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Bolzano. Tagli agli organici degli insegnanti tecnico-pratici

1 Dicembre 2016

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Bolzano. Tagli agli organici degli insegnanti tecnico-pratici

Protestano gli insegnanti riunitisi in un comitato.

Attacco alla scuola italiana con meno attività di laboratorio e preparazione tecnica e scientifica a rischio, affermano in un comunicato i rappresentanti dei docenti tecnico pratici del movimento prof. Raffaele Fiorini Galileo Galilei Bolzano. Venerdì 02 dicembre 2016, ci sarà un incontro nell’aula Calabrone dell’ITI Galilei di Bolzano del comitato sorto spontaneamente sull’onda dello sconcerto provocato dalla presentazione della bozza dei nuovi quadri orari della scuola secondaria superiore in lingua italiana. La mobilitazione è dovuta al fatto che nei nuovi orari vengono proposti considerevoli tagli all’organico degli Insegnanti Tecnico-Pratici, ovvero al personale che permette di realizzare l’effettiva attività didattica in laboratorio.

“I nostri istituti professionali, gli istituti tecnici e persino i licei, – scrivono in un comunicato stampa – dispongono di attrezzature all’avanguardia e i nostri studenti godono generalmente di un’ottima fama dal punto di vista della preparazione nelle materie tecniche professionalizzanti e in quelle scientifiche, confermata anche dal conferimento di frequenti riconoscimenti a livello nazionale. L’attuale Giunta provinciale si propone di realizzare un risparmio sul costo del personale docente, tanto miope quanto deleterio, che abbasserebbe in maniera decisiva la qualità della didattica, tramite quello che, con una delle consuete acrobazie dialettiche, viene denominato “riallineamento” con i quadri orari del resto del paese. Per conseguire tale scopo la Giunta abbisogna del consenso del Consiglio Scolastico provinciale che, senza ottenere adeguate informazioni, verrebbe reso complice di un’operazione che non si ha il coraggio di chiamare con il suo nome: tagli alla scuola. Il comitato dei docenti afferma il diritto degli alunni e delle loro famiglie ad avere una scuola di qualità, per difendere la didattica tramite l’utilizzo dei laboratori, perché ritiene che la qualifica del personale tecnico specializzato e la formazione scientifica non possa prescindere da una attività pratica di laboratorio che permetta di consolidare le nozioni teoriche e ne permetta la loro validazione. All’interno dei numerosi tagli apportati dal riordino Gelmini del 2011, l’oculata applicazione, da parte del Consiglio Provinciale, dell’autonomia in materia di istruzione, aveva comunque permesso, in sede di determinazione di quadri orari, la difesa di una didattica laboratoriale di qualità. Ciò si era reso indispensabile anche per dare concretezza a quanto contenuto nelle indicazioni didattiche delle linee guida che dispongono un “decisivo supporto di attività laboratoriali per sviluppare l’acquisizione di conoscenze ed abilità attraverso un corretto metodo scientifico, più volte ripetuto agli organi di stampa dall’Assessore competente. Si chiede ora che i politici – conclude la presa di posizione – che dovranno decidere nel merito, rispondano a queste domande: “E’ conveniente per la società, tagliare sulla preparazione dei nostri studenti? Chi è il promotore di tale iniziativa e qual è lo scopo?

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