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Turchia. Erdogan “il tentato Golpe un dono di Dio” Lo scrittore Sonmez “ora approfitteranno della situazione. Il regime autoritario dell’islamismo si rafforzerà”

17 Luglio 2016

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Turchia. Erdogan “il tentato Golpe un dono di Dio” Lo scrittore Sonmez “ora approfitteranno della situazione. Il regime autoritario dell’islamismo si rafforzerà”

di Dario Tiengo – Non è facile “navigare” nella complessità delle informazioni che ci sono arrivate dalla Turchia dalla sera del tentato Golpe. A partire dalle indiscrezioni che arrivavano da “fonti americane” sulla presunta richiesta di asilo di Erdogan alla Germania (poco credibile, ma fatta filtrare da chi?) fino alla conclusione del tutto in quattro ore. Davvero ci possiamo credere? Un paese come la Turchia, la seconda forza militare della Nato dopo gli Usa, un Paese così vasto e complesso che vede lo sviluppo e la conclusione di una vicenda come questa in poche ore? Qualche perplessità viene automatica e non siamo i soli a sottolinearlo. Il presidente del parlamento Europeo Schulz ha suonato il campanello d’allarme su eventuali strumentalizzazioni della vicenda in funzione autoritaria. Ma l’Europa nelle prime ore ha mostrato tutta la sua fragilità. Un’ “Europa di cartone” come sostiene un esperto di politica internazionale, forte nei dictat finanziari o delle regole burocratiche ma assolutamente tentennante o assente nella politica,in  particolare quella estera. La cautela nel dichiarare che le scelte democratiche vanno rispettate così come i dettami costituzionali non è un dato positivo. Farlo subito e senza tentennamenti non significa affatto offrire il sostegno incondizionato a un Governo che ha dimostrato più volte la sua inclinazione autoritaria. Difendere i meccanismi democratici è essenziale per poi avere argomenti e motivazioni per combattere con ogni mezzo ogni deviazione dalla democrazia così come avviene in Turchia per oppositori, curdi, giornalisti. A questo riguardo abbiamo scelto di pubblicare il commento di Burhan Sonmez, scrittore e attivista turco, già avvocato per i diritti civili, che in passato è stato colpito duramente dalla polizia turca, e salvato dall’associazione inglese Freedom for Torture che si è occupata del suo trasferimento in Inghilterra per le lunghe cure mediche necessarie. Oggi vive a Istanbul, dove è stato uno dei protagonisti del movimento di Gezi Park. “Ora, come molte altre persone, io penso che Erdgoan e il suo governo approfitteranno della situazione afferma Sonmez -La useranno e avranno una mano più pesante contro i gruppi, la stampa e gli intellettuali democratici. Rafforzeranno il regime autoritario dell’islamismo come hanno sempre sognato di fare”.

Il suo parere su quanto accaduto  in Turchia è stato raccolto attraverso la casa editrice Nottetempo, che ha pubblicato in Italia il suo nuovo romanzo ‘Istanbul Istanbul’, ambientato nei sotterranei del carcere di Istanbul e incentrato sulla storia di quattro dissidenti. Romanzo che Sonmez presenterà in Italia a Pordenone sabato 17 settembre.

“ ‘C’è una grande opera di inquinamento delle informazioni da ambo le parti – spiega lo scrittore e attivista turco – A quanto sembra, solo una parte delle forze militari ha tentato il colpo di stato. Si tratterebbe di militari in linea con il religioso islamista Fethullah Gulen, residente negli Stati Uniti. Quattordici anni fa, quando Erdogan salì al potere, Gulen era il suo principale alleato, ma due anni fa hanno rotto e ora si definiscono reciprocamente ‘il nemico numero uno’. Dagli Usa, Gulen ha negato il proprio coinvolgimento nel colpo di stato. E le forze golpiste, definitesi ‘Concilio di pace’, hanno dichiarato di volere ristabilire nel paese i principi democratici e secolari”.

“Io abito a Istanbul -racconta Sonmez- sul versante anatolico. Per tutta la notte abbiamo sentito aerei da guerra volare a bassa quota e fortissime esplosioni. Amici e parenti erano in costante contatto fra loro ed erano molto nervosi. È chiaro che si tratta di un tentativo illegale di colpo di stato da parte di militari contro il governo autoritario di Erdogan. Chiunque sia a vincere, comunque, il risultato comprometterà le nostre speranze democratiche. Perché nessuno dei due partiti è mosso da idee libertarie e democratiche. L’altra sera Erdogan ha lanciato un appello alla popolazione affinché scendesse in piazza. E la gente riversatasi per strada scandiva il nome di un uomo (Erdogan), o un richiamo religioso (Allah u Eqber). Non c’è stato alcun accenno alla libertà, alla democrazia o alla tolleranza”.

“L’altra sera la maggior parte delle forze militari ha agito dalla parte di Erdgoan e ora possiamo dire che hanno vinto. Durante la conferenza stampa di ieri il presidente Erdogan ha detto: ‘Questo è un ‘dono’ di dio, grazie a questo (tentativo di golpe) avremo la possibilità di ripulire l’intero esercito’. Ha dichiarato che la popolazione sarebbe dovuta rimanere in piazza ancora un’altra notte“, prosegue Sonmez.  “Le persone democratiche e libertarie come me sono pronte ad affrontare trattamenti duri alla fine di questa lotta. Non importa quali delle due forze alla fine vincerà. Alla fin fine, sia l’una che l’altra prenderanno di mira i gruppi democratici, i partiti socialisti e l’opposizione curda”, conclude lo scrittore e attivista.

Fonte: http://www.tribunapoliticaweb.it/il-punto/2016/07/17/32235_turchia-erdogan-tentato-golpe-un-dono-dio-lo-scrittore-sonmez-ora-approfitteranno-della-situazione-regime-autoritario-dellislamismo-si-rafforzera/

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