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Professionisti non ordinistici, CNA chiede maggiori tutele

1 Luglio 2016

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Professionisti non ordinistici, CNA chiede maggiori tutele

In Trentino Alto Adige sono più di 6.000. Corrarati: siamo portavoce delle loro istanze

In Trentino Alto Adige ci sono 6.040 professionisti “non ordinistici”, che incidono per l’1,3% sull’occupazione totale, producono redditi per 119,7 milioni di euro, con redditi medi pro capite di 19.820 euro. In tutta Italia sono oltre 313mila, sviluppano redditi per 5,3 miliardi di euro, con redditi medi di 17mila euro. Sono i professionisti della legge 4/2013, noti come i “non ordinistici”: il loro ruolo è in continua crescita. CNA del Trentino Alto Adige intende farsi portavoce delle istanze di questi professionisti che non hanno rappresentanza e necessitano di regole e maggiori tutele.

L’Osservatorio Professioni della CNA, giunto alla seconda edizione, ha fatto luce su questo universo in costante incremento, disciplinato dalla Legge 4/2013. I professionisti che non sono inquadrati in ordini o collegi, tra il 2009 e il 2015 sono cresciuti – lo certificano Inps e Istat – del 27,9 per cento. Alcuni esempi di questi mestieri presenti anche in Trentino Alto Adige: arti terapeuta, chinesiologo, clinical monitor, cuoco, giudice arbitro giudiziario, istruttore cinofilo, patrocinatore stragiudiziale, perito liquidatore assicurativo, tributarista.

“Prima di tutto – afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA del Trentino Alto Adige –  è bene mettere in chiaro che non sono professionisti di Serie B rispetto a quelli inquadrati negli ordini. Posseggono un solido curriculum di studi e formazione con pochi eguali. Ci batteremo per porre l’attenzione delle Province autonome e della Regione anche su queste figure, soprattutto per le tutele previdenziali e sanitarie”.

Quasi il 54 per cento dei professionisti non ordinistici è laureato, con punte che sfiorano l’88 per cento nell’attività di arti-terapeuta e il 98 per cento tra i chinesiologi. Quasi l’80 per cento ha conseguito diplomi, abilitazioni o altri titoli aggiuntivi e diversi da quello di studio previsti per svolgere la propria attività. Significativa è anche la componente femminile: a esercitare sono per il 40,2 per cento donne. L’età media è 46 anni.

Molti provvedimenti chiesti da CNA Professioni nella prima edizione dell’Osservatorio hanno trovato riscontro nella Legge di Stabilità 2016: è stata elevata a 30mila euro la soglia di ricavo per l’accesso al regime e la riduzione dell’aliquota d’imposta sostitutiva al 5 per cento; è stato permesso ai professionisti di accedere ai Fondi europei; è stata bloccata al 27 per cento l’aliquota contributiva per i professionisti iscritti alla Gestione separata dell’Inps.

Il Jobs Act delle Professioni, il disegno di legge 2233/2015, ha aggiunto misure importanti come la deducibilità delle spese di formazione e accesso alla formazione permanente; la tutela della gravidanza, delle malattie e degli infortuni; la tutela contro i ritardi dei pagamenti. Ma la riforma più sentita è quella previdenziale: la riorganizzazione della Gestione separata dell’Inps e l’abbassamento dell’aliquota contributiva.  “È necessario superare l’assimilazione, erronea, dei professionisti iscritti alla Gestione separata dell’Inps con i lavoratori para-subordinati rivedendo, di conseguenza, l’aliquota. E vanno introdotte misure strutturali per riconfigurare il complessivo onere contributivo, abbassando l’aliquota al 24 per cento e creando una gestione previdenziale specifica dedicata a tutte le professioni non ordinistiche”, afferma la CNA.

CNA Professioni chiede anche di definire inequivocabilmente le caratteristiche che escludono il professionista dal pagamento dell’Irap per assenza di autonoma organizzazione; introdurre correttivi nella normativa per favorire forme di aggregazione e di organizzazione tra professionisti per agevolarne l’accesso ai bandi di gara e aiutarli nella crescita delle attività; prevedere, in caso di malattia o di infortunio tali da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per un periodo superiore ai due mesi, la sospensione del versamento dei tributi e delle imposte oltre che dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

In foto: Claudio Corrarati, presidente della CNA del Trentino Alto Adige

 

 

 

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