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A Bolzano il festival MuseRuole

17 Maggio 2016

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A Bolzano il festival MuseRuole

Una rassegna al femminile dedicata alla musica di ricerca

La Città di Bolzano (Assessorato alla Cultura) in collaborazione con Transart 16, Burp Enterprise, Vintola 18, Blu Space ripropone dal 22 al 28 maggio MuseRuole, festival dedicato alla musica di ricerca, che vede musiciste e performer contemporanee come protagoniste. Un progetto a cura di Valeria Merlini

Uno sguardo all’interno del vasto mondo dell’esplorazione musicale in cerca di una specificità di linguaggi al femminile seppure in grammatiche e percorsi differenti e individuali. Nel corso delle sue quattro edizioni MuseRuole – women in experimental music, ha mostrato come sia difficile e fuorviante affermare l’esistenza di percorsi univoci e allineati nella cosiddetta musica di ricerca contemporanea, che è invece un mondo estremamente complesso, un meticciato di linguaggi, di ricerche trasversali. Non una scena ma una frammentazione di esse e di percorsi individuali, nei quali è impossibile generalizzare di linguaggi al femminile, ma è forse possibile individuare la specificità di singoli approcci.
Il festival proporrà un’antologia di musiche molto differenti che indagano le idee di composizione e improvvisazione, di forma e di work in progress. Diverse per strumentazione – acustica, elettrica, elettronica – per ambiti di provenienza e per intenzioni le musiciste coinvolte presentano percorsi molto personali, che nella loro specificità contribuiscono alla progressione e allo sviluppo di linguaggi, discussioni e desideri comuni.
Quest’anno il fuoco è sul cambiamento, la trasformazione. La rilettura e la ricontestualizzazione di informazioni già raccolte. Un workshop dedicato alla costruzione di strumenti musicali elettronici individuali non ortodossi. Una prima giornata dedicata al trattamento elettronico degli impulsi acustici della voce e dell’essenza del pianoforte. Una seconda giornata dove strumenti acustici, elettrici ed elettronici verranno reimmaginati e trasfigurati. Per una riflessione che parte dal suono in sé ma apre una discussione su identità,
bisogni, desideri e necessità.

22 – 24 Maggio 2016
Vintola 18
via Vintler. 18  –  Bolzano
Workshop Let’s Löt di Tamara Wilhelm
http://museruole.tumblr.com/workshop

25 Maggio 2016
Vintola 18 ore 18.30
via Vintler 18 – Bolzano
Concerto

27 – 28 Maggio 2016

Museion Sala -1 ore 21:00
Piazza Piero Siena 1 – Bolzano
Concerti
Ingresso libero
museruole.tumblr.com

Il festival si aprirà con un workhop di tre giorni tenuto da Tamara Wilhelm per la costruzione di personali, sorprendenti strumenti elettronici, a conclusione del quale si terrà un concerto dei partecipanti e un duo della stessa Wilhelm con la turntablist JD Zazie.
La giornata del 27 Maggio, dedicata al suono acustico processato elettronicamente, vedrà esibirsi Iris Garrelfs con un solo per voce, elettronica ed immagini e Andrea Neumann darà un concerto di nuova elettroacustica esplorando le possibilità di modifica dell’Inside Piano. Letteralmente l’essenza vibrante dello strumento.
Il secondo giorno si aprirà con un set acustico della violinista Biliana Voutchkova che estendendo le capacità tecniche e soniche del suo strumento sviluppa un linguaggio musicale estremamente personale; seguirà un concerto di Guro Skumsnes Moe per basso elettrico e voce, alla ricerca di un suono tangibile, fisico, con un approccio diretto e primitivo. Un suono che non è ancora possibile e che trae ispirazione dalla musica concreta, dal rumore e dalla performance.
Chiuderà la giornata e il festival il set di Valentina Vuksic per trasduttori e computer. Ancora una riflessione sulla fisicità del suono, ma elaborato dalla macchina. Per il pubblico verrà messo in scena il tempo di esecuzione di software in attività, in modo da fornire un’esperienza acustica della logica che incontra il mondo fisico.
Oggi più di sempre il mondo della musica di ricerca è quanto mai vario e complesso da esplorare e interpretare. Il dialogo costante e intrecciato tra linguaggi un tempo distinti, se non addirittura separati, ha prodotto un meticciato denso che è una delle più forti caratteristiche delle musiche sperimentali degli ultimi decenni.
In questo panorama, in cui una serie di certezze si sono sgretolate, si sono però create anche nuove specifiche zone d’indagine sulla spinta di urgenze intellettuali e di mercato. E’ chiaro che i grandi cambiamenti tecnologici hanno mutato radicalmente anche un’idea di musica d’avanguardia che potesse essersi consolidata. Su molti piani. Cambiando i modi di come la si pensa, la si esegue, la si può ascoltare, perfino al come si conosce e ci si avvicina.

Un’accelerazione dei tempi di riscoperta, rivalutazione e reinterpretazione di materiale – momentaneamente perso o laterale a quello che prima si sarebbe potuto ipotizzare un percorso principale – crea un meccanismo di ridefinizione costante. Molteplici possono e devono essere i criteri e le chiavi di lettura per riuscire ad individuare le tracce importanti, quelle utili per un miglioramento collettivo.
In questo frastagliato sovrapporsi e intrecciarsi di prospettive, linguaggi e percorsi è possibile e utile individuare una specificità di un linguaggio femminile? Le donne sembrano essere una minoranza anche in questa area della musica. Ha senso ipotizzare un linguaggio che travalichi generazioni, strumentazione, zone e approcci dell’indagine musicale? Che dia indicazioni su una specificità femminile di essere, di stare dentro al mondo della musica e in questo caso una musica che di per sé si prefigge un avanzamento, un’indagine costante? Museruole è qui per aprire una discussione in tal senso.

 

 

 

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