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Bolzano. Martha Stocker rassicura il Sindaco Caramaschi circa la dislocazione in periferia di circa 400 profughi 

28 Novembre 2016

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Bolzano. Martha Stocker rassicura il Sindaco Caramaschi circa la dislocazione in periferia di circa 400 profughi 

Stamane si è riunita la Giunta comunale di Bolzano. Attualissimi i temi trattati, tra cui la Finanza locale, la situazione dei profughi e il progetto Abitare Sicuri. 

Parlando della situazione dei profughi a Bolzano, il Sindaco Renzo Caramaschi ha confermato le rassicurazioni avute dall’Assessora provinciale Martha Stocker circa la dislocazione in periferia di circa 400 profughi in strutture messe a disposizione dal Commissariato del Governo d’intesa con la Provincia entro la fine di gennaio, alleggerendo un po’, in questo modo, la pressione sul capoluogo.

Il Sindaco è tornato poi su un tema di attualità come la finanza locale.  “Il Consorzio dei Comuni – ha dichiarato il Sindaco- ha le sue “dimensioni abitative e mentali”. Dare di più al Comune di Bolzano, significa fondamentalmente sottrarre risorse ad altri, quindi è naturale che vi siano resistenze. La Città capoluogo ha però delle esigenze e dei costi che evidentemente il Consorzio non comprende fino in fondo o non vuole comprendere. Auspicherei un po’ più di solidarietà su certe tematiche, anche perché il capoluogo con i suoi servizi, serve e molto anche alla periferia. I criteri che vengono presi in considerazione per la ripartizione delle risorse nell’ambito della finanzia locale sono piuttosto limitati e molto discrezionali nel peso di ciascuna variabile. Nel corso delle riunioni che ci sono state su questo tema, abbiamo chiesto l’inserimento di alcune variabili determinandone il peso e il significato per le politiche sociali della Città. Credo però che da questo punto di vista non ci sia molto ascolto. Vedremo venerdì quando ci sarà un incontro con tutti i sindaci. Credo che quest’anno non saremo nelle condizioni di ottenere finanziamenti diversi se non il recupero di circa mezzo milione di Euro sul fronte dell’energia. Su altri fronti – ha detto il Sindaco – sto invece registrando la giusta sensibilità. Penso in particolare alla Provincia per i finanziamenti in conto capitale e questo va riconosciuto”.

In apertura dei lavori stamane la Giunta si è occupata del progetto Abitare Sicuri che si rivolge alla terza età. Come hanno spiegato il direttore della Ripartizione Servizi alla Comunità Locale Matteo Faifer e la direttrice di ASSB Michela Trentini, si tratta dell’evoluzione di un progetto pilota sperimentato con successo nel 2011 con il coinvolgimento di trenta anziani (dai 66 agli 80 anni di età), che necessitavano di assistenza domiciliare. Le loro abitazioni, grazie alla collaborazioni di partner specializzati, sono state dotate di sensori e apparecchiature di monitoraggio. Parte del gruppo di anziani ha comunicato con gli operatori sanitari, locati in una stazione di monitoraggio centrale, tramite touch screen; altri tramite dispositivi mobili, utilizzando applicazioni per soluzioni ed interventi di telemedicina. Dispositivi che hanno consentito ai residenti di interagire con gli operatori sanitari sulle attività quotidiane programmate, consentendo agli addetti di fornire suggerimenti su una serie di attività, tra cui training fisico guidato, esercizi per allenare le facoltà mentali o di rispondere a domande sanitarie. E’ intenzione ora del Comune riprendere e sviluppare tale progetto. L’età media a Bolzano ha raggiunto 44,33 anni. Le persone di 65 anni e più sono il 23,5% degli abitanti della città: quasi una persona su quattro ha più di 65 anni con un indice di vecchiaia di 162,4 (ogni 100 giovani si contano 162 ultra 65-enni), il più alto a livello nazionale. Il telemonitoraggio può prevenire o ritardare la necessità di assistenza e di conseguenza i costi socio economici e personali richiesti.  Può inoltre prevenire la necessità di interventi complessi e il peggioramento delle condizioni individuali e può essere una scelta economicamente conveniente per le necessità di assistenza sociale, riducendo potenzialmente il bisogno di assistenza formale.  Può infine rappresentare un miglioramento della qualità di vita delle persone anziane e delle loro famiglie, fornendo tranquillità e sicurezza psicologica. Un progetto che mira a garantire anche sicurezza nell’ambiente domestico della persona anziana. È previsto il coinvolgimento attivo delle famiglie, della rete sociale anziani e delle strutture di assistenza.

In foto: il Sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi

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