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Bolzano. Omicidio di Rasun, l’ex moglie indagata per omicidio

7 Dicembre 2016

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Bolzano. Omicidio di Rasun, l’ex moglie indagata per omicidio

Incongruenze nelle sue dichiarazioni, al momento è libera.

Lascia perplessi gli inquirenti la versione dell’ex moglie di Kurt Huber, il settantunenne di Rasun di Sotto ucciso con sette coltellate al petto. La coppia era separata di fatto. Ma lei, Dzenana Mangafic’, di Sarajevo, badante di professione, continuava ad occuparsi dell’ex marito che da alcuni anni era immobilizzato su una sedia a rotelle. Una convivenza difficile, caratterizzata da frequenti scontri verbali. L’ultimo litigio, come ha riferito Dzenana Mangafic’ durante l’interrogatorio svoltosi davanti al PM Igor Secco, era avvenuto sabato sera 3 dicembre. L’ex marito la avrebbe informata di aver avuto un figlio in un lontano passato da un’altra donna. Dzenana – così ha detto – di essersi indignata non tanto per gelosia retroattiva, ma per il fatto di essere stata tenuta per tanto tempo all’oscuro di questa circostanza di non poco conto. Sarebbe rimasta talmente sconvolta da questa tardiva rivelazione, che avrebbe abbandonato tempestivamente l’ex consorte e, afflitta, avrebbe girovagato tutta la notte a Brunico e dintorni. Sarebbe rientrata in casa il giorno dopo, domenica pomeriggio, trovandolo morto in un lago di sangue. Avrebbe anche detto di aver visto uscire di casa un uomo che non conosceva, alludendo che questo sconosciuto sarebbe di fatto l’assassino dell’ex marito. In stato di choc – questa la sua dichiarazione – non avrebbe avuto la forza di avvertire le forze dell’ordine ma se ne sarebbe andata via abbandonando il cadavere dell’ex marito. Trascorse quindi la notte di domenica dormendo su una panchina della stazione ferroviaria di Valdaora-Anterselva. Quindi, lunedì mattina avrebbe telefonato a un nipote di Kurt Huber, del quale possedeva il numero di telefono. Fu questo ad avvertire i carabinieri i quali hanno chiamato l’ufficiale sanitario per stabilire tempi e modi del decesso. Dalle ricostruzione degli inquirenti, oltre ad altre incongruenze, un fatto appare chiaro: non coincide l’ora della morte che sarebbe avvenuta alle 5 di notte di domenica e non alle 18, quindi molte ore prima rispetto a quanto dichiarato da Dzenana. Venerdì è prevista l’autopsia dell’uomo che servirà a fare chiarezza.

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