione”. Volontarius però non si sente minimamente sfiorato da questo sospetto. “Non c’è, né potrebbe esserci business da parte nostra – dichiara Rotelli – perché tutto il lavoro svolto dalla nostra associazione è a favore del territorio per la realizzazione di servizi nel sociale e nella assistenza ai bisogni del territorio nel suo insieme.

Riguardo all’arresto di Firas Fadel, la Volontarius e la cooperativa sociale River Equipe hanno dichiarato – laddove venissero confermate le accuse – di sentirsi vittime e parti lese di quanto posto in atto da Firas Fadel ed eventuali complici. In considerazione di ciò è già stato dato incarico all’avvocato Flavio Moccia di Bolzano di intraprendere tutte le iniziative che si renderanno necessarie.

 

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