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Rivalutazione trattamenti pensionistici, ricorsi inutili

18 Novembre 2016

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Rivalutazione trattamenti pensionistici, ricorsi inutili

CNA Pensionati: sono fuorvianti le procedure proposte da altre organizzazioni.

“I ricorsi per la rivalutazione dei trattamenti pensionistici, proposti negli ultimi giorni da alcune associazioni, sono assolutamente inutili. Lo chiarisce la Corte Costituzionale e l’intepretazione corretta della norma vigente. Vogliamo rassicurare tutti gli associati di CNA Pensionati che stiamo seguendo con attenzione l’evoluzione della vicenda affinché si intervenga al momento opportuno e con le modalità giuste attraverso il Patronato Epasa-Itaco”. Lo afferma Pino Salvadori, direttore della CNA del Trentino Alto Adige.

La Corte Costituzionale, con la ormai nota sentenza n. 70/2015, ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell’art. 24, co. 25, della Legge n. 214/2011 (c.d. Riforma Fornero), nella parte in cui la rivalutazione automatica veniva riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, con conseguente esclusione delle pensioni di importo superiore a tale limite. Il Governo, nel dare attuazione ai princìpi richiamati nella sentenza, ha emanato il Decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, il quale ha previsto un meccanismo in grado di garantire, sebbene in misura ridotta rispetto alla previgente disciplina, la perequazione dei trattamenti pensionistici superiori a tre volte e fino a sei volte il trattamento minimo.

“In ogni caso – aggiunge Salvadori – i fondamenti giuridici ci insegnano che le sentenze di accoglimento della Corte Costituzionale hanno efficacia erga omnes, cioè nei confronti di tutti, sia per coloro che hanno agito in giudizio, sia per coloro che non si sono adoperati, attraverso istanze o ricorsi, per il riconoscimento di un diritto ritenuto leso. Pertanto, una (molto improbabile) futura sentenza della Corte che dovesse dichiarare incostituzionale la normativa del 2015, produrrebbe i propri effetti automaticamente su tutti gli interessati. Per tutti questi motivi, è del tutto inutile, oltre che inopportuno, proporre oggi istanze o ricorsi su una tematica già decisa dal giudice delle leggi e attuata dal legislatore”.

In foto: Pino Salvadori, direttore di CNA Trentino Alto Adige

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