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Terrorismo. Lo stato islamico (Is) rivela per la prima volta la sua struttura interna. Il documento dal titolo “il castello del califfato”

8 Luglio 2016

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Terrorismo. Lo stato islamico (Is) rivela per la prima volta la sua struttura interna. Il documento dal titolo “il castello del califfato”

Lo Stato islamico (Is) ha rivelato “per la prima volta” la sua struttura interna. A parlarne è il sito di notizie ‘Arabi 21’, che rivela un documento dal titolo ‘Castello del califfato’ e diffuso dalla fondazione ‘Al-Furqan’ legata all’Is in cui l’organizzazione descrive dettagliatamente la sua struttura interna.  Stando al documento, “il califfato è composto da 35 wilaya (ovvero province, ndr) distribuite in vari Paesi, 19 delle quali in Siria e Iraq, le altre 16 in altri Paesi”. Segue l’elenco delle province, che sono “Baghdad, al-Anbar, Salaheddin, Falluja, Diyala, Baghdad nord, sud, Ninive, Kirkuk, il Tigri” in Iraq, “la Jazira, al-Barakah, al-Khayr, Raqqa, Damasco, Aleppo, Homs, Hama e l’Eufrate” in Siria.

In Arabia Saudita vengono citate ‘il Najd e il Hejaz”, mentre per l’Egitto si parla del “Sinai” e per la Libia “Barqa, Tripoli e il Fezzan”. Si parla poi genericamente della provincia dell’”Algeria” e dell’”Africa occidentale”, del “Khorasan e del Caucaso”, mentre in Yemen l’Is considera sue province “il Distretto Verde”,ossia la città di Ibb, “Aden-Abyan, Shabwa, il Hadramawt, Sana’a e al-Bayda”.

Il documento elenca poi quelli che sono gli ‘enti amministrativi’ dell’Is, ossia “l’ente per l’immigrazione, quello per gli affari dei detenuti e dei martiri, l’ufficio studi e ricerche, la direzione per le province lontane, gli uffici per le relazioni pubbliche e le tribù”.   Quanto ai ‘ministeri’, che l’Is chiama ‘diwan’, sono quelli di “giustizia e misfatti, predicazione e moschee, esercito, tesoro, istruzione, agricoltura, tasse e bottini di guerra, hisba (la polizia religiosa, ndr), zakat (l’elemosina rituale, ndr), sicurezza pubblica, informazione, salute, risorse (ossia petrolio e gas, ndr) e servizi”.

Nel rapporto si mette poi in risalto “il ruolo del califfo Abu Bakr al-Baghdadi”elencandone le funzioni: “Ordina alla gente il rispetto dei dettami della sharia, applica le sanzioni penali, instaura e diffonde la religione, prepara gli eserciti, fortifica le frontiere e protegge il territorio (dell’Islam, ndr)”. Al secondo posto nella gerarchia istituzionale del califfato vi è “il Consiglio della Shura, che aiuta il califfo” e “sovrintende ai ministeri, agli enti, agli uffici e alle province”, si legge nel documento, che mette in evidenza come i membri di questo Consiglio si caratterizzino per “conoscenza, buona disposizione, scienza e integrità”.

“Prima del califfato la gente dell’Islam era una plebaglia perduta sopraffatta dal caos”, ma dopo l’avvento dello Stato islamico “la terra è germogliata, la carovana è partita, la religione è tornata e viene difesa“, conclude il documento.ssere dimenticata ma deve essere rispettata. Non si ammaina una bandiera senza perdere identità”.

Fonte: http://www.tribunapoliticaweb.it/il-punto/2016/07/08/31958_terrorismo-lo-islamico-is-rivela-la-volta-la-sua-struttura-interna-documento-dal-titolo-castello-del-califfato/

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