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Bolzano. Cappelli piumati chiedono la grazia per gli ex terroristi

8 Dicembre 2016

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Bolzano. Cappelli piumati chiedono la grazia per gli ex terroristi

1500 Schützen alla commemorazione della morte di Sepp Kerschbaumer ad Appiano.

Come tutti gli anni, anche ieri 7 dicembre, anniversario della morte di Sepp Kerschbaumer si è svolta la tradizionale commemorazione degli ex terroristi sudtirolesi defunti. Presenti 15 mila Schützen, alla manifestazione ha preso parte, tra gli altri, l’assessora provinciale Martha Stocker, Eva Klotz e consiglieri provinciali di Sütiroler Freiheit e Freiheitlichen. Dopo la messa nella chiesa parrocchiale il corteo si è recato al cimitero, dove Roland Lang dell’Heimatbund, la lega patriottica sudtirolese, ha ribadito la richiesta di grazia per gli ex terroristi ancora in vita. Lang ha accusato lo Stato italiano di “portare ancora avanti il progetto della italianizzazione” dell’Alto Adige. L’autonomia – ha aggiunto – “è solo una soluzione provvisoria” perché l’obiettivo finale è l’autodeterminazione. Anche Oskar Niedermair, che negli anni ’50 – ancora minorenne – fece parte del Bas, (Comitato per la liberazione del Sudtirolo) fondato da Sepp Kerschbaumer, ha invitato Roma “a voltare finalmente pagina” e di concedere la grazia agli ex terroristi.

Sepp Kerschbaumer era nato a Frangarto nel 1913 oggi frazione del comune di Appiano sulla strada del Vino. Durante il periodo delle cosiddette Opzioni – l’accordo tra Mussolini e Hitler – nel 1939 espatriò con la sua famiglia la Germania e alla fine della guerra rientro in Sudtirolo. S’iscrisse alla Sudtiroler Volkspartei e si dedicò alla politica locale nel suo paese natale.

Durante il periodo delle opzioni in Alto Adige, Kerschbaumer decise di espatriare con la sua famiglia in Germania. Rientrato in Italia dopo la fine della guerra, s’iscrisse alla Südtiroler Volkspartei e si dedicò alla politica locale nel suo paese natale.

All’inizio degli Anni cinquanta, scontento della posizione del suo partito, che stava abbandonando le istanze indipendentiste per passare ad una richiesta di autonomia all’interno dello Stato italiano, si dimise dalla carica di Ortsobmann (presidente locale). Kerschbaumer cominciò allora a pensare alla creazione di un nuovo movimento per conseguire l’indipendenza del Tirolo meridionale. Fu così che nel 1956 fu tra i fondatori del Comitato per la liberazione del Sudtirolo (Befreiungsausschuss Südtirol, il BAS). Già durante la storica dimostrazione di Castel Firmiano del 17 novembre1957, nota come “Los von Trient” (via da Trento) che sanciva la nuova posizione autonomista della SVP, Kerschbaumer distribuì alcuni volantini inneggianti alla separazione del Sudirolo dall’Italia .

Inizialmente il BAS si dedicò solo al volantinaggio e ad alcune azioni simboliche e dimostrative; fu solo dopo la “Notte dei fuochi” del 12 giugno 1961 durante la quale furono fatti saltare in aria 34 piloni di linee elettriche in provincia e la successiva incarcerazione di quasi tutti i dirigenti del movimento, incluso Kerschbaumer, che l’organizzazione si radicalizzò, arrivando a perpetrare una lunga serie di omicidi di civili e militari.

Il 16 luglio 1964 Sepp Kerschbaumer fu condannato a 15 anni e undici mesi per l’organizzazione di vari attentati, per i quali ammise ogni addebito. Kerschbaumer morì per infarto nel carcere di Verona il 7 dicembre 1964. Circa 15.000 persone parteciparono ai suoi funerali.

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