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Bolzano. I proff. di italiano si ribellano e in 60 scrivono al Ministero

4 Ottobre 2016

Bolzano. I proff. di italiano si ribellano e in 60 scrivono al Ministero

“L’italiano non è lingua straniera”, e chiedono il blocco del nuovo esame di maturità.

Sessanta insegnanti scrivono al Ministero della pubblica istruzione per bloccare il nuovo esame di maturità. Sono insegnanti di seconda lingua- italiano nella scuola tedesca di diverse scuole medie superiori di Bolzano che vedono nella riforma dell’esame di maturità uno svilimento dell’insegnamento della lingua italiana a livello di una qualsiasi altra lingua straniera. E così il lavoro culturale fatto in tanti nella scuola in Alto Adige, sia di lingua italiana che tedesca, verrebbe vanificato perché il futuro esame di italiano alla maturità verrà trattato alla stregua di una qualsiasi lingua straniera, esattamente come nei test per ottenere una certificazione linguistica. Non è così, l’esame non corrisponderebbe al lavoro fatto da insegnanti e studenti. L’italiano in Alto Adige è seconda lingua, rispetto alla prima che è quella materna, e l’insegnante di italiano attraverso la lingua fa conoscere ai ragazzi anche la storia, le tradizioni, le abitudini dell’altra parte della popolazione che vive in Alto Adige. L’italiano viene appreso anche come approfondimento della storia che sta alla base della capacità di convivere in Alto Adige. L’apprendimento dell’italiano così fatto  ripercorre il passato di questa regione anche attraverso la letteratura, un modo di imparare la lingua, tra l’altro che piace molto ai ragazzi. Apre la mente, stimola verso nuove riflessioni, quelle che ti fanno capire che le eventuali differenze sono una ricchezza per la convivenza.

Il nuovo esame invece, così come è proposto ridurrà questo bagaglio alla banalità di un quiz, mentre  dovrebbe valorizzare la cultura di cui la lingua è portatrice. Gli insegnanti di seconda lingua sono mediatori culturali, che attraverso l’insegnamento veicolano contenuti culturali essenziali non solo per essere buoni cittadini in Alto Adige, ma anche in Europa. Sono preoccupati e attendo risposta dalla Ministra.

Giornalista pubblicista, scrittore.
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