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Troppo tardi per la lamentatio

27 Ottobre 2016

Troppo tardi per la lamentatio

Di Emanuele Balla

Da un periodo a questa parte sembra sia tornata in auge la questione degli italiani in Alto Adige. Dalla toponomastica, all’acquisizione di parte delle azioni del quotidiano Alto Adige da Athesia qualcuno ha cominciato a storcere il naso, a capire che forse qualcosa stava succedendo. Eppure quest’operazione di lenta ma implacabile erosione di potere da parte della Svp nei confronti della comunità italiana è iniziata ben prima. Appare evidente come gli italiani siano sempre più divisi fra loro, incapaci di ricoprire un ruolo di primaria importanza nel processo di “cogestione” del potere politico in questa provincia.
Qualche anno fa un articolo dell’Alto Adige parlava dei “panda” della Val Venosta, proprio in occasione delle elezioni comunali dove, la comunità italiana rimaneva con un unico rappresentante in tutta la valle, ovvero nel comune di Malles. In Val Venosta fra gli italiani questo articolo ha lasciato un ricordo indelebile, in quanto tanti si ricordano dei panda. Fortunatamente le elezioni del 2015 li hanno resi meno “panda”, per l’elezione di due consiglieri nel comune di Silandro, che hanno fatto scattare il diritto di avere un assessore in giunta comunale.
Ma che gli italiani stiano facendo “harakiri” nei confronti di se stessi è alquanto chiaro e di questo la Svp non può far altro che ringraziare.
L’essere rappresentati è un diritto, ma se poi non si va a votare e non si scelgono i propri rappresentanti, ciò genera effettivamente un vuoto politico che poi automaticamente viene colmato da altri. Se ad esempio nel comune di Caldaro gli italiani decidono di disertare le urne, senza quindi eleggere un loro rappresentante in consiglio comunale, quel vuoto politico verrà automaticamente riempito da un rappresentante della Svp o della destra tedesca. Se poi in consiglio provinciale eleggono un consigliere di madrelingua tedesca votando 5 stelle e di conseguenza perdendo il diritto ad un secondo assessorato in giunta provinciale, qualcun altro ringrazia. Non andando a votare, non votando dei propri rappresentanti o, ancora peggio, votando Svp stiamo delegando porzioni di potere sempre più grandi al partito di raccolta sudtirolese che, vedendo la più totale disorganizzazione del gruppo italiano, non può far altro che approfittare della situazione ed ingrandire il proprio potere. Non dimentichiamoci che il gruppo ladino ha lo stesso peso del gruppo italiano in giunta provinciale, con l’unica differenza che i ladini sono il 5% della popolazione mentre gli italiani il 26%.
Dulcis in fundo arriva la proposta di legge elettorale della Svp, che prevede l’introduzione della soglia del 2,7%. Considerando il contesto in cui verrebbe calata questa legge, significherebbe la scomparsa degli italiani dal consiglio provinciale, in quanto oramai dati per dispersi in giunta provinciale, dove siede solo Tommasini. Svegliarsi prima?
Prima della toponomastica e dell’acquisizione di Athesia di parte del gruppo Alto Adige, ci sono state innumerevoli operazioni che avrebbe dovuto far suonare il campanello di allarme. Innanzitutto la proposta di legge elettorale che, di fatto, genera gli equilibri politici sul piano provinciale, creando di fatto uno squilibro nella gestione del potere. Oltretutto sembra ci si sia dimenticati della cessione di AE ultima società in cui gli italiani contavano qualcosa. Con Alperia la musica è tutt’altra. Ma la lenta erosione di potere alla comunità italiana è atavica e con l’operazione dei contentini (meglio farne ben contenti pochi, così stanno buoni) c’è qualcuno che ha portato a casa l’intera torta.
Ci si dimentica di Salorno? In Alto Adige sono rimasti 5 i comuni in cui la maggioranza della popolazione si è dichiarata di madrelingua italiana: Bolzano, Laives, Bronzolo, Vadena e Salorno.
Alle ultime elezioni, magia delle magie, nonostante un’evidente crisi della Svp a livello provinciale, Lazzeri è succeduto a Giacomozzi, Roland Lazzeri della Svp. Eppure nessuno batte ciglio.
A nessuno viene in mente che, proprio in questo momento di debolezza della Svp, ci sarebbero i margini per essere più incisivi nelle politiche di questa provincia?
Si sappia che qualunque legge elettorale avrà l’unico scopo di garantire la maggioranza assoluta alla Volkspartei, in questo caso a scapito degli italiani, che ormai hanno disperso il loro senso di comunità e che non mostrano il benché minimo interesse nel ritrovarlo. Vorremo fare i perenni vice? Vorremo essere cooptati solo a titolo “etnico” per l’eternità, fino a quando i numeri lo permetteranno? Prego, continuiamo così.

2 Comments
  1. Ernesto

    Noi appartenenti al gruppo linguistico italiano Dobbiamo renderci conto che la nostra debolezza politica non dipende solo dai nostri rappresentanti ma soprattutto dalla forza in numero di voti ,che diamo loro per rappresetarci. Se poi questi voti li disperdono in innumerevoli forze politiche o addirittura a una forza politica che ci ripudia come gruppo linguistico allora siamo arrivati al massimo per l'autodistruzione .. Quindi rendiamoci conto che è arrivata l'ora Di darci una smossa e unirci per trovare insieme una strada comune.. Noi a Silandro l'ho abbiamo fatto ed abbiamo avuto ottimi risultati. . Ernesto Rubini

  2. gianfranco

    Quello che mi fa specie è il leggere, sul quotidiano Alto Adige, la denuncia della debolezza dei politici italiani da parte di Bolognini che fu l'artefice della rimozione delle aquile da ponte Druso, una seria riflessione non guasta.

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