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Austria/presidenziali. Norbert Hofer vince il primo round, presto per cantar vittoria

26 Aprile 2016

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Austria/presidenziali. Norbert Hofer vince il primo round, presto per cantar vittoria

In foto: Norbert Hofer e Alexander Van der Bellen 

La vincita dell’esponente della FPÖ non piace a tutti in Sudtirolo, anche alcuni esponenti di spicco della SVP osservano l’evolversi della situazione nel Vaterland con preoccupazione.

Norbert Hofer della FPÖ ha vinto il primo turno delle presidenziali in Austria e ora dovrà sfidarsi con il verde Alexander Van der Bellen al ballottaggio del 22 maggio. Fino ad allora non manca tantissimo, poche settimane, ma quanto basta per mettere in fibrillazione alcuni dei nostri esponenti politici che temono che sarà proprio Hofer il prossimo Bundespräsident Österreichs. Già oggi sui giornali locali si sono potute leggere le varie prese di posizione da parte di qualche esimio politico, da Karl Zeller ad Arno Kompatscher e Florian Kronbichler ed è interessante che per quanto concerne l’eventualità che vinca il candidato della FPÖ, non solo Kronbichler mostri una certa preoccupazione, ma anche i pezzi grossi della Stella Alpina non sembrino essere proprio tranquilli. Le analisi proposte oggi in Sudtirolo fondamentalmente corrispondono a quanto affermato immediatamente la sera dopo le elezioni da vari analisti secondo cui gli elettori in Austria sarebbero scontenti della grande coalizione popolare-socialdemocratica e che i candidati proposti dai grandi partiti storici dell’Austria non sarebbero stati dei personaggi particolarmente forti. Beh, con il senno di poi è sempre facile dare dei giudizi. Fatto è che secondo i sondaggi Van der Bellen avrebbe dovuto essere primo e non secondo, invece è andata diversamente. La cosa però non dovrebbe stupirci. Quante volte in Italia hanno diffuso dei sondaggi e persino proiettato degli exit poll, poi letteralmente smentiti. I conti si fanno alla fine e pertanto sarebbe il caso di attendere anche questa volta fino al 22 maggio prima di essere certi che il candidato della FPÖ diventerà presidente della Repubblica d’Austria. È comprensibile che i militanti di certuni partiti locali vicini alla FPÖ lo sperino, come è legittimo che i Verdi locali facciano il tifo per Van der Bellen. Forse però dovremmo riflettere sul dopo, a prescindere dalla vincita di uno o l’altro candidato. Non è detto che con un presidente verde la situazione al Brennero cambierà molto considerando l’orientamento dell’attuale governo austriaco. È vero, forse i socialdemocratici cambieranno tattica e si discosteranno dalla linea attuale, ma per fare cosa? La composizione nel parlamento austriaco attuale non permette grandi scelte e difficilmente sarà possibile altro che una grande coalizione per garantire un governo fino alle prossime politiche. Questo, a prescindere che vinca Hofer o Van der Bellen e le decisioni devono essere prese sempre dal parlamento e dal governo, non dal presidente della Repubblica, per quanto sia importante tale carica. Inoltre l’Austria è ancora uno Stato dell’Unione Europea vincolato da dei trattati internazionali, per quanto a volte si affermino realtà diverse. Insomma, ancora è presto per fare analisi attendibili, pertanto è meglio attendere il ballottaggio e ciò che accadrà dopo. La storia ci insegna che non bisogna prendere alla lettera le promesse in campagna elettorale, proprio perché non si riescono a realizzarle. Almeno non tutte. Per ora è inutile allarmarsi, i conti si fanno sempre alla fine.

 

 

 

 

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