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Morto Marco Pannella, l’Italia perde un grande difensore dei diritti civili

19 Maggio 2016

Morto Marco Pannella, l’Italia perde un grande difensore dei diritti civili

Di Claudio Calabrese

Da domani alle 15:00 la camera ardente presso il Palazzo Montecitorio.

L’Italia ha perso il suo grande leader radicale Marco Pannella. Aveva da poco compiuto 86 anni.
Marco Pannella, all’anagrafe Giacinto Pannella, nacque a Teramo il 2 maggio 1930. Come definirlo? Pannella fu tante cose messe assieme: un politico, un giornalista, un radicale, un socialista, un liberale, un federalista europeo, un anticlericale, un antiproibizionista, un antimilitarista, un nonviolento e un gandhiano convinto. Da studente fu membro della Gioventù liberale e poi leader dell’Unione Goliardica Italiana. Nel 1955 si trovò tra i fondatori del Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali, la formazione politica promossa dalla sinistra liberale fuoriuscita dal Partito Liberale Italiano. Il nuovo Partito Radicale riprese il nome della formazione erede dell’estrema sinistra storica, ovvero il partito dell’Estrema sinistra, anche “Partito della democrazia”, o più semplicemente dell’Estrema radicale, fondato il 26 maggio 1877 dall’esponente radicale repubblicano Agostino Bertani, benché tra i suoi riferimenti ideologici vanno elencati l’ambientalismo ecologista, il cattolicesimo liberale di uno dei fondatori del cristianesimo sociale Romolo Murri, e il socialismo liberale. Tra i più longevi personaggi della scena politica italiana fu deputato della Repubblica dal 1976 al 1992. Pannella fu uno degli interpreti principali delle battaglie civili degli anni settanta e della fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica. Noto e molto stimato oltre i confini della nazione per aver fatto costantemente ricorso ai metodi della lotta politica nonviolenta, come gli scioperi della fame, le disobbedienze civili, i sit-in, ecc., tra l’altro resi popolari dal Mahatma Ghandi e dal reverendo Martin Luther King. Pannella fece decine di scioperi della sete e della fame, sempre con l’intenzione di affermare la legalità, o come affermò lui stesso, il “diritto alla vita e la vita del diritto”. Oltre che deputato ed europarlamentare, fu anche presidente della XIII circoscrizione del Comune di Roma (Ostia), consigliere comunale a Trieste, a Catania, a Napoli, a Teramo, a Roma e L’Aquila. Nel Lazio e in Abruzzo ricoprì la funzione di consigliere regionale. Nel corso della sua attività politica promosse numerosi referendum, raccogliendo in tutto quasi cinquanta milioni di firme. Nel 1977 fu anche tra i fondatori di Radio Radicale, la prima in Italia ad occuparsi esclusivamente di politica. Persino alcune storiche testate giornalistiche presero vita grazie al suo impegno. Ma andiamo con ordine per capire chi fu questo personaggio fuori dagli schemi. Come accennato prima, nacque a Teramo. Fu figlio di un padre italiano, Leonardo Pannella, ingegnere discendente di una famiglia della borghesia agraria e di madre franco-svizzera, Andrée Estachon. Il suo vero nome fu Giacinto e il secondo nome, quello sempre usato, Marco, non venne registrato per un errore burocratico. Marco, primogenito, crebbe in un ambiente bilingue, frequentato da fascisti, antifascisti, ebrei e stranieri. Un habitat cosmopolita potremmo dire, che sicuramente influenzò il giovane Marco, che maturando idee liberali e antirazziste si formò sui testi di Benedetto Croce, pertanto influenzato dalla cultura idealistica dell’epoca. Marco fu un autentico enfant prodige, già a 15 anni s’iscrisse al PLI. Compiuti gli studi classici al liceo Giulio Cesare di Roma, 5 anni dopo divenne incaricato nazionale universitario del Partito liberale e nel 1952 Presidente dell’UGI, per poi assumere la presidenza dell’Unione nazionale degli studenti universitari. Convinto liberale, durante il suo periodo di militanza sostenne la causa dell’italianità di Trieste e nel 1955 si laureò in giurisprudenza all’Università di Urbino. La sua passione per l’avvocatura non durò a lungo, poiché dopo un anno di professione assieme a Ernesto Rossi, Leo Valiani, Mario Pannunzio ed Eugenio Scalfari fondò il Partito Radicale. In vista delle elezioni politiche del 1958 organizzò liste unite con i repubblicani e la coppia PR-PRI e ottenne l’1,37% dei voti, corrispondenti a 6 seggi alla Camera dei Deputati. Con grande coraggio nel 1959, sul quotidiano di stampo comunista Paese Sera propose l’alleanza di tutte le sinistre e l’ipotesi di un governo che comprendesse anche il PCI. Con perspicacia politica nell’articolo scrisse che per combattere il “regime democristiano” i socialisti, i radicali e i repubblicani dovessero creare uno schieramento unitario, coinvolgendo i comunisti per tracciare un programma di governo alternativo a quello scudocrociato. Forte fu anche la sua critica ai comunisti, ai quali spiegò a chiare lettere di lasciar perdere le mirabolanti politiche che nemmeno da soli potrebbero attuare e di rivolgersi come interlocutori ai laburisti inglesi e alla socialdemocrazia tedesca, anziché agli sparuti gruppi comunisti belgi, olandesi, scandinavi, inglesi, che non rappresentavano nessuna reale posizione democratica e popolare nei propri Paesi. La posizione di Pannella fu presa così sul serio negli ambienti comunisti che a replicare fu Palmiro Togliatti in persona, con cui successivamente Pannella ebbe un cordiale scambio di battute. Nello stesso anno rimosse Bettino Craxi dalla guida degli Universitari Italiani e l’anno successivo divenne corrispondente de “Il Giorno” a Parigi. Successivamente il Partito Radicale entrò in crisi, rischiando lo scioglimento, ma Pannella ne assunse la segreteria nel 1963 assieme a pochi amici e aderenti di “sinistra radicale”. Nel 1964 creò un’alleanza tra il PR e il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, che durò fino al 1966, quando Marco si candidò senza successo come Consigliere Comunale di Roma. Nel 1966 fondò la Lega Italiana Divorzio che contribuì in maniera determinante nel 1970 a far approvare la legge Fortuna-Baslini. Convinto sostenitore della nonviolenza, sviluppò un intenso dialogo con il filosofo, politico, antifascista, poeta ed educatore italiano Aldo Capitini sul significato e le forme della nonviolenza, con lo scopo di rinnovare la politica in Italia e all’estero. Nel 1968 lo arrestarono a Sofia perché protestò contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia e nel 1972 contribuì a ottenere la legalizzazione dell’obiezione di coscienza con uno dei suoi numerosi scioperi della fame. Quando nel 1965 il deputato socialista Loris Fortuna presentò una proposta di legge per introdurre, in casi limitati, lo scioglimento del matrimonio, i Radicali si resero conto che era possibile trasformare ciò che per tanti anni era stato considerato un fatto privato in un problema di carattere sociale. Così, dopo la presentazione del disegno di legge Fortuna, i Radicali organizzarono un sostegno pubblico dell’iniziativa legislativa. Difatti nel 1966 nacque la Lega Italiana Divorzio con importanti manifestazioni di massa. Nel 1970, una maggioranza parlamentare che comprendeva il PCI, il PSI e il PLI, approvò la legge sul divorzio, che entrò nella storia con il nome di “legge Fortuna-Baslini”.
Pannella, sempre in cerca di nuove alleanze, anche eterogenee, nel 1972 intervenne persino ad un congresso della Federazione Anarchica Italiana. Pannella già allora fu un uomo stimato ovunque, persino il grande filosofo Jean-Paul Sartre dichiarò di essere “affascinato” dal personaggio politico. Per lui ebbero grande ammirazione anche il drammaturgo e saggista francese, Eugene Ionesco e Pier Paolo Pasolini. Senza stancarsi mai, Pannella nel 1973 fondò e diresse il quotidiano Liberazione. Nel 1978 venne sconfitto in un referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti. Sicuro del fatto che l’uso delle droghe leggere debba essere depenalizzato, nel 1975 si fece arrestare per aver fumato uno spinello. Fu uno dei suoi primi atti di disobbedienza civile antiproibizionista e da allora chiese la legalizzazione, sostenendo il paragone tra il proibizionismo sull’alcool degli anni venti negli Stati Uniti, alimento economico della criminalità mafiosa ai tempi di Al Capone, e il proibizionismo sulle droghe, fiorente business per tutte le mafie mondiali. Nel 1976, entrato in Parlamento, si oppose all’amplissima maggioranza parlamentare incentrata sull’accordo tra DC e PCI, che definì politicamente “ammucchiata”. Fu allora che nacque Radio Radicale. Un anno dopo, nel 1977, venne uccisa a Roma la studentessa Giorgiana Masi, che partecipò a un sit-in indetto dal Partito Radicale e dalla sinistra extraparlamentare per la raccolta di firme su alcuni referendum. Tale manifestazione costituì anche una reazione alla decisione dell’allora Ministro dell’Interno Francesco Cossiga di vietare nel Lazio, come misura preventiva contro il terrorismo, tutte le manifestazioni politiche, eccettuate quelle indette dai partiti dell’arco costituzionale. Durante i giorni del sequestro di Aldo Moro, Pannella, si oppose alla linea della fermezza sostenendo la strada della trattativa, e si dichiarò convinto dell’autenticità delle lettere di Moro dalla prigionia, come poi risultò vero. Nello stesso anno (1978) s’impegnò per una totale liberalizzazione dell’aborto. Nel 1979 divenne europarlamentare e iniziò le sue campagne per contrastare la fame nel mondo. Con Flaminio Piccoli riuscì a far approvare lo stanziamento di circa due miliardi per la fame e nel 1985 contribuì alla nascita delle Liste Verdi, mettendo gratuitamente a disposizione del movimento ambientalista il simbolo elettorale del Sole che ride. Verso la fine degli anni ottanta promosse la trasformazione del Partito Radicale in partito “transnazionale” e transpartitico, noto come movimento volto all’abolizione della pena di morte in tutto il mondo, mentre nel 1986 chiese leggi elettorali maggioritarie e uninominali, ottenendo l’elezione dei deputati Leonardo Sciascia, Toni Negri, Enzo Tortora, la pornostar Ilona Staller e il cantautore Domenico Modugno. Nell’elezione successiva Ilona Staller fondò, con altre pornostar, tra cui Moana Pozzi e sotto l’iniziale supervisione del regista Riccardo Schicchi, il Partito dell’Amore, che però non ottenne deputati. L’estroverso Pannella successivamente accettò l’iscrizione al Partito Radicale degli ergastolani Vincenzo Andraous e Giuseppe Piromalli, già condannati per fatti di camorra. Non certo un gesto casuale, ma come segno di protesta contro l’applicazione del regime di carcere duro ai detenuti pericolosi, come i mafiosi o i terroristi (Articolo 41 bis, precedentemente articolo 90). Per un periodo, Pannella, mantenendo la doppia tessera, si iscrisse anche al Partito Socialista Italiano. Nel 1992 l’Assemblea di Circoscrizione di Roma XIII lo elesse Presidente. Mantenne la carica per circa cento giorni, fino alle dimissioni volontarie nel 1993, dove lottò contro la corruzione e l’abusivismo edilizio. Negli anni 1992-1993 promosse e vinse assieme al parlamentare democristiano Mario Segni e altri, il referendum sulla Legge elettorale, grazie al quale si passò da un sistema elettorale proporzionale puro ad un sistema elettorale ibrido, per tre quarti maggioritario uninominale, per la parte restante ancora proporzionale. Nello stesso anno ottenne, sempre per via referendaria, la completa depenalizzazione dell’uso personale delle droghe leggere che rimase tale fino all’introduzione delle sanzioni amministrative e penali della legge Fini-Giovanardi del 2005 contestatissima dai radicali, ma che fu poi nuovamente abolita dalla Corte Costituzionale nel 2014, per vizio di forma, durante l’iter parlamentare della conversione del decreto legge.
In seguito a Tangentopoli alle elezioni del 1994 Pannella, dopo aver tentato inutilmente di prolungare l’esistenza del governo Ciampi, prospettò un’alleanza politica con Silvio Berlusconi nei collegi del Centro-Nord. Tuttavia la lista Pannella non riuscì a superare il 4% e Marco Pannella non fu rieletto in Parlamento. Dopo la gloriosa vittoria di Berlusconi, Pannella chiese di diventare ministro degli esteri del nuovo governo, ma non ottenne l’incarico, riuscendo comunque a far nominare Emma Bonino commissario europeo. Due anni dopo si ripresentò alle elezioni politiche anticipate con la lista Sgarbi-Pannella, nuovamente alleato del polo della libertà, e anche questa volta non superò il 4%. Da allora il Partito Radicale ruppe ogni alleanza con il centro-destra nazionale. Con Emma Bonino e attraverso l’associazione “Non c’è pace senza giustizia” promosse l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslawia nonché l’istituzione della Corte Penale Internazionale, e nel 1997 al termine di un comizio a Roma distribuì a scopo dimostrativo alcune bustine di hashish ai partecipanti, per promuovere la campagna per la liberalizzazione delle cosiddette “droghe leggere”. Pannella fu arrestato e condotto agli arresti domiciliari per breve tempo. Grande amico del Dalai Lama, si battette per il rispetto dei diritti umani, nel 2001 fondò il movimento politico Radicali Italiani, sezione italiana del Partito Radicale Transnazionale, e nel 2002 l’Associazione Luca Coscioni per la libertà scientifica per promuovere la libertà di cura e i diritti dei malati, il diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico e all’eutanasia nel 2006. Per evitare la guerra in Iraq, nel 2003, propose che l’Italia si facesse portavoce con gli Stati Uniti di un piano che prevedesse un’offerta d’esilio e salvacondotto per Saddam Hussein, per evitare il peggio. Infatti, si verificò l’invasione dell’Iraq, la condanna a morte del dittatore e la guerra civile interna. Nel 2004, in seguito alla rinuncia di Emma Bonino, che accettò un’altra circoscrizione, Pannella entrò nuovamente in Parlamento Europeo e s’iscrisse al gruppo parlamentare dell’Alleanza dei Democratici e Liberali per l’Europa. Divenne membro della commissione per gli Affari Esteri; della Commissione per il controllo dei bilanci; della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare; della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Delegazione per le relazioni con Israele; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Sud-Est asiatico e l’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico. Alle elezioni politiche del 2006 passò al centrosinistra con la “Rosa nel Pugno” assieme a Enrico Boselli, ma la lista raggiunse solamente il 2,6% e così Pannella rimase fuori dal Senato. Benché il PD non volesse candidarlo nelle proprie liste alle elezioni politiche del 2008, nove candidati radicali riuscirono ad entrare in Parlamento con il PD. Da allora Pannella continuò le sue battaglie per l’amnistia, la giustizia e la libertà con scioperi della fame e della sete. Il leader radicale ebbe molti ricoveri ospedalieri, naturalmente anche a causa dei lunghi scioperi della fame e della sete. Nel 1998 subì una delicata operazione al cuore per l’impianto di quattro bypass. Nel 2014 venne ricoverato al policlinico Gemelli di Roma per un malore dovuto ad un aneurisma dell’aorta addominale, con rottura della branca iliaca sinistra. Grazie all’intervento di Papa Francesco interruppe temporaneamente lo sciopero della fame. Nonostante i due tumori ai polmoni e al fegato per cui ha dovette subire operazioni e radioterapia, continuò imperterrito con le sue proteste. Che dire, un eclettico e stravagante irrefrenabile uomo d’altri tempi, che nonostante la sua convivenza fin dagli anni ’70 con la ginecologa Mirella Parachini, dichiarò pubblicamente d’essere bisessuale e di avere un figlio da una relazione con una donna sposata. Pannella forse più di altri avrebbe meritato di essere nominato Senatore a vita, anche senza indennizzo, ma evidentemente il suo coraggio non piacque a troppi. In ogni caso, apprezzato ed ammirato anche in ambienti accademici, a Marco Pannella fu conferita la Laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione per le sue straordinarie innovazioni introdotte nel linguaggio politico e comunicativo dall’Università di Teramo il 20 febbraio 2015, il riconoscimento speciale della giuria al Premio Dessi nel 2009, e in omaggio alla sua lotta contro l’antisemitismo e alla sua amicizia con Israele, due aree desertiche riforestate, una nei pressi di Gerusalemme e l’altra nel Negev, portano il suo nome.
Anche se non tutte le battaglie del grande leader devono necessariamente piacere, resta il fatto che Marco Pannella ha fatto tanto per l’Italia, per l’Europa e per il mondo. Addio Marco Pannella!

Giornalista pubblicista, scrittore.
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