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Firenze. Toponomastica, Alessandro Urzì invita Matteo Renzi e il Governo ad intervenire sulla Commissione dei Sei

18 Ottobre 2016

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Firenze. Toponomastica, Alessandro Urzì invita Matteo Renzi e il Governo ad intervenire sulla Commissione dei Sei

Nel municipio di Firenze mentre Renzi fondava gli Stati Generali della lingua italiana all’estero, Urzì raccomandava le sorti della lingua italiana in provincia di Bolzano.

L’appello perché sia evitata restrizione della lingua italiana nella toponomastica dell’Alto Adige dopo la petizione del mondo scientifico e culturale italiano e germanico, capeggiata dal Presidente dell’Accademia della Crusca, è arrivato vicinissimo al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ieri, infatti, l’appello a fermare il processo di rimozione della lingua italiana in Alto Adige è stato “idealmente” consegnato al Presidente Renzi a Palazzo Vecchio di Firenze. Mentre nell’altra ala del Palazzo – che è sede del municipio fiorentino – Renzi inaugurava gli Stati generali della lingua italiana all’estero, a pochi metri di distanza in conferenza stampa Alessandro Urzì, consigliere provinciale di “Alto Adige nel cuore”, partecipava assieme al deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano alla presentazione del suo disegno di legge sulla tutela della lingua italiana nel territorio nazionale, cioè in Italia.

Erano presenti anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, per Azione nazionale che ha organizzato la presentazione assieme al capogruppo di Forza Italia di Firenze Jacopo Cellai e alla coordinatrice di AN della Toscana Marcella Amadio. Nel disegno di legge di Fabrizio Di Stefano un articolo è stato riservato proprio alla toponomastica di cui si discute in Alto Adige in queste settimane. Esso ribadisce l’indicazione chiara di un principio in applicazione del dettato della Costituzione: le denominazioni locali o in altra lingua si possono aggiungere, ma non sostituire a quelle in italiano, se esistono e sono riconosciute e diffuse sui documenti dell’amministrazione, nelle leggi, sulle carte geografiche, se sono utilizzate dalle organizzazioni ed associazioni che hanno radicamento sul territorio.

Dai presenti è stato assicurato l’impegno  a garantire una vigilanza a livello di Parlamento e istituzioni centrali perché il principio venga rispettato .Urzi ha ricordato che “abolire la lingua italiana su una porzione del territorio nazionale rappresenta una mostruosità” e ha invitato ufficialmente il Governo ad assumere un provvedimento trasparente con il quale si interrompa la trattativa in Commissione dei Sei

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