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La sinistra di Donald Trump: un nuovo edonismo americano

9 Novembre 2016

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La sinistra di Donald Trump: un nuovo edonismo americano

Qualcuno esclamerà “ è la democrazia, baby!” Aggiungo “ e non può essere esaltata solo quando a vincere è chi sta simpatico a voi…” La presunzione di chi è convinto che debbano votare gli istruiti, i dotti, i professori. Insomma la Clinton la votano i laureati, quelli con la terza media votano Trump. A sinistra si sono sentiti simili discorsi anche durante la Brexit. Gli anti classisti che classificano, che mettono in dubbio il suffragio universale. La sinistra è morta per parafrasare qualcuno. Le metafore in queste ore si sprecano. Pasta e fagioli con cappello da cowboy metaforicamente “tirano un sonoro calcio nel sedere” al sushi da “apecena” che fa molto radical chic. Trump vince contro tutti e tutto, perfino contro il Partito Repubblicano, i media faziosissimi e una plètora d’analisti da operetta o mentitori professionali, scegliete pur voi. Ha perso la Clinton o vinto Trump? In realtà ha perso la forma mentis della “nuova sinistra” mondiale, quella multi a metà, quella bucolica, che esalta il proletariato solo nella filosofia e nel virtuale, che non vive nella realtà, quella più vera, della strada e della periferia sonnecchia all’ombra, descrivendo come Virgilio, come aulico il lavoro operaio. Una sinistra appunto che osserva, osserva all’ombra le fatiche degli altri spacciandole per proprie. Trump ha dato voce alla classe media distrutta dalla crisi, agli operai della grande industria, ai minatori, ai delusi, a tutti quelli che fino a ieri dovevano sorbirsi le lectio magistralis d’analisti, politologi ed opinionisti. Trump ha vinto a sinistra. Trump è stato votato da immigrati, il che può far sorridere, ma nemmeno tanto se le analisi partissero dalla strada e non dai salotti. La vittoria di Trump spaventa i mercati, l’alta finanza, amplifica a livello mondiale la Brexit ed apre anche in Europa una via nuova. L’elettore americano passa “dall’afro al ciuffo “, va probabilmente oltre l’edonismo stesso. Trump del resto, molte posizioni “strampalate” le condivide con l’estrema sinistra (e destra) italiana, dallo smantellamento della Nato al disimpegno in Medio Oriente (il caos creato da Bush Jr e peggiorato da Obama e Clinton). Già l’Italia. Il nostro è un paese fondato sul tifo, a volte incauto. Uno statista non si dovrebbe mai far scappare” spero vinca…”, è strategicamente e politicamente assurdo, soprattutto per le scarsissime e quasi nulle affinità tra democratici italiani ed americani. Per Trump “ Renzi è irrilevante” e “ l’Italia dovrà prendersi il proprio ruolo in Libia”, lo disse il 1 agosto 2016. Le amministrazioni Usa hanno nel cassetto i piani strategici atti alla salvaguardia dell’interesse nazionale, Trump pure, lo si sapeva, visto che in affari militari ed esteri ha puntato su consiglieri di prim’ordine, esuli ed epurati da Obama nel 2011. Sapete perché? Perché contrari ai bombardamenti libici, uno dei teatri voluti dalla Clinton. Già gli italiani, quelli che subiscono ogni giorno questo disastro ma che speravano nella vittoria di chi questo teatro lo ha creato. Strano paese il nostro. C’è chi paragona Trump a Berlusconi, altro errore grossolano, in Usa non funziona come in Italia, l’avversario politico di solito non si cerca di delegittimarlo, anche se la Clinton, disperata ci ha provato negli ultimi mesi. Come può essere credibile una famiglia, quella dei Clinton, che di fatto barattava colloqui personali – a quanto pare anche al Dipartimento di Stato – e comparsate a convegni a colpi di donazioni milionarie alla propria Fondazione? Donazioni che provenivano anche da Paesi inqualificabili?
Tramite Assange abbiamo saputo che a volere la caduta di Gheddafi non è stato l’ex presidente francese Sarkozy, come ipotizzato finora, ma Hillary e contro addirittura la volontà di Obama. Le élite americane sono diventate autoreferenziali, prive di contatto con il Paese reale e troppo ricche per restare eque. Il meccanismo di selezione di queste élite si è inceppato o più probabilmente è marcito, questo è il vero problema. La “sinistra” ha eletto Trump, come in Italia sempre la sinistra ha votato Lega a Monfalcone, luogo ove votavano Pci anche i sorci. Io non so se voi lettori mangiate sushi o pasta e fagioli, ma credo vi siate resi conto che analisti, politologi ed affini non hanno colto nel segno, se non hanno intuito che un minatore sporco di carbone, sudato, dopo 10 ore di lavoro, alla Cnn giusto tre mesi addietro esclamava” Sì, voterò Trump”, “è la democrazia baby!”.

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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