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Storie di italiani all’Estero. Dalla piccola frazione ligure di Stadomelli alla Scozia

10 Ottobre 2016

Storie di italiani all’Estero. Dalla piccola frazione ligure di Stadomelli alla Scozia

L’Italia è sempre stata terra di emigranti ed immigrati. Fra il 19° ed il 20° secolo milioni di italiani hanno lasciato la loro terra alla ricerca di fortuna all’estero. La storia di molte delle nostre famiglie è spesso intrecciata con storie di immigrazioni. Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si é registrata una fortissima emigrazione di massa, che ha visto molti italiani andare nei „nuovi continenti“ come America ed Australia. Durante le guerre si è considerevolmente arrestato questo flusso migratorio che é ripreso nel secondo dopoguerra, dove si sono verificati due tipi di emigrazione: una interna da sud verso nord ed una esterna, principalmente verso i paesi europei, ovvero Svizzera, Germania, Inghilterra, Francia e Belgio.

Tuttavia ci sono storie di piccole e medie emigrazioni verso realtà poco abitudinarie nei pensieri degli italiani, che hanno interessato precise realtà regionali. Poco si sa dei Trentini emigrati nel Voralberg prima della Grande Guerra, altrettanto poco si sa dei Veneti emigrati in Romania e dei Liguri emigrati in Scozia.

In questo articoli si parlerà di Stadomelli, piccola frazione ligure nella Val di Vara, che ha conosciuto una fortissima emigrazione verso la Scozia. Molti dei suoi abitanti hanno cercato miglior fortuna a Glasgow ed Edimburgo, dove in tanti si sono messi a vendere „fish and chips“, ovvero pesce fritto e patatine fritte. Nella frazione di Stadomelli i cognomi piú in uso erano e sono Drovandi, Fabiani e Franceschi. Infatti fra gli italo-scozzesi proprio questi cognomi risultano essere fra i più diffusi. Ogni estate il paese si ripopola, perché emigrati e discendenti vi trascorrono le loro ferie.

Dal 2013 Stadomelli si caratterizza per una ricorrenza, ovvero una festa italo-scozzese, organizzata da Anselmo Franceschi, emigrato giovanissimo in Scozia e deceduto da poco.

Attraverso questa festa voleva proprio ricordare il forte legame fra gli emigrati e la loro terra, ma al contempo il fatto che si sentisse metà italiano e metà scozzese. La festa si caratterizza secondo usi e costumi scozzesi: gli uomini portano il kilt e suonano la cornamusa, mentre il piatto tipico é costituito da fish and chips. Bandiere italiane e scozzesi sventolano insieme, non mancando peraltro bandiere dell’Europa, proprio perché gli scozzesi ci tengono a sottolineare il fatto di essere favorevoli alla UE.

L’emigrazione verso la Scozia si é arrestata con l’avvento del fascismo e lo scoppio della seconda guerra mondiale, quando gli italiani, „alleati di Hitler“, si sono ritrovati a vivere una condizione di fortissima alienazione e di fatto a vivere una condizione di prigionia nella terra di immigrazione.

Gli stessi emigrati ammettono tuttavia come la Scozia sia sempre stata una terra accogliente nei loro confronti, dove prima della seconda guerra mondiale vivevano 4000 mila immigrati, principalmente fra Glasgow ed Edimburgo. Ad oggi proprio nell’Hinterland di queste due grandi cittá si trovano piú di 10 negozi di fish and chips, gestiti da famiglie originarie di Stadomelli.

Questa emigrazione ha lasciato anche il segno a livello politico; Linda Fabiani, originaria di Stadomelli, siede nel parlamento scozzese ed é stata insignita della medaglia dell‘ „Ordine della Stella della Solidarietà Italiana”, come riconoscimento del suo grande impegno per i rapporti fra Scozia ed Italia.

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