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Bolzano. SVP difende i superstipendi della Giunta provinciale

26 Luglio 2016

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Bolzano. SVP difende i superstipendi della Giunta provinciale

Si studia come aggirare il decreto Monti e la proposta Renzi-Boschi

Il taglio delle indennità degli assessori provinciali è questione complessa che si trascina dal 2012, data del decreto Monti, il provvedimento che stabiliva la riduzione dei costi della politica.

Nei cassetti provinciali giace da mesi un disegno di legge che, al contrario, prospetta una indennità aggiuntiva per i presidenti delle commissioni e i capigruppo. Da un lato, in conformità al parere del prof. Giuseppe Caia, ordinario di scienze giuridiche all’Università di Bologna, richiesto dalla Presidenza del Consiglio provinciale di Bolzano, il decreto Monti deve essere applicato. Ciò comporta la riduzione a 13.800 Euro lordi dagli attuali 19.600 Euro percepiti dal Presidente, al di sotto dei quali devono corrispondere le indennità degli assessori. Il disegno di legge il quale finora non è ancora stato discusso e votato, prevede invece una lievitazione per i presidenti e i capigruppo. La SVP chiama a sostegno dell’ipotesi di indennità aggiuntive l’autonomia provinciale, cosicché il decreto Monti passerebbe in secondo piano.

Il Gruppo per le autonomie al Senato, su richiesta della Giunta provinciale ha chiesto un parere sulla legittimità di tale procedura a Giandomenico Falcon, professore di diritto amministrativo all’Università di Trento.

Le prese di posizione della SVP si susseguono. Dieter Steger, capogruppo della Stella Alpina in Consiglio provinciale e regionale difende la posizione del partito contraria alla riduzione in conformità al decreto in questione, così come anche il senatore Karl Zeller. Egli dichiara adeguate le attuali indennità proporzionali al peso delle competenze gestite dalla nostra Provincia.

Fin qui il quadro provinciale. Il contesto regionale però complica ulteriormente la questione per quanto concerne i consigli regionali. In ambito regionale l’indennità per i consiglieri regionali va fissata sulla base dell’indennizzo fissato per i sindaci come prevede la riforma costituzionale Boschi. Il tetto massimo non può superare l’indennizzo del sindaco del capoluogo della regione, quindi Trento e dunque 8.761.- Euro lordi al mese. Ma l’attuale indennità dei consiglieri regionali è di 5.500.- Euro netti al mese. L’ipotesi del disegno di legge è quello di fare la media fra l’indennizzo percepito dal sindaco di Trento e di Bolzano, dove il sindaco guadagna 12.380.- Euro lordi. Il risultato per i consiglieri regionali e quindi anche provinciali sarebbe un aumento di 500.- Euro dell’attuale indennizzo che lieviterebbe dai 5.500.- Euro netti attuali a 6.000.- Euro netti.

 

One Comment
  1. Daniela Mautone

    Che schifo e a noi 80 euro lordi in piu in 3 anni...

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