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Bolzano. Sciopero delle poste per fermare la privatizzazione e difendere i posti di lavoro

2 Novembre 2016

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Bolzano. Sciopero delle poste per fermare la privatizzazione e difendere i posti di lavoro

Una delegazione altoatesina parteciperà alla manifestazione di Mestre.

Una privatizzazione che mette in discussione il futuro del servizio universale e che non tiene conto del ruolo sociale svolto da Poste Italiane, la più grande azienda di servizi del paese, per la cittadinanza sul territorio. Per questo motivo le segreterie nazionali di Slp-Cisl, Slc-Cgil, Failp-Cisal, Confsal.Com e Ugl-Com hanno proclamato lo sciopero in Poste Italiane per l’intera giornata del 4 novembre.

Alcuni uffici, nei principali centri dell’Alto Adige, rimarranno comunque aperti trattandosi di un servizio universale. Sono previste inoltre una serie d’iniziative di protesta: davanti alla sede centrale di Poste Italiane a Roma e nelle piazze di tutta Italia si svolgeranno manifestazioni. I lavoratori dell’Alto Adige e del Trentino parteciperanno alla manifestazione di Mestre ed è già stato organizzato un pullman.

Le motivazioni per la mobilitazione sono i rischi dell’ulteriore privatizzazione di Poste Italiane, che mette in pericolo migliaia di posti di lavoro. A livello nazionale gli esuberi potrebbero essere 20 mila. In Alto Adige gli addetti alla sportelleria e al recapito sono circa 900 e per questi le ricadute potrebbero essere proporzionate al resto d’Italia. Inoltre nel 2016 in Alto Adige gli esodi incentivati sono stati una quarantina, la cui mancata sostituzione sta incidendo sulla qualità del lavoro.

Una privatizzazione che, secondo i sindacati, ha il solo fine di recuperare risorse a fronte del debito pubblico, che fa perdere dividendi al Ministero dell’Economia e quindi alla collettività. La protesta è anche per il mancato rilancio dell’attività per la riconquista della consegna dei pacchi e della logistica e l’applicazione inefficace e sbagliata dell’accordo sulla riorganizzazione dei servizi postali. I sindacati contestano la carenza di personale negli sportelli, la riduzione degli orari d’apertura, il recapito a giorni alterni, che compromettono la qualità del servizio offerto. Non per ultimo si aggiungono le forti pressioni commerciali verso i consulenti finanziari.

Sono state numerose le assemblee che si sono svolte su tutto il territorio e i sindacati, vista la buona adesione alle assemblee, auspicano anche una buona partecipazione allo sciopero di venerdì 4 novembre. La mobilitazione, oltre allo sciopero del 4 novembre, prevede anche il blocco delle prestazioni straordinarie e aggiuntive dal 24 ottobre al 23 novembre

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