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Olfa: un grazie all’Italia ed una richiesta…fiducia

19 Luglio 2016

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Olfa: un grazie all’Italia ed una richiesta…fiducia

Olfa Sassi: “io, musulmana moderata, non ho problemi a mandare i miei figli alle feste di Natale, ho avuto paura a mandare mia figlia in gita a Roma e chiedo più controlli in Libia. Vorrei però più fiducia come cittadina italiana”

Guerra di religione, propaganda, Is, Islam, terrorismo, Occidente sono parole che in questi giorni d’attentati vengono utilizzate per dare spiegazioni ad una popolazione europea sempre più stranita ed impaurita. A Bolzano, in Alto Adige non vi è differenza. Molti sguardi dubbiosi, paura e qualche occhiata non benevola alla locale comunità che professa la religione islamica. In questo momento sono molti gli occhi puntati sui musulmani moderati. Io ho deciso d’incontrare una donna, Olfa Sassi, cittadina italiana d’origine tunisina, impegnata civicamente nella Convenzione Autonomia e candidata alle scorse elezioni comunali. Olfa non porta il velo, veste all’ occidentale, non distante, ricordiamolo, da molte sue connazionali tunisine. Il paese di Cartagine infatti, fulcro della Primavera Araba, sta cercando in ogni modo di normalizzare la situazione, essere stabile. A dir la verità l’Occidente aiuta poco Tunisi, o almeno non agisce come dovrebbe per mantenere lo stato nord africano fuori da logiche pericolose. La Tunisia infatti ha gravi difficoltà a mantenere i confini via terra, Italia e Francia invece danno una mano via mare, ma obiettivamente per evitare derive qualcosa in più bisognerebbe fare, lo chiedono i tunisini stessi, da poco con il loro ministro degli Esteri a Roma. Se ne riparlerà in autunno con tanto di bilaterale ad hoc. Ma torniamo ad Olfa, bolzanina d’adozione, cittadina italiana, che va ringraziata per averci messo la faccia: in giorni come questi non è facile. Partiamo con le domande.

Nizza, attentatore franco-tunisino, lei italo-tunisina? Che si senti d’affermare? Integrazione francese non eccelsa o qualcosa d’altro?

Olfa Sassi

Sono una cittadina italo-tunisina, mi sento fortunata d’avere questa doppia cittadinanza. Credo sia una responsabilità   rappresentare nel miglior modo i due stati, ed entrambe culture che mi hanno formata come persona. Chiarisco subito: non mi sento rappresentata sicuramente da un attentatore estremista, anzi credo che questo accaduto mi danneggi come persona, come musulmana e tunisina. Imi ritengo prima di tutto una persona prima che d’essere una cittadina europea, uccidere non è parte di nessuna cultura.  Questi attentati poi si danneggiano la reputazione dell’intera comunità islamica, che sarà poi attaccata dalle solite uscite politiche, spesso demagogiche, che descrivono noi musulmani come complici o peggio colpevoli. Credo che invece in Francia l’integrazione non sia gestita male, si è sottovalutato solo l’aspetto legato alla radicalizzazione. La Francia ha lavorato molto sulle libertà personali, religiose o di pensiero che siano, rimane in Europa uno dei paesi che ha fatto di più, il sistema certo va migliorato, ma non è tutto da buttare.

Crede che in Italia si possano ripetere atti simili?

Olfa Sassi

Sarò franca: si ho paura anche io, infatti non credo si possa escludere in Italia, mi chiedo a volte il perché non sia accaduto e penso sia merito del buon lavoro delle autorità. Ho anche io paura, come voi, a mandare mia figlia in gita a Roma, sono preoccupata, sono una madre ed il terrorismo non risparmia noi musulmani, come abbiamo visto a Nizza.

In Tunisia si sbaglia qualcosa?

Io sono stata fra i primi a criticare questo fatto in Tunisia, è evidente che stati come l’Algeria e soprattutto possono infiltrare nel nostro paese persone che collaborano con il partito estremista tunisino, persone che possono essere direttamente in contatto con Is.

Dobbiamo preoccuparci…?

Le nostre autorità stanno facendo il massimo naturalmente con la collaborazione dei cittadini i che appena vedono un caso sospetto lo segnalano. Grazie a questo si sta combattendo il fenomeno ma rimane forte il pericolo visto che è imposto da una volontà politica estremista che vuole “introdurre” qui delle “installazioni”. Io vorrei più controlli sul lato libico (ma non presenza di truppe occidentali sullo stile Iraq od Afghanistan), visto che da lì parte tutto il problema nel nord Africa e soprattutto visto che Is intende espandersi geograficamente

Cosa propone per evitare frizioni tra comunità islamiche e popolazione italiana?

Olfa Sassi

La corda si deve tenere dal mezzo mai dalle estremità e tirare verso una parte o l’altra. Trovo sbagliato generalizzare alcuni casi è giudicare male una intera comunità, serve anche unione e collaborazione fra le due parti, io personalmente se vedessi un caso sospetto sarei la prima ad avvisare le autorità. Io vorrei, come tutti i musulmani, camminare e vivere in pace senza dover subire mancanza di rispetto verso l’apparenza di una fede o dover sopportare episodi di razzismo e rifiuto. C’è bisogno più che mai di dialogare e di capirsi, confrontarsi ed essere solidali perché il terrorismo e le tensioni non risparmiano nessuno. Cooperare insomma.

 In Alto Adige, dove vive, si sente discriminata in quanto italiana?

Olfa Sassi

 Personalmente non portando il velo non mi sento molto discriminata. Però ogni volta che dichiarò la mia appartenenza religiosa vedo perplessità, percepisco giudizio, sono però abbastanza forte caratterialmente per poter affrontare situazioni di questo genere e mi aiuta molto il campo in cui sono attiva, ovvero il settore volontariato e le mie attività politiche. Penso che per una integrazione riuscita e completa ogni musulmano dovrebbe fare da ambasciatore della sua cultura pacifista e dimostrare che siamo un esempio positivo nella società in cui viviamo. Mi dispiace vedere tanti altri casi di musulmani che subiscono razzismo, solo perché hanno deciso di essere “apparentemente praticanti” dal vestiario soprattutto, ho dovuto intervenire alcune volte per calmare queste acque agitate.

Cosa consiglia per integrarsi al meglio?

Olfa Sassi

Io mi definisco moderata più che laica, perché ci tengo alla mia appartenenza religiosa, ma non condivido certi aspetti che sono impossibili per quanto concerne la pratica. Bisogna guardarsi attorno nel momento in cui si decide di praticare una religione e vedere se tutte le condizioni sono possibili, non prendere la radice del discorso è chiudere l’occhio sul resto. Noi siamo in un paese accogliente e certe richieste non sono giustificate, bisogna saper adattarsi alle situazioni. Naturalmente sempre nel quadro dei diritti e doveri, e cui posso nominare una infinita di piccoli problemi che mettono in conflitto spesso i musulmani e la società, cominciando dal fatto non essere presenti nelle feste scolastiche a natale o a fine anno perché sul tavolo c’è una bottiglietta di vino. Tanti si rifiutano ad essere presenti in un momento d’ integrazione sociale importante per le generazioni.

Italiana musulmana o viceversa?

Olfa Sassi

Questa è una domanda trabocchetto (sorride…) ma ora spiego: mi sento musulmana italiana proprio perché non nego mai la mia prima identità, sono una donna araba musulmana tunisina italiana perché all’età di 19 anni sono arrivata in questo paese che mi ha dato la possibilità di vivere lavorare studiare e far crescere miei bambini. Ci sono stati momenti negativi e ci sono stati momenti in cui mi sono sentita di voler baciare la sabbia di questa terra. Grazie alla cittadinanza italiana ho potuto viaggiare serenamente i, mi sono sentita protetta dalla Repubblica Italiana, specialmente quando le leggi della Tunisia non mi potevano proteggere e ho rischiato di non più poter tornare in Italia, sarebbe stato un peccato: non avrei potuto fare tante cose che mi hanno fatto essere me stessa.

L’ultima frase credo che racchiuda un concetto importante: ad Olfa qualcosa abbiamo dato come paese, la possibilità d’esprimersi, confrontarsi, proporre idee. Per ottenere qualcosa di costruttivo occorre dialogare e trovare punti d’incontro, nel rispetto reciproco e mai a senso unico.

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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