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A Bolzano uno dei talenti dell’economia francese

8 Maggio 2016

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A Bolzano uno dei talenti dell’economia francese

L’UTOPIA DEL MERCATO / A Bolzano uno dei talenti dell’economia francese

L’illusione finanziaria

e la transizione ecologica

Gaël Giraud, gesuita e matematico, è considerato come uno dei giovani economisti più influenti d’Europa. Conosce dall’interno i meccanismi del sistema bancario e analizza le stortura del sistema finanziario che crea ingiustizie e crisi ambientali.

A dialogare con Giraud ci sarà don Michele Tomasi, vicario della diocesi di Bolzano-Bressanone, anche lui economista…

Lunedì 9 maggio

ore 18

AULA D1.01 Unibz

Gaël Giraud, 43 anni, è oramai una delle figure emergenti più interessanti e affascinanti della ricerca economica e finanziaria in Francia. Gesuita, è considerato da molti osservatori come uno dei giovani economisti più influenti d’Europa. E’ docente di Economia Matematica all’Università Sorbonne di Parigi ed è Direttore di Ricerca al Cnrs. Ha scritto molti libri ma è con la sua “transizione ecologica” che il suo nome si è diffuso un po’ in tutta Europa. In Italia è stato tradotto dalla EMi con il titolo “Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell’economia”. Nel 2013 è stato insignito, a Parigi, del premio liceale del libro dal ministero dell’economia e della finanza.
Sarà il decimo ospite del ciclo di incontri organizzato dal Centro per la pace sul tema “La promessa dell’utopia”, ideato per cxelebrare i 500 anni dalla prima edizione dell’utopia di Thomas More.
Giraud dialogherà sui temi caldi dela finanziarizzazione del mondo e della bolla speculatica con il vicario della diocesi di Bolzano-Brssanone, don Michele Tomasi, anche lui economista formatosi all’Università di Milano.
Nel suo libro Giraud indaga partendo dagli indizi (subprime, cartolarizzazioni, Collateralized Debt Obligations…), identifica le prove (le scommesse fraudolente delle banche sulla pelle dei correntisti), cerca il colpevole (la crisi è morale), rintraccia il movente («la legge del più forte»).
Ma Gaël Giraud, che prima di esser gesuita è stato banchiere e conosce di persona il mondo degli hedge fund e delle banche centrali, si spinge oltre. E traccia la strada per cercare un futuro di vita alla nostra società, rattrappita dentro lo schema del «paradigma tecnocratico» (papa Francesco) che mira a ottenere di più risorse, prodotti, benessere con meno sforzi, investimenti, partecipazione.
Transizione ecologica significa una società di beni comuni in cui il credito sia considerato mezzo e non fine per realizzare riforme a vantaggio di tutti e benefiche per l’ambiente: rinnovamento termico degli edifici, cambi di prassi nella mobilità, tasse più alte per chi inquina, in pratica «un’economia sempre meno energivora e inquinante». «La transizione ecologica sta ai prossimi decenni come l’invenzione della stampa sta al XV secolo o la rivoluzione industriale al secolo XIX – spiega Giraud -. O si riesce a innescare questa transizione e se ne parlerà nei libri di storia; o non si riesce, e forse se ne parlerà fra due generazioni, ma in termini ben diversi!».

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