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Bolzano. 25 novembre la Cgil contro la violenza sulle donne

25 Novembre 2016

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Bolzano. 25 novembre la Cgil contro la violenza sulle donne

Una decina di croci, realizzate in legno di bambù con attaccato un drappo rosso e un cartello con il nome di donne uccise nell’ultimo periodo in Italia. Questa l’installazione promossa dal sindacato e allestita proprio sotto la sede della Cgil di Bolzano in via Roma, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“Con questa iniziativa, coerenti con il nostro impegno per fermare ogni tipo di violenza e per il rispetto della libertà femminile, la Cgil – afferma Doriana Pavanello, del coordinamento donne  – ha voluto ricreare una sorta di cimitero, costringere quasi a fermarsi e a riflettere. A nostro avviso, oltre al rispetto delle normative, serve un cambiamento culturale, da cui è fondamentale partire”.

Per la Cgil, la violenza contro le donne resta una delle forme più gravi di violazione dei diritti umani a livello mondiale: “Le azioni di prevenzione, contrasto e punizione intraprese dai governi fino ad ora non sono state sufficienti a frenare la violenza, che rimane uno dei principali problemi sociali se non viene contrastato adeguatamente. Qualunque sia la forma, o il luogo dove si manifesta, che sia la casa o il posto di lavoro, perché nega alle donne il diritto fondamentale di vivere in dignità e libertà”.

Secondo Pavanello, per sconfiggere la violenza sulle donne “è necessario l’impegno e la consapevolezza di tutti, uomini e donne, nonché una crescita della cultura del rispetto tra i generi che, da sempre, rappresenta una frontiera di impegno per il sindacato confederale”. Per la sindacalista della Cgil altoatesina la prevenzione della violenza contro le donne non può più essere affidata alle iniziative delle sole donne, ma deve entrare più profondamente nel pensare quotidiano ed essere affrontata anche dagli uomini, singolarmente e all’interno di associazioni specifiche: “E’ inoltre necessario – continua Pavanello – un maggiore impegno soprattutto nelle politiche educative, familiari e sociali. Il tanto auspicato cambio culturale nei confronti dell’immagine pubblica delle donne tarda a realizzarsi, nonostante l’impegno con il quale le donne perseguono quest’obiettivo. Se anche per gli uomini, così numerosi in politica, questo diventasse un tema, forse riusciremmo davvero a fare dei passi in avanti. Per il momento però, non mi pare che la politica con i suoi interventi, specie in Alto Adige, fornisca il contributo che ci si aspetterebbe”.

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