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Usa. A Cleveland lady Trump inciampa nel plagio. Copia il suo discorso da quello di Michelle Obama del 2008.

19 Luglio 2016

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Usa. A Cleveland lady Trump inciampa nel plagio. Copia il suo discorso da quello di Michelle Obama del 2008.

Rischia di rivelarsi un boomerang per il Trump show il debutto sul palco della convention di Cleveland di Melania Trump. La bellissima ex modella slovena infatti avrebbe copiato stralci del suo discorso da quello che Michelle Obama pronunciò nel 2008 quando l’attuale first lady si trovava nella sua stessa posizione di moglie del candidato proiettato nella corsa per la Casa Bianca. L’accusa arriva dai giornalisti americani che, dopo l’intuizione di un cronista navigato che nel discorso di ieri sera hanno sentito l’eco di quello pronunciato otto anni fa di Michelle, hanno recuperato il testo del 2008 e hanno fatto i confronti.

“Io e Barack siamo cresciuti con così tanti valori in comune: devi lavorare sodo per quello che vuoi nella vita, che la tua parola è un vincolo e fai quello che dici che avresti fatto, che si devono trattare le persone con dignità e rispetto, anche se non li conosci anche se non sei d’accordo con loro”. Impressionanti le assonanze, se non il plagio vero e proprio, nel discorso di Melania: “fin da quando ero bambina i miei genitori mi hanno insegnato che devi lavorare sodo per quello che vuoi nella vita – ha detto la signora Trump che è nata nel 1970 a Knavs, allora parte della Jugoslavia comunista di Tito – che la tua parola è un vincolo e fai quello che dici e mantieni le promesse, che tratti le persone con rispetto”.

A parte l’ultima frase, in cui il riferimento al rispetto di chi è diverso sarebbe suonato troppo tollerante ed aperto rispetto al messaggio al limite della xenofobia e del razzismo di Trump, vi sono frasi completamente copiate dal discorso di Michelle, nata e cresciuta nel South Side di Chicago.  Prima che scoppiasse il caso del ‘discorso plagiato’, Melania Trump si era vantata, durante un’intervista, di aver scritto da sola il testo “con il minor aiuto possibile”. Ma ora, dopo il primo tweet del giornalista Jarrett Hill che ha subito capito che la moglie di Trump aveva preso in prestito ampi stralci del discorso pronunciato da Michelle Obama nel 2008, è partita la caccia al colpevole che ha messo in enorme imbarazzo il clan Trump di fronte alla stampa di tutto il mondo nel primo giorno della convention. Già nella notte è arrivata la prima nota, sempre via Twitter, del consigliere per la comunicazione Jason Miller, in cui si ammette che il “team di autori” del discorso “in alcune occasioni hanno incluso stralci che riflettevano il pensiero di Melania”. “L’esperienza da immigrata di Melania e il suo amore per l’America ha pervaso l’intero discorso, rendendolo un successo”, ha concluso la nota.

Forse però ci sarebbe un singolo colpevole dal momento che, stando a quanto rivelato dalla Cnn, Trump è stata aiutata da un solo speechwriter con il quale ha lavorato per oltre un mese. Ma a difendere la categoria, sempre più essenziale nella politica americana e non solo, è sceso in campo Stuart Stevens, speechwriter di Mitt Romney nel 2012. Secondo Stuart, che come il suo ex boss non è un grande fan di Trump, la responsabilità ultima comunque cade su chi dello staff della campagna avrebbe dovuto controllare il discorso consegnato dallo speechwriter. E forse non l’ha fatto, o l’ha fatto senza riconoscere il discorso di Michelle nascosto tra le righe di quello di Melania.

Fonte: http://www.tribunapoliticaweb.it/il-punto/2016/07/19/32310_usa-cleveland-lady-trump-inciampa-nel-plagio-copia-suo-discorso-quello-michelle-obama-nel-2008/?refresh_ce=

 

 

 

 

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