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Bolzano. I diritti dei disabili non sono un lusso, sono diritti

2 Dicembre 2016

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Bolzano. I diritti dei disabili non sono un lusso, sono diritti

Lettera aperta di Martin Telser, il presidente della Federazione per il Sociale e la Sanità.

Martin Telser, oggi 47enne è rimasto paralizzato ad entrambe le gambe all’età di 17 anni. Da tre anni è Presidente della Federazione per il Sociale e la Sanità. Inoltre è Presidente dell’Associazione Arbeitsgemeinschaft für Behinderte e della Casa di Riposo “Eden” di Merano ci scrive una lettera aperta per la Giornata internazionale delle persone con disabilità che ricorre domani 3 dicembre e che volentieri pubblichiamo.

Molto è stato raggiunto per migliorare le situazioni di vita delle persone con disabilità. Pur riconoscendo il merito di tutte le prestazioni e i passi in avanti degli ultimi anni, siamo ancora ben lontani da una società inclusiva che sappia aprire alle persone con disabilità i suoi spazi collettivi, i suoi servizi e le sue strutture.

Certo, sono diverse le leggi e i regolamenti per coinvolgere maggiormente nella vita sociale le persone con disabilità, ma anche le persone con malattie psichiche o croniche. A volte ho tuttavia l’impressione che queste norme di tutela vengano interpretate nella società più come “disposizioni speciali”. Non si tratta di diritti speciali, piuttosto di riconoscere alla persona con disabilità gli stessi diritti come a tutte le altre persone.

Il sostegno lo intendiamo come garanzia di uguale opportunità non solo come miglioramento di vita. I contributi assegnati coprono solo le necessità basilari e non sono da vedere come la soddisfazione di un lusso. Si tratta di accompagnamento, assistenza, cura. E in base ai cambiamenti demografici e medici il numero delle persone aumenta.

Per affiancare le persone con disabilità è presente in Alto Adige una serie di organizzazioni di categoria. Questa rete si impegna con grande energia nel mettere in luce i disagi delle persone con disabilità e nell’aiutarle dove è possibile. Si scontra anche con i suoi limiti, poiché il suo lavoro si basa sostanzialmente sul contributo di volontari.

Grandi speranze ora sono rivolte sull’Osservatorio provinciale previsto dalla legge provinciale n. 7 approvata nel 2015 sulla partecipazione e inclusione delle persone con disabilità: nato la scorsa estate, monitorerà l’applicazione in Alto Adige dei diritti delle persone con disabilità e provvederà a esprimere pareri e raccomandazioni di miglioramento. Affinché questo organo insediato nel Consiglio Provinciale possa divenire operativo devono essere ancora approvate le due previste assunzioni di collaboratori. Ci auguriamo che questo avvenga prossimamente!

In ogni caso l’Osservatorio provinciale avvierà un intenso dialogo su questioni, problemi, richieste delle persone con disabilità ed elaborerà pareri e report sovra-istituzionali. Rappresenterà quindi un importante propulsore nell’opera di sensibilizzazione e di evoluzione di consapevolezza verso il tema Disabilità. Fornirà regolari feedback sullo stato di applicazione della Legge provinciale sull’Inclusione e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Farà comprendere cosa è stato man mano raggiunto, definirà anche i punti di debolezza nell’applicazione e le richieste di misure concrete. Renderà quindi visibili i cantieri che sono ancora aperti in Alto Adige – per l’inclusione nel mondo del lavoro, l’abitare in autonomia, il tempo libero e la mobilità – se vogliamo che i diritti delle persone con disabilità vengano presi sul serio.

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