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Bolzano. Bocciata mozione di Urzì in cui chiedeva chiarezza sul tema della prostituzione

14 Settembre 2016

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Bolzano. Bocciata mozione di Urzì in cui chiedeva chiarezza sul tema della prostituzione

Numeri netti, posizioni differenziate e più morbide.

 Bocciata la mozione presentata da Alessandro Urzì a nome del Gruppo “Alto Adige nel cuore” con numeri espliciti ma con posizioni sfumate. 12 voti favorevoli, 20 i contrari, 3 le astensioni.” Alla fine – dichiara Urzì – la mozione con la quale proponevo al Consiglio provinciale di assumere una posizione ufficiale sul delicato tema della prostituzione, dichiarando la volontà di impegnarsi ad ogni livello contro lo sfruttamento della donna, per la regolamentazione della pratica, la sua eliminazione dalle strade con provvedimenti di massima severità (restituendo decoro alle nostre città, ad iniziare dal quartiere dei Piani a Bolzano), l’introduzione di controlli sanitari obbligatori, l’inserimento della attività fra quelle soggette a tassazione, alla fine la mozione è stata bocciata da Pd e Svp”.

Meno nette invece le posizioni. Siamo sempre stati a favore della legalizzazione – commenta Paul Köllensperger (Movimento Cinque Stelle) – anche se sappiamo che questo non risolve il problema. Viene garantita più sicurezza e regolamentato l’aspetto fiscale“.

Critico anche Sven Knoll (Südtiroler Freiheit)  che osserva che nemmeno a Innsbruck è stato risolto il problema dello sfruttamento. Contraria pure la posizione di Brigitte Foppa: «A fronte di 25.000 prostitute ci sono 2,5 milioni di clienti maschi. Il problema è maschile e da lì bisognerebbe partire. Nessuno, inoltre, chiede mai l’opinione di queste donne».

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Provincia Arno Kompatscher: “La discussione ha anche un risvolto populista, ma chiedere al legislatore di intervenire non modifica la situazione. Altri Paesi europei che hanno seguito questa strada non hanno risolto il problema.”

 “Così le donne continueranno a rimanere sfruttate e soggette alla tratta delle mafia – è il commento finale di Urzì –  le tasse non saranno pagate, le malattie sessualmente trasmissibili prolifereranno, i quartieri periferici rimarranno bordelli a cielo aperto in preda al degrado. Ecco il modo sbagliato per affrontare i problemi, negarli, o approfittare di mozioni per farne strumento di lotta politica interna come ha fatto Svp e Pd nei riguardi di Caramaschi, senza ammatterlo.”

 

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