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Bolzano. Autonomia provinciale: figli e figliastri, due pesi, due misure?

31 Agosto 2016

Bolzano. Autonomia provinciale: figli e figliastri, due pesi, due misure?

Si riaccende il dibattito sul costo della politica i Consiglio provinciale, la cui legge è da mesi ferma in commissione. L’orientamento della SVP è di rinviare la legge in modo da inserire nella riforma una sorta di finanziamento “provinciale” ai partiti. Prende posizione sulla questione Cornelia Brugger, consigliera comunale a Brunico (gruppo misto) con una lettera aperta che volentieri pubblichiamo.

“Si difendono le indennità, ma nulla è stato fatto nel 2010 per gli stipendi dei dipendenti pubblici.

Questa nostra Autonomia è sempre più un’Autonomia di figli e figliastri. La dimostrazione chiara ce la fornisce la politica, Svp in primis, da mesi impegnata a difendere, a tutti i livelli, le indennità di consiglieri e amministratori provinciali. Nel nome e per conto del vessillo della “specialità” della Provincia di Bolzano si sono attivati i parlamentari e sono stati spesi fior di euro in consulenze e pareri contro l’applicazione del decreto Monti in Alto Adige. Uguale impegno si registra anche a livello regionale per evitare il taglio di 500 euro previsto dalla riforma Boschi.

Purtroppo questo “fervore” non si è avuto quando, nel 2009, l’allora governo Berlusconi decise, a partire dal 2010, il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, poi prorogato dai governi Monti, Letta e Renzi. In quell’occasione la Provincia di Bolzano ha applicato la norma senza alzare alcun vessillo dei poteri dell’Autonomia. Nessuna consulenza o parere è stato richiesto per difendere la “specialità”. Soltanto dal primo luglio di quest’anno anno, dopo la sentenza del 2015 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco, ai dipendenti provinciali sono stati riconosciuti 40 euro lordi in busta paga: altri 40 verranno dati a maggio del 2017. Un piccolo “obolo” a fronte di sette anni di blocco, che però hanno visto lievitare il costo della vita.

Sempre nel 2009, quando ero segretaria generale della Funzione Pubblica della Cgil, sono state decise altre forme di risparmio sulle spese di missione, con l’abbassamento del rimborso per i pasti e il carburante. La Provincia, con l’allora assessore competente Thomas Widman, promise, per essere solidali, che anche per i consiglieri provinciali ci sarebbe stato un taglio ai rimborsi: cosa che però non si è avverata.

Un’Autonomia a due velocità, con due pesi e due misure non è certo un’Autonomia vicina ai cittadini, che di “speciale” vedono, purtroppo sempre più, il mantenimento dei privilegi.

Cornelia Brugger

 

Giornalista pubblicista, scrittore.
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