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Autonomia, Kompatscher invita le autorità dello Stato ad una maggiore collaborazione

9 Settembre 2016

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Autonomia, Kompatscher invita le autorità dello Stato ad una maggiore collaborazione

Incontro al Waltherhaus tra funzionari, presidente ed ex capo di giunta e il costituzionalista Ambrosi.

Nel corso della settimana di celebrazioni per i 70 anni dell’Accordo Degasperi-Gruber, su iniziativa del presidente Arno Kompatscher e in collaborazione con il consorzio dei Comuni, si è tenuto stamani al Waltherhaus di Bolzano un incontro per approfondire temi legati al  presente e al  futuro dell’autonomia. Erano presenti Manuela Pierotti, Hanspeter Staffler, nonché il presidente della Giunta, Arno Kompatscher, il presidente del Consorzio dei comuni, Andreas Schatzer, l’ex presidente Luis Durnwalder, l’ex dirigente Karl Rainer e il costituzionalista dell’università di Padova, Andrea Ambrosi.

“Sono felice – ha esordito il presidente Arno Kompatscher – che tanti dirigenti abbiano accolto il nostro invito. Per tutti noi che abbiamo responsabilità nell’amministrazione è importante confrontarci sul  valore dell’autonomia, perché l’autonomia è il frutto del lavoro di tutti. L’amministrazione è la cosa che rende viva e partecipata l’autonomia, che è un bene di tutti. E noi stessi dobbiamo essere i primi ad usare tutti gli spazi che l’autonomia ci concede”. Il Landeshauptmann ha poi sottolineato la necessità per chi amministra “di avere coraggio”,  riconoscendo che “non è, però, sempre così evidente cosa è possibile o non è possibile fare a livello legislativo e quindi, a volte, l’azione amministrativa può risultare rallentata”. Il presidente, infine, rivolgendosi alle autorità statali, ha invocato la ricerca di una maggiore “leale collaborazione”, fatta più di consulenze preventive che di censure a posteriori.

Anche il presidente del Consorzio dei comuni, Andreas Schatzer, ha insistito sul concetto di “coraggio”, rivolgendosi, però, sia ai sindaci che al consiglio provinciale. “Anche i nostri politici – ha affermato – devono avere molto coraggio quando si tratta di recepire le normative nazionali. Non si può essere troppo prudenti pensando sempre alle possibili impugnazioni che il governo di Roma potrebbe fare”. L’ex presidente della giunta, Luis Durnwalder, ha fatto, quindi, un ampio excursus dei momenti cruciali della sua lunga esperienza amministrativa. Dapprima, però, ha ringraziato i dipendenti “perché è grazie al lavoro di tutti  che abbiamo ottenuto quello che abbiamo oggi”. Durnwalder ha passato poi in rassegna le vicende politiche amministrative dallo Statuto del 1972 alla quietanza liberatoria, la “nascita dell’autonomia dinamica”, la “corsa alle competenze” degli anni Novanta, Schengen, l’introduzione dell’euro,  la riforma costituzionale del 2001, la Mebo, l’Euregio, fino all’accordo di Milano. Karl Rainer, ex direttore della ripartizione presidenza, ha passato in rassegna progressi dell’Autonomia.

Seguito con grande interesse l’intervento del docente universitario, Andrea Ambrosi. Il professore ha insistito soprattutto su un concetto: che l’Autonomia ha dato i frutti maggiori quando il faro è stato lo Statuto. Le riforme costituzionali, compresa quella del 2001, hanno, invece, lentamente eroso le competenze della Provincia, anche quando sembrava che queste potessero risultare accresciute. “Il problema di fondo – ha detto – è che le competenze legislative esclusive trasversali dello Stato, a partire da quella sulla concorrenza, hanno spesso permesso di togliere autonomia. Un buon risultato è stato ottenuto di recente con la norma di attuazione sul commercio che ha permesso di far valere la competenza primaria sull’urbanistica, superando il concetto delle materie trasversali”. Positivo è stato per lo studioso anche l’atteggiamento relativo all’accordo finanziario perché in quella occasione è stata portata a termine una trattativa diretta con Roma da parte delle Province di Bolzano e Trento, che si sono così sganciate dalle altre Regioni a Statuto speciale.  Nel dibattito conclusivo, infine, lo studioso ha definito “un primo passo positivo” la presenza di una clausola di salvaguardia nella riforma costituzionale ora sottoposta a referendum, ma ha affermato che in futuro “clausole di salvaguardia andranno comunque inserite di volta in volta in tutte le leggi che regoleranno materie di competenza della Provincia”.

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