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D’Alema a Ballarò “le riforme di Renzi opposte a quelle da noi promesse. Sono critiche di merito” Orlando “non è lucido”

29 Giugno 2016

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D’Alema a Ballarò “le riforme di Renzi opposte a quelle da noi promesse. Sono critiche di merito” Orlando “non è lucido”

Dopo l’intervista concessa al ‘Corriere della Sera’ nei giorni scorso D’Alema va a Ballarò e con Giannini e Mentana si siede al tavolo del confronto. Pacato, niente affatto astioso, molto controllato, D’Alema affronta le tematiche della cronaca politica come Brexit, ma non si rispaarmia, su sollecitazione dei due giornalisti, nell’affrontare il tema Renzi e Riforme. “Alcune delle idee brillanti di cui si discute adesso potevano essere messe in campo prima” afferma Massimo D’Alema “Si parla di un’Ue che promuove crescita, lavoro, diritti sociali…”. Se si fosse fatto prima “magari l’esito del referendum sarebbe stato diverso”.  “In questi anni -aggiunge- hanno prevalso gli interessi dei singoli Paesi, compresa l’Inghilterra, una lentezza di riflessi, la debolezza della leadership. L’Europa è rimasta prigionieri, alla Brexit bisogna dare una risposta rapida e invece la soluzione è vederci a settembre”. “Le riforme di Renzi vanno in senso opposto a quanto noi avevamo promesso a elettori”. continua D’Alema. Il presidente di Italianieuropei parla prima dell’Italicum che, con il premio di maggioranza, “fa del Parlamento un organo non rappresentativo del Paese. C’è un elemento distorsivo eccessivo”. E poi con “i capolista nominati dai partiti” produce un Parlamento “per metà nominato anziché eletto”.  Quindi, la riforma costituzionale che, “lo dice il fior fiore del costituzionalismo italiano, produce un bicameralismo incoerente, sbagliato e confuso”. Le mie, sottolinea D’Alema, “sono critiche di merito”. “Sono estremamente infastidito da questa storia dell’astio. Non avevo alcun atteggiamento ostile in maniera preconcetta nei confronti di Renzi”. continua D’Alema a Ballarò. “Non sono io che ho basato un progetto politico sulla rottamazione che poi in definitiva ha riguardato solo me perchè tutti gli altri si sono in qualche modo sistemati…”. E conclude: “Non c’è nessuna guerra, ma se ci fosse chi ha dichiarato guerra è Renzi, io non lo conoscevo neanche”.  “Renzi dice tante cose bisogna stare molto attenti a valutarle, non corrispondono sempre a verità”.  Sul partito e sulla dopppia carica D’Alema mostra di non avere dubbi “Renzi non può sommare la carica di premier e di segretario del partito. Renzi non fa il segretario, il partito è abbandonato a se stesso”.

“E’ il sintomo di una difficoltà a essere lucido”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando, a In Onda su La7, commenta le parole di Massimo D’Alema, che ha definito “robaccia”, alcune delle cose fatte dal governo Renzi. Per il guardasigilli “mi sembra scarsamente obiettivo, anche perché a livello internazionale c’è un riconoscimento degli sforzi fatti; i numeri ci dicono che alcuni risultati stanno arrivando e negarlo sarebbe sbagliato”.“Mi ha colpito che si cerca di scaricare tutto su Renzi invece ognuno deve assumersi la sua parte di responsabilità”, ha concluso Orlando.

A Radio Radicale D’Alema su Brexit aveva affermato: ”L’Europa ha le spalle per reggere alla Brexit, il problema è se ha la capacità di una reazione politica forte che dovrebbe consistere in due cose: un rilancio del processo di unità politica e un cambio della politica economica”.  ‘‘Il referendum inglese può avere un effetto domino- dice ancora D’Alema – ora spetterà alle istituzioni europee, alle classi dirigenti europee che finora hanno mostrato una certa debolezza, reagire e la reazione consiste secondo me in un rilancio del progetto europeo che però comporta coraggiosi cambiamenti”.   “La Gran Bretagna era comunque in una posizione abbastanza marginale rispetto all’integrazione europea. Io ritengo che ovviamente la scelta di andarsene non rafforza l’Unione Europea e in particolare indebolisce il peso internazionale dell’Europa e anche la dimensione dell’Europa della sicurezza e della difesa, che poi è la dimensione a cui i britannici hanno dato il maggiore contributo”, osserva ancora D’Alema. “Ritengo -prosegue l’ex premier e ministro degli Esteri – tuttavia che i problemi più gravi li avranno loro, la Gran Bretagna pagherà un prezzo molto alto. Innanzitutto è in discussione l’unità del Regno Unito perché sia l’Irlanda del Nord che la Scozia non intendono uscire dell’Ue e quindi potrebbero uscire da Regno Unito, e poi senza dubbio il Regno Unito pagherà un prezzo in termini economici di isolamento molto pesante”.  “Io penso che il populismo britannico, questa ondata di nazionalismo populista inglese, farà pagare all’Inghilterra un prezzo molto alto anche in termini di riduzione della ricchezza e del pil, il crollo della Sterlina non arricchisce gli inglesi. Il Brexit potrebbe essere una lezione, capire che su quella strada ci si fa del male”, ha infine affermato D’Alema.

Fonte: http://www.tribunapoliticaweb.it/news-in-evidenza/2016/06/29/31670_dalema-ballaro-le-riforme-renzi-opposte-quelle-promesse-critiche-merito/?refresh_ce=

 

 

 

 

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