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BOLZANO. Schwazer in conferenza stampa all’hotel Laurin: “Si vuole impedire la mia partecipazione alle Olimpiadi 2016 di Rio”

23 Giugno 2016

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BOLZANO. Schwazer in conferenza stampa all’hotel Laurin: “Si vuole impedire la mia partecipazione alle Olimpiadi 2016 di Rio”

di Pinuccia Di Gesaro
Minacce e consigli di “non vincere” ai mondiali lo scorso maggio 
Ferito ma non abbattuto Alex Schwazer, seduto alla destra dell’avvocato Gerhard Brandstätter e affiancato a sinistra dal suo allenatore Alessandro Donati, si presenta in conferenza stampa a Bolzano a meno di 24 ore dalla clamorosa notizia diffusa dal Corriere dello Sport di essere risultato positivo all’ultimo controllo antidoping.
Notizia incredibile, devastante ingiusta – esordisce Brandstätter – Alex in questa vicenda non c’entra nulla, Schwazer non ha alcuna responsabilità, la verità sara accertata, sporgeremo denuncia penale contro ignoti.  La vicenda è strana: una prova a gennaio negativa e a maggio dopo che ha vinto a Roma risulta positiva con sostanze anaboliche che nulla hanno a che fare con lo sport di resistenza”. 
Questi i fatti. L’esame antidoping eseguito su un prelievo del sangue e delle urine fatto il primo gennaio 2016 dà risultato negativo. Il 29 aprile 2016 Schwazer finisce di scontare i tre anni e nove mesi di squalifica per la positività che gli era stata riscontrata nel 2012 prima delle Olimpiadi di Londra. Pertanto l’8 maggio scorso, 2016, l’atleta di Vipiteno torna in gara e si aggiudica la 50 Km di marcia ai Mondiali a squadre di Roma. Il marciatore vince dimostrando così di essere ancora fortissimo, anzi il più forte. Cinque giorni dopo vengono riaperte le provette contenenti i prelievi fatti il primo gennaio e vengono scoperte tracce di steroidi che nelle analisi precedenti non si erano viste . Si noti che da gennaio a maggio di quest’anno erano stati fatti 14 ulteriori prelievi di sangue e urine  – Brandstätter elenca tutte le date – da cui risulta la perfetta regolarità dei valori. La vicenda è molto strana. Quattordici controlli evidenziano valori regolari, mentre le rianalisi dei prelievi del primo gennaio le cui provette vengono riaperte cinque giorni dopo la vittoria di Roma mettono in luce irregolarità.
Ho sbagliato, ma il mio ritorno è pulito – dice l’atleta in conferenza stampa –  e ora con tanta malvagia si vuole impedire la mia partecipazione alle Olimpiadi di Rio” . Riferisce inoltre che alla vigilia dei mondiali di Roma era stato “consigliato di non partecipare e minacciato qualora avesse avuto intenzione di vincere”. 
Il quadro della vicenda mostra in effetti  molti aspetti contraddittori che l’indagine promossa dallo staff di Schwazer dovrà chiarire.
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