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Speciale Elezioni Bolzano

20 Marzo 2016

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Speciale Elezioni Bolzano

Speciale Elezioni Bolzano

Maggio ed aprile saranno due mesi decisivi per la città di Bolzano. Ho deciso per questo di dedicare una rubrica settimanale che riassuma tra l’ironico ed il riflessivo ciò che passa dalla testa dei cittadini bolzanini in clima elettorale. Girando tra bar, mercati, biblioteche, centri commerciali, cinema, passeggiate, centri culturali e molto altro cercherò di tastare il polso del bolzanino medio alla luce dei fatti politici settimanali. Nulla di trascendentale, solo un megafono di ciò che la città esprime, un iter che sicuramente avrà molti volti da qui a maggio e che sarà curioso nell’evolvere.

Eris-Benko e politici-Paride: tutto quello che serve per non vincere le elezioni in salsa bolzanina

Ormai quasi ci siamo, aprile è dietro l’angolo, la presentazione delle liste pure e Bolzano s’infiamma su più temi, dalla sicurezza cittadina, alle trivelle (tema nazionale ma veicolato nel locale) passando per il famigerato “progetto Benko”. Le ultime ore invece hanno rimesso sul piatto l’allungamento della funivia di San Genesio a piazza Vittoria, con relativa “traversata “del Talvera, i bolzanini non l’hanno presa bene. A tutto questo aggiungiamo undici (o più…vedremo) candidati alla poltrona di sindaco, l’anno scorso furono nove. Ombra di un nuovo commissariamento? Grande coalizione? Il manzoniano “ai posteri” sembra essere l’approccio più adatto. Ma come questa campagna quasi nel vivo è vissuta dai cittadini bolzanini? A far domande in giro per la città non benissimo, regna una confusione, il mostro (per parafrasare una signora al mercato del sabato) ha tante teste che si mangeranno tra loro. Già, il cannibalismo politico, nuova metafora per ammainare bandiera, inno alla più totale confusione che pervade gli elettori bolzanini. Dei papabili candidati nessuno sembra aver fatto breccia nel cuore dei votanti, tiepido sostegno per qualcuno, routine ideologica per altri e “piuttosto non voto” per moltissimi. Un dato lascia perplessi: nessuna delle persone intervistate vuole comparire, tutti preferiscono l’anonimato, non per paura, semplicemente si sentono distanti, disgustati e delusi. La classe politica paga il dazio enorme degli ultimi anni, a volte anche in maniera esagerata ma ad essere onesti bisogna riconoscere che la governace (nazionale e locale) non ha lavorato moltissimo per modificare la propria nomea, salvo in rare eccezioni. La donna e l’uomo della strada non si sentono rappresentati da quasi nessuno, tranne qualcuno (in realtà non pochissimi) che si rifugia in qualche estremo. Già l’estremo non è marginalizzato come sembra, anzi è visto come concreto. Il ragionamento è più o meno questo: “ideologicamente non mi appartiene ma su certi temi quando ci vuole ci vuole…”. Chi è candidato prenda appunti e metta mano ai programmi. Già i programmi, questi sconosciuti. Tutti li scrivono, sottoscrivano, li firmano ma alla fine chi li legge? Quasi nessuno. Ma sembra tutto voluto, i dibattiti sul “cosa, come e quando” magari tra posizioni ideologiche diverse sono scomparsi. Basti pensare al tema sicurezza, tutti ne parlano ma nessuno ha presentato delle soluzioni concrete per punti. Anzi la questione è stata spesso associata al pomo della discordia Benko, il quale non sarà bello come Eris (quella dea che mise a ferro e fuoco l’Olimpo con il famoso pomo d’oro e di fatto causò la guerra di Troia…) ma in fatto di scompiglio quasi ci siamo. Manca un Paride, o meglio vi sono più che spirano ad esserlo e discutono pure su quello, peggio che sull’ Olimpo. Cercasi stanza d’ albergo per far ragionare qualche Paride bolzanino, magari evitando l’Alpi, non è il caso. Ma mentre infuria la polemica del no, si, forse e chissà tutto il resto passa in secondo piano. Ciò che forse salta all’occhio è la mancanza d’ accordi programmatici sui temi più svariati, pochi tavoli di lavoro e soprattutto scarsa considerazione delle opinioni dei cittadini. Bolzano non è nuova a ciò, come non ricordare il referendum riguardo “Piazza Vittoria”. Fu la rovina politica del sindaco che cambiò il nome della piazza contro la maggioranza schiacciante dei bolzanini, sarebbe bastata una passeggiata tra le vie della città. Il nodo è questo in sintesi, manca l’ascolto. Sembra quasi siano assenti i consiglieri, i portavoce e tutte quelle figure che dovrebbero mettere sotto il naso del candidato di turno la temperatura politica. Tra dichiarazioni inopportune, smentite e frasi fatte sembra un po’ tutti brancolino nel buio attendendo il rush finale. Probabilmente undici candidati sono troppi, un mostro a più teste che tende ad “auto-mangiarsi”. Sarà domato da un commissario? Sarà questa la fine di Bolzano? Forse sì, forse no ma soprattutto voi avete paura dei mostri?

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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