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Bolzano. Monica Franch: grande varietà sulle mense scolastiche con diete sanitarie, vegetariane e in futuro forse anche vegane

3 Novembre 2016

Bolzano. Monica Franch: grande varietà sulle mense scolastiche con diete sanitarie, vegetariane e in futuro forse anche vegane

Incontro tra Monica Franch, assessora comunale al personale alla scuola e al tempo libero con Lucio Lucchin primario di dietologia sui criteri per le mense scolastiche.

L’assessora Monica Franch competente per la scuola del capoluogo, ha avuto recentemente un incontro con il professor Lucio Lucchin primario di dietologia all’ospedale di Bolzano per mettere a punto criteri e modalità di controllo per le mense scolastiche. I due interlocutori hanno ribadito che il momento della refezione scolastica riveste grande importanza per la consapevolezza alimentare dei bambini e degli adolescenti che vegono invitati a scegliere prodotti territoriali ma anche della cucina etnica, con grande attenzione alle stagionalità. Le scuole infatti propongono menù autunnali, invernali e primaverili che consentono la massima varietà degli alimenti a disposizione dell’utenza.Grande attenzione viene posta alle diete sanitarie prescritte dai medici di famiglia e alle diete di tipo religioso e culturale, o diete personalizzate.

Domanda. Avete registrato quanti tipi di menù vengono offerti nelle varie scuole bolzanine?

Risposta .Il 4 per cento è costituito da menù sanitari e il 14 per cento è a libera scelta. Queste ultime possono essere fornite senza carne suina, o di manzo, o completamente senza carne, possono inoltre essere vegetariane, cioè senza carne né pesce. Si sta valutando la possibilità di offrire diete vegane. Queste escludono completamente i latticini, le uova e il miele. È in previsione un incontro con il rappresentante della Lav.

Domanda. Chi prepara le pietanze?

Risposta. I menù sono elaborati da personale specializzato e supervisionati dal Servizio di dietetica. Il gradimento delle pietanze e dei menù è costantemente monitorato. Le derrate alimentari vengono anch’esse selezionate e controllate per provenienza e qualità. La preferenza va ai prodotti di origine locale, o quantomeno nazionale, con attenzione al bio, al km zero e al mercato equo-solidale.

Domanda. Quanti soggetti vengono serviti quotidianamente?

Risposta. Si tratta di oltre 3.300 unità ogni giorno, ma gli iscritti sono 8.600. La differenza è data dal fatto che non tutti gli iscritti frequentano la mensa tutti i giorni. In totale vengono prodotti 630.000 pasti.

Domanda. Si registra un incremento in questi ultimi tempi?

Risposta. Il cambiamento è enorme. Cambiano le esigenze delle famiglie e delle scuole. Si pensi che dieci anni fa i pasti erogati erano 170.000.

Domanda. A quanto ammonta la spesa per la refezione scolastica?

Risposta. Spendiamo all’anno 3 milioni e mezzo di €, importo al quale contribuiscono per metà famiglie e Provincia. I costi a carico delle famiglie vanno da € 0.90 a € 4,10 a pasto a seconda del reddito e del tipo di scuola.

Domanda. Vuole segnalarci, assessora Franch, qualche particolarità del vostro servizio pratica in ordine alle refezioni scolastiche?

Risposta. Innanzi tutto il panificio che ci fornisce il pane prepara pezzature speciali per evitare gli scarti. Inoltre, nel caso rimangano panini non consumati, questi vengono messi a disposizione per la merenda pomeridiana. Inoltre, se nonostante le puntuali attenzioni alle grammature ci fossero comunque degli avanzi. Questi vengono consegnati al Banco alimentare per le Associazioni di beneficenza.

Domanda. Qual è la filosofia che sta alla base di tutto il servizio?

Risposta. L’intento è quello di trasmettere alle nuove generazioni i fondamenti di una sana e corretta alimentazione e di uno stile di vita basato sul benessere.

Giornalista, scrittrice, editore.
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