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13 giovani militari trucidati dai nazisti a Bolzano

7 Settembre 2016

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13 giovani militari trucidati dai nazisti a Bolzano

Saranno ricordati con uno spettacolo teatrale  a Oltrisarco 

La Città di Bolzano, anche quest’anno, intende ricordare con una cerimonia pubblica, l’eccidio nazista del 12 settembre 1944 alla caserma Mignone a Oltrisarco costato la vita a 23 giovani militari di varie regioni italiane. In occasione di questa ricorrenza è  in programma  la rappresentazione di uno spettacolo teatrale della Cooperativa Prometeo tratto da una ricerca storica di Carla Giacomozzi dell’Archivio Storico di Bolzano, dal titolo “Platino – Un eccidio a Bolzano” che sarà messo in scena lunedì 12 settembre alle ore 11.00 e alle ore 20.30 nella sala polifunzionale di Oltrisarco in piazza A. Nikoletti. Lo spettacolo “Platino” è già andato in scena, in prima nazionale, il  4 marzo 2016 all’interno del bunker antiaereo Hofer in via Fago a Bolzano. Il lavoro è stato necessariamente presentato in forma ridotta e adattata, a causa della particolarità e delle condizioni estreme del luogo.

Nel settembre del 1944 la Germania e il Giappone erano vicini al loro annientamento e il governo fantoccio fascista dell’Italia settentrionale stava crollando. Un dispotismo sull”orlo del collasso moltiplica il proprio potenziale di distruzione quanto più è messo alle strette: l”uccisione di milioni di persone nei Lager del Terzo Reich raggiunge proprio in questa fase il suo tragico culmine. Anche la Repubblica di Salò, ultimo esercizio di potere da parte di Mussolini per grazia di Hitler, condannò a morte quanti più oppositori possibile, in un”inaudita orgia di potere. A Bolzano, città delle due dittature, il fascismo e il nazismo si sono incontrati lasciando dietro di loro una lunga scia di sangue che si è tentato spesso di negare.

In quell”anno, all”alba di martedì 12 settembre, ventitré uomini furono prelevati dal Lager di Bolzano e condotti nella Caserma “Francesco Mignone”, situata a Bolzano in via Claudia Augusta nel quartiere di Oltrisarco. Nel Lager erano giunti a più riprese tra la fine di agosto e i primi di settembre 1944, provenienti da Verona. Contrariamente agli altri arrestati, che venivano spogliati di ogni loro avere al momento dell”ingresso nel Lager, i 23 avevano mantenuto i loro abiti e furono tenuti tutti assieme, isolati in un blocco. Nel corso della loro breve permanenza nel campo non uscirono per andare a lavorare, come la maggior parte degli altri deportati: uscirono solo per essere uccisi. A ciascuno di essi fu sparato un colpo alla nuca nelle stalle della caserma. I loro corpi furono portati al Cimitero Maggiore di Bolzano e gettati in una fossa comune, in terra sconsacrata, senza che la tomba fosse contrassegnata in alcun modo. L”eccidio di Bolzano fu una strage organizzata, per la quale le vittime furono scelte con precise motivazioni. I 23 furono scelti per essere uccisi e la loro morte è dipendente dalla scelta di campo che essi compirono dopo l’8 settembre 1943.

 

 

 

 

 

 

 

 

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