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Una formazione davvero speciale…..

23 Giugno 2016

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Una formazione davvero speciale…..

La letteratura italiana scende in campo….

Tempo d’Europei. Si parla di calcio ma questa volta è la letteratura italiana a scendere in campo. Come si schiererebbe la nostra nazionale letteraria? Io l’ho immaginata cosi, non me ne vogliano i “non convocati”.

Italia Formazione tipo: 3-4-1-2

Portiere: Guido Cavalcanti, “come cavaliere disdegnoso e solitario, tutto volto alla meditazione filosofica”, lo descrivono cosi i contemporanei; i portieri sono sempre un po’ s…oli, meditano mentre gli altri corrono: il ragno fiorentino.

Centrale: Giosuè Carducci; ”il Carducci utilizza una lingua rigida, colta e legata alla tradizione latina, una lingua che comunque arriva al cuore, perché narratrice di ricordi e memorie d’infanzia”. Patriota convinto, uno dei monumenti della letteratura italiana; un centrale tecnico ma che bada al sodo: muraglia.

Centrale: Giovanni Pascoli; “decadente, malinconico, avvolge i pensieri tra una riga e l’altra delle sue poesie e verso dopo verso commuove” scoperto dal Carducci, pilastro della letteratura italiana a cavallo tra 800 e 900; un centrale dal cuore grande, ci mette il piede quando la palla sembra in rete: gladiatorio.

Centrale: Ugo Foscolo; “preromantico e principe del neoclassicismo, nato a Zante, figura errante della nostra letteratura, idealista convinto, gran patriota (poi deluso). Impossibile per uno studente non amarlo, coinvolge ed emoziona con la propria vitalità, eterno giovane; il classico difensore che galoppa tra difesa e attacco macinando infiniti chilometri: maratoneta.

Ala: Giacomo Leopardi; “L’infinito spalanca le porte del cuore del lettore, l’emozione di quei versi rendono il Leopardi immortale, non si è più gli stessi dopo aver assaporato i versi leggiadri di questo capolavoro”; fuoriclasse assoluto nonostante il fisico minuto, ala che salta l’uomo e punta la porta, in una parola: infinito.

Centrocampista Centrale: Giovanni Verga; “il suo verismo ci regala uno spaccato dell’Italia del tempo, descritta con semplicità, chiarezza e dedizione“; onesto gregario di centrocampo, instancabile, ha polmoni per tutti e recupera infiniti palloni: guerriero.

Centrocampista Centrale: Alessandro Manzoni; ”I promessi sposi, caposaldo della letteratura italiana, rimane l’opera che ogni italiano conosce e con cui s’identifica. Manzoni ci mette allo specchio e ci fa capire chi siamo, questo romanzo sarà fondamentale anche per la nostra Unità”; il classico regista dai piedi d’oro, a volte un po’ timido ma sempre determinante con le sue illuminazioni: metronomo.

Ala: Francesco Petrarca: “imparò a guardare alle cose da un punto di osservazione che trascendeva i localismi e i regionalismi italiani per diventare il punto d’osservazione della Cultura in quanto tale”, Asor Rosa lo descrive cosi, moderno e mentalmente proiettato al di fuori dell’allora regionalismo stagnante italiano, fu il “padre spirituale “dell’umanesimo , ovvero recuperando i classici sepolti apri in Italia ed Europa una nuova epoca culturale che modificò i vecchi assetti proiettandoli verso la modernità ; fuoriclasse assoluto, altra ala che salta sistematicamente l’uomo e fornisce valanghe di assist per la testa degli avversari: fenomeno.

Fantasista: Gabriele D’Annunzio: “memento ardere semper” il suo motto, ovvero ricordati di osare sempre. Osannato da molti, odiato da altrettanti, il Vate bizzoso sarà sempre sulla bocca di tutti. Avanti tre passi rispetto alla società del tempo, con” Il piacere” internazionalizza la letteratura italiana e la rende spendibile all’estero. Sempre in movimento frenetico a lui dobbiamo la parola “tramezzino”, oggi nel linguaggio corrente. Ha il grande merito di far entrare la cultura italiana, fino a quel momento molto provinciale, nel gotha europeo e di conseguenza mondiale; il fantasista dai colpi di genio, da solo può farti vincere una partita, ma allo stesso tempo può influenzarla negativamente. Nonostante il carattere particolare di lui non si può fare a meno: geniale.

Punta: Luigi Pirandello: Nobel alla letteratura nel 1934, anche lui come D’Annunzio ha il merito di esportare la nostra letteratura all’estero, dove infatti risulta tutt’oggi uno dei nostri letterati più conosciuti; il classico attaccante che segna in ogni dove: internazionale.

Punta: Dante Alighieri: senza di lui non ci sarebbe stata la lingua italiana. Il primo a credere nel volgare e rendere cosi la cultura più accessibile a tutti, la letteratura italiana deve a quest’uomo gran parte del suo prestigio. La Divina Commedia è l’opera letteraria italiana più conosciuta al mondo e anche la più tradotta; senza di lui l’Italia sarebbe tutt’altra squadra, campionissimo umile al servizio dei compagni: fuoriclasse.

CT: Publio Virgilio Marone: il primo grande poeta italiano, l’Eneide è un capolavoro di metrica e fortuna che i suoi discepoli ebbero l’accortezza di essere disubbidienti alla morte del poeta e non distrussero il poema come Virgilio aveva ordinato. Vero che fu un poeta di regime (quello augusteo) ma il suo talento non si può discutere, influenzò l’imperatore su molte decisioni politiche ed economiche. Nel Medioevo fu apprezzato e studiato, in questo modo può rappresentare la congiunzione tra letteratura italiana antica (ovvero la latina) e quella rinascimentale e moderna; il classico allenatore rigido che comprende nel profondo i propri giocatori, alla tattica preferisce i rapporti umani che triplicano le forze in campo: guida.

Nota: ho deciso un po’ per gioco, un po’ per passione ed un po’ per gioco d’immaginare i migliori letterati italiani schierati come una vera e propria squadra di calcio. So di averne tralasciati molti, ma la nostra letteratura ha talmente tanti fenomeni che è impossibile inserirli tutti, gli esclusi quindi mi perdonino. (Lo ripeterò all’infinito) Unire il calcio alla letteratura a molti può sembrare blasfemia e far storcere il naso, forse a ragione, ma io credo che il messaggio lasciatoci da questi grandi uomini sia invece di divulgazione. Dante ha speso una vita intera per divulgare le proprie idee, rischiando anche la vita. Le vite, le opere e le azioni di questi uomini vanno trasmesse a tutti, giovani in primis. Ci si può appassionare anche solo giocando.

 

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
One Comment
  1. Simonetta

    Beh, su qualcuno avrei dei dubbi...Pascoli dal cuore grande? Mmhh...Dante umile? Fuoriclasse senz'altro.

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