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I vincitori del premio “Futura per giovani altoatesini nel mondo”

28 Dicembre 2016

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I vincitori del premio “Futura per giovani altoatesini nel mondo”

Premi assegnati a Manuel Bruschi, Isabel Heidegger-Pircher, Andreas Pircher, Matthias Preindl e Annette Werth.

Bolzano – Oggi sono stati consegnati i cinque premi dell’iniziativa „Futura – Premio per giovani altoatesini nel mondo“ presso il Parkhotel “Laurin” a Bolzano. Alla giuria è stato affidato l’arduo compito di scegliere i cinque vincitori in una rosa di 65 ambiziosi candidati. I vincitori per quest’anno dell’iniziativa “Futura – Premio per giovani altoatesini nel mondo“ sono Manuel Bruschi di Marlengo, Isabel Heidegger-Pircher di Lana, Andreas Pircher di Tirolo, Matthias Preindl di Rasun di Sotto e Annette Werth di Bolzano. In totale sono stati consegnati 23.000 Euro.

“I vincitori rappresentano per eccellenza gli scopi di questa iniziativa, che premia giovani altoatesini che sono in grado a cimentarsi in tutto il mondo in settori promettenti del futuro, ma soprattutto in confronto a una concorrenza internazionale,” dice Inga Hosp, presidentessa della giuria dell’iniziativa “Futura – Premio per giovani altoatesini nel mondo“.

Il premio – un’iniziativa promossa dalla casa editrice Athesia, dal quotidiano Dolomiten, dalla fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, dalla birreria Forst, dalla catena di supermercati Despar e dall’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti dell’Alto Adige (HGV) – persegue lo scopo di sostenere non soltanto finanziariamente ma anche idealmente i giovani talenti altoatesini che stanno facendo carriera all’estero.

Sono partner del premio anche l’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) e l’associazione “Südstern – il network degli altoatesini nel mondo“.

I vincitori: Manuel Bruschi di Marlengo

Quest’anno è stato consegnato per la prima volta un premio nella categoria “Start-up“ per sostenere le nuove imprese. Il vincitore si chiama Manuel Bruschi che nel 2015 ha sviluppato un’idea innovativa che potrebbe rivoluzionare il time-tracking, ovvero la registrazione del tempo dedicato a una determinata attività. Da questa idea è nata la start-up “Timeular“ che Bruschi ha fondato insieme a due altoatesini e che nel frattempo collabora con oltre 3.500 clienti in 77 Paesi.

Il time tracking con “ZEIº“, un dispositivo che ha la forma di un ottaedro connesso tramite Bluetooth al computer, è intuitivo, semplice ed efficiente. Grazie a un software specifico gli utenti possono attribuire a ogni “faccia“ del poligono un progetto o un’attività di lavoro e iniziare subito a registrare il tempo dedicato a un’attività girando il dispositivo con la relativa faccia rivolta verso l’alto. Imprese come KPMG o SAP hanno già dimostrato il loro interesse per il software.

Isabel Heidegger-Pircher di Lana

Dopo aver conseguito la laurea in medicina all’Università di Innsbruck, Isabel Heidegger-Pircher ha completato un corso di perfezionamento PhD in Oncologia molecolare con un progetto di ricerca sul cancro alla prostata. Successivamente la trentaduenne ha conseguito la laurea specialistica in Urologia presso la Clinica universitaria di Innsbruck specializzandosi successivamente ad Aquisgrana e Colonia. L’altoatesina di Lana ha infine conseguito una specializzazione in Terapia medicamentosa del tumore e, oltre al titolo austriaco e tedesco, ha conseguito il titolo europeo di medico specialista in Urologia.

Accanto alla sua attività clinica, Isabel Heidegger-Pircher è alla guida di un gruppo di lavoro scientifico le cui attività di ricerca translazionali hanno portato a numerose pubblicazioni scientifiche sulla terapia del tumore alla prostata. Si tratta da un lato di sviluppare nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce del cancro alla prostata e dall’altro di identificare i meccanismi di resistenza di terapie innovative nel tumore metastatico della prostata.  Nel gennaio 2017 Isabel Heidegger-Pircher tornerà a lavorare nella Clinica universitaria di Innsbruck in qualità di aiuto primario e professore assistente.

Andreas Pircher di Tirolo

Andreas Pircher, 33 anni, attualmente lavora presso il Vesalius Research Center a Leuven in Belgio e si occupa di nuove strategie terapeutiche nel trattamento di diversi tipi di tumore. Pircher ha studiato all’Università di medicina di Innsbruck dove ha scoperto la sua passione per l’oncologia. Successivamente ha conseguito la laurea PhD in Oncologia molecolare e contemporaneamente la laurea specialistica in Medicina interna con specializzazione in Ematologia e Oncologia. Dopo aver conseguito la specializzazione ha deciso di restare all’estero attivandosi nella ricerca presso un centro di ricerca di fama internazionale in Belgio. Nell’ambito della sua attuale attività di ricerca sta studiando le caratteristiche metaboliche delle cellule endoteliali nei tumori. Le cellule endoteliali sono cellule che rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni e che svolgono un ruolo importante nella crescita dei tumori e nel processo metastatico.

Matthias Preindl di Rasun di Sotto

Il trentenne Matthias Preindl di Rasun di Sotto ha completato il corso di laurea in Elettrotecnica all’Università di Padova. Ha quindi fatto un master a Zurigo. Dal gennaio 2016 vive a Manhattan e insegna come professore assistente alla Columbia University di New York City dove ha fondato e guida il laboratorio di sistemi di propulsione ed elettronica di potenza. Si occupa nella fattispecie dello sviluppo di invertitori di potenza e di batterie di accumulo di energia per veicoli elettrici e ibridi. Preindl assiste i laureandi e i collaboratori che lo sostengono nel lavoro di ricerca. Per risolvere i problemi di ricerca e sviluppo collabora con industrie e università in tutto il mondo. Il suo obiettivo nella ricerca sono lo sviluppo di invertitori di potenza e di sistemi di propulsione di volume ridotto e altamente efficienti nonché l’utilizzo ottimale e l’allungamento della durata degli accumulatori.

Annette Werth di Bolzano

Dopo la laurea e il master all’Ecole Polytechnique de Bruxelles (Libera Università di Bruxelles), la bolzanina Annette Werth ha conseguito il dottorato presso la Graduate School of Engineering dell’Università di Tokio. Attualmente la ricercatrice lavora nel campo delle energie rinnovabili per la Sony Computer Science Laboratories Inc. a Tokio. In particolare si occupa dello sviluppo e dell’attuazione di sistemi di alimentazione autosufficienti e decentralizzati che consentono l’impiego di numerose energie rinnovabili senza ricorrere a centrali elettriche. Il primo progetto pilota è stato realizzato a Okinawa. 19 case unifamiliari sono state dotate di batterie e celle solari in modo da scambiarsi energia tra di loro a seconda delle necessità e senza aver bisogno di un centro di controllo.

In foto – da sinistra: Armin Hilpold, presidente di Südstern, Werner Stuflesser, ex-presidente dell’Eurac, Manfred Pinzger, presidente dell’HGV, Inga Hosp, presidente della giuria, Cristina Ferretti, Athesia, Manuel Bruschi, Robert Hillebrand, Despar, Annette Werth, Isabel Heidegger-Pircher, Alexander von Egen, Birreria Forst, Andreas Pircher, Reinhold Marsoner, Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Matthias Preindl e Roland Psenner, presidente dell’Eurac.

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