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Bolzano. Piovono critiche per l’accoglienza degli Schützen a Juncker

18 Novembre 2016

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Bolzano. Piovono critiche per l’accoglienza degli Schützen a Juncker

Inadeguati i fucili … “rappresentazione grottesca e terribile…”

A fare gli onori di casa per l’accoglienza di Juncker, stamattina a Bolzano, è stata una compagnia di Schützen, i tipici cappelli piumati della regione tirolese, che hanno sparato a salve con i loro archibugi storici. E le critiche si sprecano perché a qualche osservatore la pratica di questa tradizione storica è sembrata una nota stonata. “E se a Bolzano Juncker fosse stato accolto da studenti delle scuole con le bandiere dell’Europa? Penso sarebbe stata una soluzione intelligente per superare ogni discussione nazionalista e per rimarcare il ruolo europeo dell’Alto Adige” scrive in Face Book Carmelo Salvo, l’addetto stampa del Pd altoatesino.

Interessante poi il parere Claudio Della Ratta, consigliere socialista del Consiglio comunale di Bolzano. Scrive infatti in un comunicato stampa che “I rappresentanti delle istituzioni, quale appunto il Presidente della Commissione europea Junker, andrebbero accolti esclusivamente da organi istituzionali, e gli Schützen, per quanto folcloristici e caratteristici, non lo sono”.

Rappresentazione “grottesca e terribile” è parsa invece ad Alessandro Urzì, consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore – la rappresentazione andata in scena oggi a Bolzano con gli “Schützen che hanno sparato a salve con i fucili Mauser 98 K della Wehrmacht”. Nella sua articolata presa di posizione scrive che oggi, ad accogliere il Presidente della Commissione UE lui si è sentito a disagio perché “dell’Alto Adige plurale – anche “un po’” italiano, nemmeno una traccia. Tutto è stato ossessivamente calcolato –  afferma Urzì – nei minimi dettagli: anche lo svolgimento della paradossale rassegna ai finti soldati del finto libero Stato dell’Alto Adige di fronte allo sguardo minaccioso della statua di Dietrich von Bern (esponente di dinastia germanica) che soggioga con violenza Re Laurino (la genia latina). Non a caso la cerimonia si è svolta là, e non alle sue spalle.”

Foto: USP/Oskar Verant

 

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