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Referendum. D’Alema scende in campo con i Comitati per il no. Ma l’obiettivo è saldare i conti con Renzi o il bene del Paese?

5 Settembre 2016

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Referendum. D’Alema scende in campo con i Comitati per il no. Ma l’obiettivo è saldare i conti con Renzi o il bene del Paese?

In foto: Massimo D’Alema

di Dario Tiengo – Il fronte del no si rafforza. L’opposizione va da sé che prema per battere Renzi, anche se in Parlamento la storia è stata più complicata di così. Ma ora Massimo D’Alema scende in campo. E nel fare le battaglie di opposizione non è certo secondo a nessuno. Una lunga tradizione cresciuta nel tempo con un’unica finestra di Governo in cui in cui ha tentato, con la Bicamerale, di arrivare alla modifica della Costituzione cercando un accordo con Berlusconi. Operazione non riuscita. Questa volta deve avere un piano preciso  per le riforme, per far uscire questo Paese dalla palude in cui la politica spesso si muove tra difficoltà burocratiche, leggi e leggine, vincoli e rimandi. Deve avere una proposta nel cassetto per forza, altrimenti non si comprende la virulenza della sua nuova discesa in campo da oppositore del Governo e della maggioranza del Partito Democratico.

Raccoglie intorno a sé quella parte della sinistra che vorrebbe il Governo, ma forse con la possibilità di avere la “carta del no” sempre utilizzabile, anche contro le proprie decisioni. La discussione di merito sulle ragioni della riforma ancora si deve fare. In attesa, abbiamo il fiorire dei comitati di entrambe le parti. Non si tratta di “cedere” al sì in modo incondizionato, ma almeno si spererebbe di uscire dalla sgradevole sensazione che questa sia la madre di tutte le battaglie per arrrangiare i conti con Renzi. Non è un buon servizio al Paese. D’Alema è un uomo intelligente che sa di politica, di dialettica e di retorica ma la sua storia dimostra che spesso non ha saputo trattenere quel lato del suo carattere più incline alla polemica e alla vendetta, quasi sempre consumata sul campo. E di questo bisogna dargliene atto.

Renzi ha commesso errori nell’impostazione delle riforme inizialmente personalizzando la battaglia. La riforma stessa è più che perfettibile ma è un sì. Al cambiamento, al cercare di mediare e allo stesso tempo cercare uno strappo con un passato malfunzionante, un passo improrogabile se non si vuole fare un assist al M5s. Polemiche sulla data del referendum? Parlano le procedure stabilite per legge ed è questione di giorni. Tornato dal G20 il Premier ha dichiarato che verrà stabilita moltopresto. Sostiene D’Alema ” “La vittoria del No al referendum segnerebbe la fine del partito della Nazione. Sarebbe un bene per il Pd e per il Paese”. Ma quale Partito della Nazione? A ben guardare non c’è neppure tutto il Pd e la panoramica generale non consola visti anche gli ultimi inciampi del M5s, che comunque rimane, Parisi permettendo, il principale competitor del Pd.

I bisogni della gente al di là delle lotte di Palazzo sono sempre gli stessi, più passa il tempo e più aumentano. Dare risposte concrete è quello che serve, i no non sono sufficienti. E tutto ciò senza farsi sfiorare dal sospetto che dietro a questa “grande battaglia” ci sia in gran parte la nostalgia del potere personale perduto. Ma questa è un’altra storia e non riguarda, a dire il vero, solo Massimo D’Alema

Le dichiarazioni di Massimo D’Alema

WCENTER 0XKDBFUBMC                20100315 - GENOVA - POL - CRISI: D'ALEMA, NEL 2009 ITALIA -80 MLD, BERLUSCONI +10 MLN. Massimo D'Alema durante la presentazione del programma di governo del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Liguria, Claudio Burlando, presso la sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, questo pomeriggio 15 marzo 2010 a Genova. ANSA/LUCA ZENNARO/DRN

Massimo D’Alema

“Questa non è un’iniziativa che vuole dividere il Pd perché tanti che si sono rivolti a noi non sono del Pd. Sono cittadini che ci chiedono di dare voce alle ragioni del No. Ragioni che hanno radici nella storia e nella cultura della sinistra”.

Tanta gente. Volti noti a sinistra, da Cesare Salvi a Alfredo D’Attorre e Arturo scotto di Sinistra italiana, parlamentari Pd ‘dissidenti’ come Massimo Mucchetti e Paolo Corsini. Nessun big della minoranza dem, come era annunciato. Ma in platea ci sono diversi portavoce: da quello di Pier Luigi Bersani, Stefano Di Traglia, a Chiara Rinaldini che da anni lavora con Rosy Bindi. E c’è pure qualcuno del fronte del Si. A dare un’occhiata è passato pure Rudy Francesco Calvo, responsabile della comunicazione della campagna del Si al referendum.

“Esiste un fenomeno immenso -spiega D’Alema – che riguarda milioni di persone che hanno smesso di votare Pd, solo alle ultime amministrative il Pd ha perso oltre un milione di voti. C’è un partito senza popolo e un popolo senza partito a cui -specifica D’Alema- noi non vogliono dare un partito ma un’occasione di impegno civile”.

“Trovo sgradevole che il governo non definisca la data del referendum, da’ la sensazione di una furbizia…”. “Si è cercato di spaventare i cittadini con scenari apocalittici, poi si è detto che non cambiava niente. Si è parlato di dimissioni e poi, visti i sondaggi, si è detto: no, no resto. Un caos totale”.

“Sono un estimatore del presidente del consiglio perché è capace di dire di tutto. L’ho sentito dire: ‘perché chiedete a me della legge elettorale, è materia del Parlamento’. Lui che ha messo la fiducia sul testo della legge elettorale. Il governo è entrato a gamba tesa”.

“Noi daremo vita a un comitato nazionale e propongo a questa assemblea il nome di Guido Calvi come presidente”. Calvi, scherza, “non è iscritto al Pd e non può essere accusato di fare una nuova corrente nel Pd”

“Un algoritmo che trasforma pochi in tanti”.A proposito dell’Italicum, una legge che privilegia la governabilità sulla democrazia e che si riduce, secondo l’ex premier, a “tecniche volte a costruire in modo artificioso maggioranze parlamentari”.

“Il comitato del No “sarà formato da persone che si metteranno a disposizione della campagna, io dato il ‘la’ ma intendo spersonalizzare, non voglio stare a questo giochino dello scontro D’Alema Renzi”. “Mi sono messo in questa battaglia perché se vince il No ci sarà spazio per una nuova generazione di sinistra e non sarò io ad occupare quello spazio”.

La minoranza Pd chiede di cambiare l’Italicum per votare Si al referendum ma “questa iniziativa non c’è, né è stata annunciata dal presidente del Consiglio, mi aspetto che a un certo punto ne traggano conseguenze…”. D’Alema ha anche annunciato che presto ci sarà un convegno sulle ragioni del No aperto “anche a personalità di altra estrazione politica” a cui saranno invitati tutti i partiti a partire dal Pd.

Fonte: http://www.tribunapoliticaweb.it/il-punto/2016/09/05/33533_referendum-dalema-scende-in-campo-con-i-comitati-per-il-no-ma-lobiettivo-e-saldare-i-conti-con-renzi-o-il-bene-del-paese/

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