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“Tutti al mare a mostrar le … chiare”

13 Luglio 2016

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“Tutti al mare a mostrar le … chiare”

Volentieri pubblichiamo una riflessione del prof. Vito Mastrolia su un aspetto di costume della società italiana, le “vacanze” o la “villeggiatura” come si diceva un tempo. 

“Tutti al mare…”, cantava ironicamente l’indimenticabile Gabriella Ferri parecchi anni fa, alludendo al fatto che ad un certo punto dell’estate tutti, anzi molti italiani partivano per la cosiddetta villeggiatura, come si chiamava una volta, il periodo in  cui ci si spostava in massa fuori città, verso il mare soprattutto. Ciascuno con i più svariati mezzi di trasporto: il treno, o scooter, la bicicletta, l’autostop.

L’Italia veniva fuori dal più brutto periodo della sua storia recente: il Fascismo con i suoi miti retorici pseudo-imperiali, la seconda guerra mondiale con la successiva tragedia dell’otto settembre, la lotta partigiana, la guerra civile; un Paese distrutto sotto tutti i punti di vista. Un Paese però che nel giro di un quindicennio era riuscito non solo a ricostruire se stesso, ma persino ad avere un cosiddetto boom economico, quello degli anni Sessanta. Ed ecco quindi tutti al mare a mostrar le “chiappe chiare”. 

La motorizzazione del Paese con gli scooter Lambretta e Vespa, le utilitarie Fiat 500 e 1100 e le più lussuose Lancia, la costruzione di strade ed autostrade, soprattutto l’A/1 o l’Autosole, il discreto benessere economico creatosi spingevano molti nostri connazionali ad assaggiare finalmente la libertà del recarsi verso campagna e mare. Tutti intruppati nello stesso periodo, tra  luglio fino a dopo Ferragosto, il mitico Ferragosto con la chiusura di fabbriche e degli uffici. Ecco la ricerca, spesso delusa,   della cosiddetta “partenza intelligente”, dei viaggi anche notturni in macchina per evitare il caldo e le code. Che dire delle raccomandazioni della Polizia stradale, dei comunicati RAI, ecc. di evitare di trovarsi in situazioni difficili in strada ed in treno. Non servivano, perché sistematicamente ci si trovava incolonnati dappertutto, sudati e stressati, testimoni spesso anche di molti incidenti stradali. A fine estate arrivavano quasi dei “bollettini di guerra”, con le statistiche sui morti, i feriti, il numero dei sinistri. Era il tragico prezzo della scoperta della mobilità individuale e di massa.

Nel 1964 arrivano in spiaggia le ragazze in topless. Un segno anche questo di un’ulteriore libertà conquistata da parte delle donne. Con qualche abuso. 

IL Corriere della sera, infatti, in un editoriale del 1964 a firma di Emilio Radius, stigmatizza proprio il fatto che il pezzo unico del costume da mare femminile venisse usato anche fuori dalle spiagge e sul lungomare, esprimendo il timore che si sarebbe passati al nudismo sulle spiagge. Ma subito dopo lo stesso articolista suggerisce di stare tranquilli: sarà una moda passeggera venuta dai paesi nordici d’Europa. Lo stesso quotidiano, parecchi anni dopo, nel 1986, a firma di Gaspare Barbiellini Amidei, riporta il divieto da parte del Comune di Venezia dell’uso dei sacchi a pelo  nelle piazze e nei campielli, ordinanza subito imitata da altre città d’arte. L’autore rileva, con un certo disappunto, che ci sono tanti modi d’intendere la vacanza, l’estetica personale e la propria libertà, concludendo, a rigore di buon senso, che la libertà personale finisce dove inizia quella degli altri. A dimostrazione che altre cose e altri modi di vivere e di fare turismo erano cambiati, specie da parte dei giovani.

Oggi questi aspetti negativi del comportamento di certe persone non sono cambiati molto, basti pensare agli atti vandalici con cui vengono deturpate o, peggio ancora, mutilate nostre opere d’arte uniche al mondo. Ma torniamo al tema iniziale: “ tutti al mare…” 

Dal 2007-8 fino ad un paio di anni fa, ho notato delle differenze. Frutto di osservazioni di un viaggiatore che tutti gli anni compie in auto la classica “discesa” da nord verso sud, per andare al mare, un tempo in Calabria ora in Puglia, verificando ogni volta quanto è lunga la nostra bellissima Penisola. Intanto la rarefazione della mobilità turistica nei mesi di luglio ed agosto, la permanenza più breve nelle località di mare soprattutto, la concentrazione di massa dalla seconda metà di luglio fino a subito dopo Ferragosto. Inoltre, la velocità, la maleducazione e la prepotenza sulle strade sono decisamente aumentate fino a rasentare il reato non solo da codice della strada. Strade e autostrade sono non solo cresciute di numero, ma anche in qualità e manutenzione; numerose sono le stazioni di sosta/servizio attrezzate. Ma questi vantaggi sono quasi annullati dalla enorme massa di veicoli che circolano nel nostro Paese. Sembra che tale numero rappresenti il primato in Europa. 

Quest’anno, ed ecco la novità in assoluto, già nella prima settimana di luglio le spiagge del Gargano, che pratico da ben tredici anni, vedono una notevole presenza turistica. Tutti i lidi sono affollati, tanta gente di sera siede in pizzeria, gelateria, all’aperto fino a tarda notte. Spuntano anche boutique e locali pubblici un po’ diversi dai soliti, con gruppi musicali che intrattengono le persone ai tavolini con musica soft. Non mancano i numerosissimi negozietti di chincaglierie e souvenir sempre affollati. Si vedono famiglie al completo di bambini anche in carrozzina e cane al seguito, tutti con il classico “gelato artigianale” in mano. Insomma da subito, da inizio estate si può affermare: “Tutti al mare”. Non v’è dubbio, comunque, che ancora molti italiani non possono andare via dalla propria casa, dalla propria città per un sia pur breve periodo di ferie. Le statistiche in merito sono eloquenti ed un po’ dovrebbero far venire sensi di colpa a chi ci governa. Tito Boeri, il Presidente INPS, continua a dire che è migliorata l’occupazione, ma ci sono ancora molti milioni di pensionati con meno di mille Euro il mese. Ogni anno si spera che le cose possano cambiare presto anche per loro.

Però nel complesso si può dire che da un anno a questa parte la situazione nel nostro paese è decisamente cambiata, al di là delle solite litanie delle cassandre di turno. Basta guardarsi intorno, senza essere esperti sociologi e/o economisti.

Anche nel periodo di bassa stagione, maggio-giugno, a detta degli operatori turistici del posto (mi riferisco al Gargano, Vieste specialmente, che conosco bene), s’è vista una certa presenza soprattutto di anziani italiani e stranieri. Quindi rallegriamoci ed ancora una volta cantiamo con Gabriella Ferri :”Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare”. Finalmente!”

 

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