Cultura & Società Ultime Notizie

Federalberghi contro gli abusivi

13 Ottobre 2016

author:

Federalberghi contro gli abusivi

Rettifica richiesta da Giorgio Piha secondo quanto previsto dalle norme sulla stampa, ex art. 8 L. 47 del 08/02/1948

In riferimento alla frase finale del terzo capoverso dell’articolo sottostante “Uno studio che fa piena luce sull’abusivismo nel turismo” nella quale si cita: “Un tale Giorgio per esempio gestisce 12 alloggi a Bolzano”, pubblichiamo la rettifica del sig. Giorgio Piha:

“il signor Giorgio Piha titolare della società Room & Apartaments BZ S.a.s. di G. Piha & C., con profilo Air BnB denominato “Giorgio”, precisa che le affermazioni a lui riferite, riportate nell’articolo del 13 ottobre 2016, pubblicte sul quotidiano online Buongiorno Südtirol, non so0no veritiere. 

Il signor Giorgio Piha esercita, tramite la sua società, l’attività di Affittacamere nel rispetto delle leggi e dei regolamenti locali ed utilizza il portale Air BnB (come molti altri Hotel, Garnì o affittacamere di Bolzano) soltanto come mezzo per entrare in contatto con potenziali clienti. 

Oltre a ciò, il signor Giorgio Piha fruisce dei servizi offerti da Hgv, tra i quali la formazione sul sistema “Channel manager” – sistema che consente di poter aggiornare e sincronizzare le tariffe e la disponibilità in sola schermata su tutti o parte dei siti o portali in cui la struttura è presente, quali Expedia, Booking e moltri altri.

Pertanto, in particolare la Hgv, oltre ad essere perfettamente a conoscenza della reg0olarità della struttura gestita dal signor Giorgio Piha, al quale ha anche fornito servizi, offre formazione su un sistema informatico utile proprio alla gestione delle prenotazioni on line.

Fatta la predetta doverosa precisazione e ratifica, si intende precisare come siano proprio le strutture come quella del signor Giorgio a subire una concorrenza non corretta da parte d chi, illegalmente, svolge attività di affittacamere eludendo anche la normativa fiscale.” 

Uno studio che fa piena luce sull’abusivismo nel turismo – fenomeno anche in Alto Adige.

Rimini/Bolzano – “Il sommerso nel turismo prosegue indisturbato la propria corsa ed è giunto a livelli talmente di guardia da generare una minor sicurezza sociale ed il dilagare indiscriminato dell’evasione fiscale e del lavoro in nero”. È quanto afferma il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando i risultati di un monitoraggio che la federazione ha realizzato con l’ausilio della società Incipit Consulting e che è stato presentato oggi a Rimini Fiera in apertura di TTG/SIA GUEST/SUN, il più importante marketplace del turismo italiano e di riferimento per l’Europa. “Abbiamo censito le strutture parallele che vendono camere in rete sui principali portali – aggiunge Bocca – e mettiamo questo elenco a disposizione delle amministrazioni nazionali e territoriali, nonché delle autorità investigative competenti, che desiderano fare luce sul fenomeno”.

L’esempio eclatante è costituito dal portale Airbnb che, in una giornata di agosto 2016, poneva in vendita in Italia 222.786 strutture (erano 234 nel 2009), con una crescita esponenziale alla quale non fa seguito una significativa variazione del numero di attività ufficialmente autorizzate (le strutture extralberghiere censite dall’ISTAT erano 104.918 nel 2009, oggi sono a quota 121.984 per una differenza di oltre 100.000 unità). Tra le città italiane maggiormente interessate dal fenomeno troviamo Roma con 23.889 alloggi, Milano con 13.200, Firenze con 6.715, Venezia con 5.166 e Napoli con 3.040. Questo fenomeno esiste anche in Alto Adige. “Secondo il monitoraggio della Federalberghi in una giornata di agosto risultavano da noi disponibili su Airbnb 1.070 alloggi, di cui 764 riferiti ad interi appartamenti, 658 disponibili per più di sei mesi e 602 gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio”, sostiene Manfred Pinzger, presidente dell’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV). Per la città di Bolzano secondo l’indagine risultavano 107 inserzioni su Airbnb, di cui 46,7 % intere abitazioni, 50,5 % stanze private e 56 % disponibili per più di sei mesi. Il 48,6 % delle inserzioni è pubblicato da persone, che mettono in rete più di un alloggio. Un tale Giorgio per esempio gestisce 12 alloggi a Bolzano.

“Dall’analisi delle inserzioni presenti ad agosto 2016 sul portale Airbnb – enfatizzano il Presidente degli albergatori italiani, Bocca e il presidente HGV, Pinzger, – emergono quattro grandi bugie che smascherano definitivamente la favoletta della condivisione”.

Non è vero, che si tratta di forme integrative del reddito. Sono attività economiche a tutti gli effetti. Oltre la metà (57,7%) degli annunci su livello nazionale sono pubblicati da persone che amministrano più alloggi.

Non è vero, che si tratta di attività occasionali. La maggior parte (il 79,3%) degli annunci si riferisce ad alloggi disponibili per oltre sei mesi l’anno.

Non è vero, che si condivide l’esperienza con il titolare. La maggior parte degli annunci (70,2%) si riferisce all’affitto di interi appartamenti in cui non abita nessuno. Non è vero, che le nuove formule tendono a svilupparsi dove c’è carenza di offerta. Gli alloggi sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali. “Il consumatore è dunque ingannato due volte – sottolineano Bocca e Pinzger – in quanto viene tradita la promessa di vivere un’esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività e del mercato”. Si pone inoltre con tutta evidenza un problema di evasione fiscale e di concorrenza sleale, che danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza.

“Il Piano strategico del turismo afferma a chiare lettere la necessità di definire un quadro normativo e regolamentare che contrasti efficacemente il fenomeno dell’abusivismo. Confidiamo che si passi presto dalle parole ai fatti e che un primo segnale venga già nei prossimi giorni in Parlamento con l’esame delle proposte di legge sulla sharing economy e sugli home restaurant”.

In foto: Manfred Pinzger

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *