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BOLZANO. Caramaschi e Baur, l’uno contro l’altro armati

19 Aprile 2016

BOLZANO. Caramaschi e Baur, l’uno contro l’altro armati

BOLZANO. Caramaschi e Baur, l’un contro l’altro armati

Entra nel vivo la polemica elettorale. Intervengono i pezzi da novanta
Entra nel vivo il confronto politico tra Christoph Baur e Renzo Caramaschi, i candidati sindaco dei due partiti più rappresentativi di Bolzano.
Il rappresentante di lingua tedesca ribadisce nel comunicato stampa diffuso dalla SVP che “l’autonomia speciale della nostra Provincia trova il suo fondamento costituzionale e di diritto internazionale nella tutela delle minoranze”, affermando al tempo stesso  che “se Caramaschi vuole contribuire alla ricostituzione di una certa stabilità politica diventa inevitabile confrontarsi con situazioni nuove”. Caramaschi prontamente consulta lo statuto del partito di Baur e gli ricorda che qui sta chiaramente scritto che la SVP è un partito di raccolta per tedeschi e ladini. Inoltre gli rammenta, sempre a norma di statuto, che “se un cittadino di lingua italiana volesse candidare per la SVP non gli sarebbe consentito“. Polemicamente dichiara che se non ci sono steccati etnici saranno i cittadini a decidere. Subito però abbassa il tono e aggiunge che “questa è polemica e che bisogna parlare di programmi:  tempi e modalità per lo sviluppo di Bolzano Nord e l’Areale, implicazioni urbanistiche e recupero del Virgolo. E poi Bolzano Sud con il Polo tecnologico per attrarre insediamenti di qualità con occupazione stabile per i giovani, sicurezza nei quartieri, modalità e potenziamento dell’associazionismo culturale, recupero del deposito delle locomotive ai Piani per creare un Centro di linguaggi contemporanei gestito da giovani, nella musica, nella letteratura e nelle arti visive. Bisogna parlare di questo. Bisogna parlare di cose concrete da realizzare.”
Baur nel suo appello al voto invita gli italiani a votare per lui con la motivazione che a causa dei veti contrapposti dei partiti italiani si sarebbe creata nelle scorse consiliature la situazione di stallo che ha portato alla paralisi attuale. Gli risponde oggi Caramaschi:”Che pensa il Dr. Baur, che io stia  fermo e non cerchi consensi nel mondo di lingua tedesca? Ne ho trovati molti, anche da alcuni iscritti alla Svp.
Scende in campo allora un pezzo da novanta, l’ex governatore Luis Durnwalder, che mette i puntini sulle i. “Sono rimasto sconcertato – afferma Durnwalder – perché secondo me si esagera a far finta che non ci siano gruppi etnici … siamo un partito etnico e se un elettore italiano condivide il programma della SVP fa bene a votare SVP, l’importante è che i candidati SVP siano coerenti al proprio Statuto e al proprio programma“.
Come al solito sul dibattito il centrodestra italiano si divide. Alessandro Urzi, “la mente” di “Uniti per Bolzano” – candidato sindaco Mario Tagnin – getta acqua sul fuoco auspicando che si possa arrivare un giorno a valutare i programmi senza implicazioni etniche.
Di tutt’altro avviso Giorgio Holzmann, candidato sindaco di “Alleanza per Bolzano”, l’altro braccio del centrodestra, il quale concorda pienamente con Caramaschi. Holzamnn stigmatizza che da un lato la SVP desidera e fa l’occhiolino al voto italiano, dall’altro è e resta “un partito etnico“, al quale, volendo gli italiani non potrebbero iscriversi.

Giornalista pubblicista, scrittore.
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