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L’intervista ad Eleonora Bruno, nuovo libero del Neruda: “Bolzano per me sarà una grandissima occasione”

13 Luglio 2016

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L’intervista ad Eleonora Bruno, nuovo libero del Neruda: “Bolzano per me sarà una grandissima occasione”

Sarà la 22enne Eleonora Bruno il libero del Neruda Volley Bolzano nella stagione 2016/2017. La società arancioblù porta in Alto Adige una delle giovani più interessanti d’Italia nel suo ruolo: cresciuta nel Club Italia, Eleonora nella sua giovane carriera si è già tolta diverse soddisfazioni con la maglia delle nazionali giovanili, arrivando poi a giocare in serie A1 a Bergamo, Urbino e nella stagione scorsa a Novara dove vestiva i panni di vice-Sansonna. Il Neruda Volley Bolzano ha voluto puntare fortemente su di lei, dandole il ruolo di libero titolare. «La fiducia che abbiamo in Eleonora è totale – afferma Rudy Favretto, presidente del Neruda Volley Bolzano – è una ragazza sulla quale abbiamo deciso di puntare per le sue qualità tecniche ed umane. Con lei e le altre ragazze si sta delineando un sestetto ed un gruppo giovane, con tanta voglia di far bene e di lavorare. L’obiettivo è quello di allestire un gruppo che possa dare soddisfazioni al pubblico altoatesino».
Classe 1994, pisana di Pontedera, Eleonora Bruno dopo gli esordi giovanili viene notata nel 2009 dal Club Italia ed il progetto giovanile della Federvolley sarà la sua casa per tre stagioni giocando in B1 ed A2. Proprio in quelle stagioni arrivano due medaglie di assoluto prestigio con le maglie della nazionale Pre-Juniores e Juniores, prima di volare in serie A1. «Elenora è un libero molto alto rispetto a tante sue compagne di ruolo – commenta Francois Salvagni, allenatore del Neruda Volley Bolzano – è un progetto voluto già da Mencarelli quando era allenatore delle nazionali giovanili quello di puntare su liberi alti ed Eleonora è una ragazza che ha così non solo un’ottima tecnica ma anche caratteristiche fisiche interessanti. Con la sua altezza di un metro ed 80 cm si prenderà più spazio in ricezione, potrà essere più efficace sulle difese alte, con Grothues-Balkestein rappresenterà un punto fermo della nostra ricezione. Finora le è mancato solamente il campo con continuità, ma viene da un grande club come Novara dove coach Fenoglio mi ha parlato benissimo di lei descrivendola come una ragazza con una grande attenzione al lavoro ed ai dettagli».
Nella stagione scorsa Elenora Bruno è scesa in campo in 22 set con la maglia dell’Igor Novara, ricevendo nel complesso 189 palloni con una percentuale di perfezione del 36,5 per cento. Nei suoi anni al Club Italia Eleonora Bruno ha già giocato con altri due volti nuovi del Neruda Volley Bolzano, ovvero la centrale Floriana Bertone sua compagna ai tempi delle giovanili azzurre e con Zambelli, compagna ai tempi di Bergamo.
Eleonora Bruno, cosa l’ha spinta a scegliere il Neruda Volley Bolzano?
“Sono stata molto felice quando Bolzano mi ha chiamata, perché ha dimostrato fin da subito di credere in me dandomi la possibilità di giocare da libero titolare. Per me la prossima stagione rappresenta una grande occasione, finora ho giocato da titolare solamente ad Urbino (quando l’allenatore era Stefano Micoli) per un’annata mentre sia a Bergamo sia a Novara sono stata secondo libero. Adesso voglio scrollarmi di dosso questo ruolo di secondo libero”.
Per lei, quindi, il prossimo sarà l’anno delle responsabilità?
“Assolutamente sì, voglio affrontare con la massima tranquillità e concentrazione una stagione da libero titolare e trovare la mia dimensione. Sono davvero molto carica perché so che questa sarà un’annata davvero molto importante per me e voglio dimostrare di avere tutte le carte in regola per essere un punto di riferimento importante per la squadra”.
Cosa le hanno lasciato queste sue prime annate in serie A1?
“Tantissime cose, perché sono state tutte esperienze che mi hanno cresciuta e formata. A Bergamo non abbiamo vinto nulla in quelle stagioni ma è stata una tappa fondamentale per la mia crescita, la Foppapedretti mi ha dato tanto, così come a Urbino ho vissuto un’annata importante anche se sportivamente non è andata bene visto che retrocedemmo quell’anno. Nella scorsa stagione, a Novara, è stato un anno tosto giocando anche in Champions League prima ed in Coppa Cev poi, con tante partite ravvicinate e trasferte molto lunghe. Ma ho avuto la fortuna, non me ne voglia la Sansonna, di giocare anche qualche partita ed è stato molto importante perché mi ha permesso di acquisire qualche consapevolezza in più”. 
Alcune ragazze della rosa già le conosce…
“Vero, con Bertone ho già giocato al Club Italia mentre con Zambelli nella mia prima stagione a Bergamo. Sono contenta di poterle ritrovare entrambe, mentre con atlete come Bauer e Grothues-Balkestein ci ho solamente giocato contro”.
Che impressione le fa questo nuovo Neruda?
“Dobbiamo ancora completare l’organico ma la prima impressione è di una squadra molto competitiva. Nella pallavolo femminile serve soprattutto essere davvero una squadra, ovvero trovare l’alchimia giusta per sostenerci nei momenti difficili. Quello che ho imparato in campo è che i talenti, le giocatrici d’esperienza, ci vogliono ma soprattutto serve creare un gruppo unito e coeso per raccogliere risultati positivi”. 
Lei è una delle esponenti di questa nuova concezione di liberi alti, mentre fino a qualche anno fa si preferiva un libero più basso e reattivo.
“Nelle giovanili giocavo da schiacciatrice, fu Mencarelli al Club Italia a portarmi libero proprio perché lui, già allora, aveva previsto questo sviluppo del ruolo del libero. Anche le ragazze alte un metro ed 80 centimetri come me possono essere reattive in difesa, potendo contare anche su leve lunghe ed in grado di coprire più campo. Non ne farei però una questione di centimetri, io ad esempio ho sempre avuto una grande ammirazione per Paola Cardullo, la sua foto è stata a lungo tempo il desktop del mio computer, l’importante nel ruolo di libero è sempre la voglia, la volontà di sacrificarsi…”. 
foto/Legavolleyfemminile.it
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