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Bolzano. Osservatorio Rete contro la violenza di genere

14 Aprile 2016

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Bolzano. Osservatorio Rete contro la violenza di genere

Bolzano. Osservatorio Rete contro la violenza di genere

Presentati i dati 2015. Sono 135 i nuovi casi rilevati

Da oltre sette anni (l’avvio data marzo 2009) è attiva sul territorio cittadino la “Rete contro la violenza di genere” composta da servizi e istituzioni socio-sanitarie, giudiziarie, delle forze dell’ordine e del privato sociale. Tra le attività principali, la rilevazione dei nuovi casi di violenza contro le donne che dal 2012 viene effettuata annualmente da alcuni servizi della Rete. I nuovi 135 casi registrati nel corso del 2015  sono stati presentati stamane in municipio nel corso di una conferenza stampa.

I rappresentanti dell’amministrazione comunale, che coordina il progetto della Rete e dei servizi specialistici per donne in situazione di violenza e quindi dell’ufficio Servizi alla Famiglia di ASSB, del Centro Antiviolenza Gea, della Casa Alloggi Protetti e dell’associazione La Strada-Der Weg, hanno illustrato le caratteristiche e le evoluzioni del fenomeno in città, così come i profili socio-anagrafici delle donne in situazione di violenza e le diverse forme di violenza subita tra le quali, quella psicologica, è sempre più diffusa, anche se la meno denunciata, seguita poi da quella fisica e da quella economica.E’ stato fornito anche un quadro su colui che maltratta, che nella maggior parte dei casi, risulta essere il partner attuale della donna (48%) o l’ex partner (25%).

Le indicazioni principali che si possono trarre dall’analisi dell’andamento dei dati rilevati dalla rete dei servizi, indicano come  I flussi di utenza siano costanti e ruotino intorno ai servizi specializzati e al privato sociale. Questo significa che la rete antiviolenza ha raggiunto visibilità e affidabilità per la popolazione. Resta importante, ma in calo, il ruolo dei servizi istituzionali della sicurezza e del sistema sanitario.
La violenza domestica è la più diffusa tra le forme di vittimizzazione riportate dalle utenti dei servizi della rete, ma in diminuzione nell’ultimo anno, crescono le aggressioni e il mobbing, resta stabile lo stalking. Tra le forme di violenza è quella psicologica la più diffusa, soprattutto in ambito domestico, con caratteristiche di ripetitività e durata, ma la meno denunciata.  La violenza fisica è seconda per importanza, anch’essa si manifesta soprattutto in un rapporto di intimità , colpisce donne giovani, sia italiane che straniere. La violenza economica si manifesta all’interno della famiglia coniugale, a Bolzano caratterizza in misura superiore alla media le donne straniere, che esprimono diverse serie difficoltà, tra cui quella della denuncia. La violenza sessuale è riportata soprattutto da donne giovani, straniere ed italiane, ed è caratteristica delle forme di sfruttamento sessuale, assieme alla violenza economica.
Lo stalking si manifesta quando una relazione finisce, colpisce donne adulte e mature, divorziate e separate, italiane, e sono gli ex partner i maltrattanti principali, in aumento la loro responsabilità nelle violenze. La violenza assistita è in aumento, soprattutto in forma indiretta, le denunce restano stabili.  La rete si consolida e diviene sempre più conosciuta, aumentano le donne che si rivolgono direttamente a uno servizi della Rete, ma restano fondamentali sia i presidi delle forze dell’ordine, che i network familiari per l’orientamento delle donne che chiedono aiuto.

I numeri
Nel 2015 le donne che si sono rivolte a uno dei servizi della Rete sono state 135, numero che indica una leggera flessione rispetto agli anni precedenti (154 nel 2014,155 nel 2013 e 145 nel 2012).
A Bolzano  uno dei due servizi specializzati nel sostegno alle donne che subiscono violenza ( il Centro d’ascolto antiviolenza gestito dall’associazione Gea) si conferma il principale punto di riferimento per le persone che chiedono aiuto; questo servizio ha inserito nel circuito della rete circa la metà dei casi di donne accolte dalla Rete antiviolenza  e questo appare come un elemento stabile nei quattro anni di osservazione. Il numero dei casi seguiti, dopo una sostanziale stabilità negli anni, nel 2015 segna una lieve regressione con 63 ingressi, mentre in termini percentuali resta sui livelli del 2014 (46,7%). Le donne che entrano in rete attraverso il Centro di ascolto di Gea sono in maggioranza vittime di violenza psicologica e stalking, sono più frequentemente coniugate e separate (divorziate e vedove) e convivono con la persona che esercita violenza.
Il secondo punto di accesso alla rete è rappresentato dall’insieme delle attività fornite dall’associazione La Strada-Der Weg che, attraverso i diversi progetti della Comunità socio-pedagogica integrata “St. Clara”, del Progetto Giovani Madri, del Centro il Germoglio e del progetto Alba, nel corso dell’anno ha accolto complessivamente 23 donne, pari al 20,7% del totale. Nel periodo osservato i servizi di La Strada-Der Weg registrano un incremento costante : +6pp tra il 2013 e il 2014 e +2pp nell’ultimo anno. Le donne si rivolgono a questi servizi soprattutto per problemi di violenza sessuale ed economica, sono soprattutto donne di provenienza italiana e dall’Europa dell’est.
Il presidio di pubblica sicurezza della Questura, in particolare della Squadra Mobile, mantiene il ruolo importante conquistato fin da 2013 con 26 accessi nel 2015, pari al 19,3 % del totale dei casi; accoglie in particolare donne straniere, che non parlano bene le lingue del territorio, che presentano maggiori vincoli alla libertà di movimento e hanno il maltrattante in casa.
A distanza si trova poi il presidio sanitario del CSM-Centro di Salute Mentale con 9 persone accolte (6,7%), in netta diminuzione rispetto al 2013 e 2014, dove in termini percentuale pesavano rispettivamente per il 13,3% e il 12,4%. Qui l’utenza si caratterizza per casi di violenza fisica e sessuale, in prevalenza italiana.
Gli ingressi rilevati dalla Casa Alloggi Protetti, il secondo servizio specializzato nel sostegno alle donne che subiscono violenza presente in città, con 5 donne, pari al 3,7% del totale sono in diminuzione rispetto all’anno precedente, sono accolte nella Casa prevalentemente donne vittime di violenza economica e stalking.
I numeri dell’unico consultorio famigliare che ha segnalato donne i situazioni di violenza, il consultorio Mesocops, risalgono a 4 casi (3%), in lieve ripresa rispetto all’anno precedente, le persone che vi hanno avuto accesso sono in misura superiore alla media vittime di violenza fisica.
Nel 2015 non vi sono segnalazioni nè dai distretti sociali o né dai i servizi PPEE e SIIS.

Le caratteristiche delle donne
Nel 2015 si conferma quanto già delineato negli anni precedenti:
• donne coniugate (46%), di istruzione medio – bassa (48% licenza media, 31% diploma). Le nubili rappresentano circa un terzo delle utenti (31%), una su quattro è invece separata divorziata o vedova (24%); le donne sotto i 30 anni rappresentano il 36%, mentre le più mature sono in minoranza (18%).
• persone che provengono dai paesi dell’Europa centrale e orientale (22%), mentre le donne di origine africana si attestano al 13% del totale delle utenti.
• Rispetto al 2014 le variazioni della tipologia socio demografica delle donne che sono entrate in contatto con la Rete misurate in termini percentuali sono le seguenti: si riducono le donne coniugate o conviventi, a vantaggio di donne nubili (+4 pp), separate, divorziate e vedove (+3pp), le variazioni si rispecchiano anche nella struttura per età; aumenta la quota delle più giovani (+4 pp), di quelle di età centrale (+3 pp), mentre diminuiscono notevolmente le più mature (-7 pp). Nell’intervallo tra il 2012 e il 2015 si osserva una tendenza all’aumento dell’utenza più giovane e non in coppia, in particolare le nubili.
La Rete conferma di essere un servizio cui sostanzialmente si rivolgono donne che vivono nel territorio comunale (95,5%), ma cresce progressivamente la presenza di utenti che non risiedono a Bolzano (4,5% nel 2015).
La posizione socio economica delle utenti della rete antiviolenza del 2015 appare ancora migliorata rispetto agli anni precedenti: le donne che si dichiarano occupate salgono al 58,7% e migliora la percezione dell’autosufficienza economica, che sale in modo significativo rispetto al passato: infatti il 65% dichiara di avere entrate economiche sufficienti per sé e la famiglia.
Si osserva un lieve aumento di persone che dichiarano problemi linguistici (da mettere in relazione all’aumento di utenti straniere) pari a circa il 10% delle donne in contatto con i servizi di rete, mentre si comprime la quota di coloro che percepiscono vincoli di autonomia nel movimento sul territorio, che passano dal 9,7% del 2014 all’8% nel 2015.

La violenza

Tra le diverse forme di violenza contro le donne quella che si manifesta nell’ambito delle relazioni di intimità, la violenza domestica, è la più diffusa. E’ così anche a Bolzano, dove, in continuità con gli anni 2012, 2013 e 2014 questa tipologia appare largamente prevalente tra le donne accolte dai servizi della Rete locale:
tuttavia l’incidenza della violenza domestica, pur restando largamente predominante, si ridimensiona nel 2015 al 77% del totale delle risposte, in regressione rispetto al 2013 e al 2014; lo stalking registra una frequenza pari all’11%, attestandosi sui livelli registrati nel 2014. Le aggressioni occasionali, come già visto, sono in lieve crescita, e restano stabili i casi di violenza legati alla tratta e allo sfruttamento sessuale.
La violenza domestica si esplicita soprattutto attraverso atti di violenza psicologica, fisica ed economica.
Cresce nel biennio ’14-15 la quota delle donne che non identificano un momento specifico di inizio della violenza nel 2015 che raggiungono il 68,9%, nel 2014 erano il 61%, e che restano comunque la maggioranza. Per il rimanente 31,1% di donne che invece ascrivono l’esordio della violenza ad un evento specifico, tra le motivazioni riportate, le principali si esplicano all’interno di una relazione di intimità, e proprio il matrimonio o il ricongiungimento familiare si rivelano eventi spesso collegati all’inizio di maltrattamenti soprattutto di tipo economico (10%), ma anche la fine di una relazione segna spesso l’avvio di violenze gravi come la violenza sessuale e gli atti persecutori. In questo ambito anche la gravidanza e la nascita di un figlio/a (4%) sono momenti della vita della donna più vulnerabili all’erompere della violenza in particolare psicologica.
Le modalità della violenza
Nel 2015 non cambia la gerarchia dell’incidenza delle forme di violenza, infatti è sempre la violenza psicologica (nelle sue diverse manifestazioni) a essere la modalità più pervasiva e frequente tra quelle registrate nel 2015: sono 101 le segnalazioni rilevate, corrispondenti al 38,5% delle donne (su un totale di 135) che si sono rivolte a uno dei servizi di rete e all’80,2% di tutte le risposte ottenute (262).
Al secondo posto della graduatoria delle forme di violenza rilevate troviamo la violenza fisica, 28,6% , 75 segnalazioni, corrispondenti al 59,5% delle risposte ottenute. Anche questo tipo di violenza presenta caratteristiche di ripetitività e combinazione con altre forme di violenza.
Tra le forme di violenza con carattere ripetuto e pervasivo possiamo includere la violenza economica che, a Bolzano si situa al terzo posto nella graduatoria 2015, con 33 segnalazioni, pari al 12,6% delle forme complessive di violenza denunciate dalle donne accolte.
Per quanto riguarda la violenza sessuale nel 2015 a Bolzano sono stati registrati 28 episodi, che corrispondono a circa l’11% dei casi. A Bolzano nell’ultimo anno la percentuale di donne che si sono rivolte a uno dei servizi della rete per aver subito stalking è pari al 6,5%.
Si segnalano tre casi di matrimonio forzato e due di mutilazioni genitali femminili.
I cambiamenti avvenuti nell’ultimo anno 2015 sono oscillazioni di lieve entità, tra questi segnaliamo :
• incremento percentuale della violenza psicologica (+2pp), di quella fisica (+2 pp), di quella sessuale (+1 pp) e di molestie (+0,2 pp).
• Diminuisce la frequenza della violenza economica (- 4 pp,) e di casi di stalking (-1 pp)
• la maggior parte delle vittime sono esposte a forme plurime di vittimizzazione, nella proporzione di circa 3 donne su 5, fra quelle che si rivolgono ai servizi di rete.

Gli autori
Dal punto di vista socio demografico, nel 2015 si verifica un cambiamento importante nella struttura per età dei maltrattanti :
• una maggiore presenza di uomini adulti e maturi, ed un netto ridimensionamento di offenders con meno di 30 anni. Quest’ultimo segmento scende al 5,4% dal 25% che aveva raggiunto nel 2014
• Il gruppo di età centrale (dai 31 ai 45 anni) riunisce più della metà del totale dei maltrattanti (53%) e tra questi hanno un peso importante i partner attuali della vittima.
• Cresce il gruppo degli autori più maturi (42%), tra cui hanno un peso preponderante gli ex coniugi.
• Cambia la struttura delle provenienze: gli italiani, come negli anni scorsi, sono in grande maggioranza (58%), ma diminuiscono sia rispetto all’anno passato (-7 pp), sia agli anni precedenti. Aumentano gli autori provenienti dall’Europa orientale (+5pp) che arrivano a rappresentare quasi un quarto di tutti gli autori (23%), e, in misura molto inferiore, quelli di origine africana (11%) e da altri paesi (8). Si tratta soprattutto di partner attuali delle vittime.
Nella graduatoria che si forma considerando la relazione tra maltrattante e vittima, troviamo sempre al primo posto il coniuge o il fidanzato, ossia il partner attuale della donna che risulta, per circa la metà dei casi (48%), responsabile della/e violenze. Circa un atto violento su quattro è invece responsabilità dell’ex partner (25%), seguiti da parenti e amici, (9% ciascuno). Le violenze esercitate al di fuori delle cerchia familiare e amicale , compiute da sfruttatori e sconosciuti rappresentano una quota marginale che conta complessivamente per circa l’8% delle segnalazioni raccolte.
si osserva
• un costante incremento di atti di violenza compiuti dal precedente partner, che nell’ultimo anno raggiungono il 25%,
• gli ex partner sono autori in misura superiore alla media di atti persecutori nei confronti di vittime come donne separate o divorziate, di età matura, cittadinanza italiana e laureate.
• Diminuisce di poco la responsabilità del partner attuale che oscilla intorno al 50% delle risposte ottenute, mantenendo sempre il primo posto tra gli autori. Il coniuge, convivente o partner è in misura superiore alla media responsabile di abusi di natura economica, fisica, psicologica
Violenza assistita
A Bolzano nel 62% dei casi insieme alla donna che subisce violenza, convivono minori: figli e figlie della vittima (99%), e solo in pochissimi casi si tratta di altri tipi di parentela (fratelli o sorelle). Solo una parte di essi non subisce alcuna forma di violenza (13%).
La maggioranza invece subisce violenza in forma assistita (73%, pari a 61 segnalazioni), mentre solo il 4% (3 in valore assoluto) in forma diretta, 9 segnalazioni pari al 10,7% delle risposte ottenute è vittima di ambedue le modalità di violenza. Importante ricordare che il maltrattante è lo stesso della madre nel 95% dei casi.
Anche quest’anno il dato rilevato sottolinea l’elevato coinvolgimento dei minori soprattutto in prima persona, a rischio di incolumità fisica e psicologica, un dato che conferma la pervasività di un modello di comportamento degli autori della violenza che emerge anche nella citata indagine Istat.

La Rete
Nel 2015 si osservano dei cambiamenti nel modo in cui una persona che necessita aiuto si avvicina ed entra nella rete antiviolenza :
• Continua l’affermazione di un modello di attivazione delle donne, che da sole decidono di rivolgersi a uno dei servizi di rete, probabilmente sulla base di informazioni acquisite in autonomia: questa tendenza si è ulteriormente rafforzata arrivando a rappresentare l’esperienza di circa la metà delle donne nell’ultimo anno di osservatorio.
• Tra i nodi della rete, i servizi sociali e le assistenti sociali confermano di essere un importante punto di raccolta della domanda di aiuto sul territorio, il ricorso a questo tipo di servizi cresce nell’ultimo anno fino al 18%.
• Si ridimensiona ulteriormente in confronto con il 2014 e con gli anni precedenti il ruolo svolto dalle forze dell’ordine attraverso le quali il 10% delle donne viene introdotta nel circuito della rete.
• Si incrementa e si consolida il ruolo del comparto sanitario (CSM, medici, psichiatri) che rappresenta l’8% di tutte le risposte, ritorna ai livelli del 2012, dopo il picco dell’anno 2013.
• Il Centro di ascolto di Gea rimane sui livelli degli anni precedenti. (6 %)

Le denunce
Circa due donne su cinque tra quelle accolte dai servizi della rete di Bolzano ha inoltrato una denuncia relativa alla violenza subita (40%). E’ un dato che si stabilizza nell’ultimo anno di lavoro dell’Osservatorio.
Sono aumentate rispetto al 2014 le segnalazioni alla Procura presso il Tribunale ordinario, mentre diminuiscono di 2 punti percentuali quelle al Tribunale per i Minori.
Si osserva una maggiore attitudine a sporgere denuncia delle vittime di violenza fisica e sessuale e stalking , mentre maggiori difficoltà emergono per le denunce per violenza economica e soprattutto psicologica
Per quanto riguarda le segnalazioni alla Procura presso Tribunale per i Minori si nota una maggiore attitudine a rivolgersi alla giustizia minorile per la violenza fisica e sessuale, mentre il ricorso al tribunale ordinario è preferibilmente adottato da vittime di violenza sessuale, economica, oltre che dalle poche vittime di molestie e matrimoni forzati.

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