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Massimo Vivoli, “se chiudono i piccoli negozi, muoiono le città”

23 Marzo 2016

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Massimo Vivoli, “se chiudono i piccoli negozi, muoiono le città”

 Progetto Kaufhaus, il presidente nazionale Massimo Vivoli incontra il governatore Kompatscher e i commercianti di Bolzano

“Chiediamo equilibrio. Se chiudono i piccoli negozi, muoiono le città”

“Non siamo un’associazione contro qualcuno o qualcosa, ma non condividiamo le motivazioni di un’ulteriore cementificazione che non creerebbe sviluppo e occupazione ma metterebbe a rischio numerose piccole imprese del commercio”. Massimo Vivoli, presidente nazionale di Confesercenti, ha illustrato in una conferenza stampa, oggi pomeriggio (23 marzo 2016) all’Hotel Città a Bolzano, il forte sostegno al “no al progetto Kaufhaus” di Confesercenti Alto Adige.

Vivoli ha fornito alcune cifre: “Dal 2003 a oggi il tessuto commerciale altoatesino ha perso 1.300 aziende con 3.000 addetti nonostante la popolazione sia aumentata di 50.000 unità. Si è passati da 9,1 a 5,6 esercizi ogni mille abitanti. Politiche poco equilibrate di sviluppo commerciale hanno favorito la grande distribuzione, che ormai in Italia detiene il 74% della quota di mercato alimentare e il 59% del non alimentare. Un rischio che sta correndo anche Bolzano: la realizzazione di un nuovo centro commerciale e le aperture domenicali non aumentano i consumi ma schiacciano le piccole attività, la cui scomparsa crea disaggregazione sociale. Vogliamo che i cittadini comprendano il nostro messaggio: se chiudono i piccoli negozi, muoiono le città”.

A chi sottolinea l’opportunità di riqualificare con il “Kaufhaus” l’area degradata della stazione delle autocorriere, Vivoli ha risposto: “La lotta all’abusivismo, all’illegalità, al commercio contraffatto e alla delinquenza si fa con la sorveglianza del territorio, l’arredo urbano e una politica vera di integrazione”.

Federico Tibaldo, presidente provinciale di Confesercenti, ha aggiunto: “Nel 2011 avevamo censito 350 negozi inutilizzati a Bolzano. Oggi sono sicuramente di più. Persino presenze storiche come Upim hanno gettato la spugna. Abbiamo la più alta incidenza in Italia di superfici di vendita rispetto al numero di abitanti. Eppure si continua a pensare che nuovi megastore portino consumi, ricchezza e occupazione. Quale occupazione? Quella delle casse automatiche che prendono il posto delle commesse?”.

Nel primo pomeriggio, una delegazione di Confesercenti, composta dal presidente nazionale Vivoli, dal presidente provinciale Tibaldo e dalla funzionaria Claudia Masera, ha incontrato il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher. Vivoli ha illustrato al governatore la mission di Confesercenti “a tutela delle piccole imprese, anima dei centri commerciali naturali come via Portici a Bolzano. I grandi insediamenti commerciali, realizzati senza una reale programmazione del territorio, si trasformano spesso in speculazioni edilizie, uso improprio del territorio e impoverimento del commercio di vicinato”. Il presidente Vivoli ha illustrato anche l’iniziativa “Libera la domenica”, a corredo della quale sono state raccolte 150.000 firme.

Il governatore Kompatscher ha mostrato molto interesse sulla difesa del commercio di vicinato ed ha ricordato il lavoro in atto da mesi per la stesura di una norma di attuazione che ripristini le competenze della Provincia in materia di commercio. Sulla liberalizzazione degli orari, il presidente Kompatscher ha condiviso la riflessione sul fatto che, essendo alla portata delle grandi catene e non dei piccoli negozi, finisce in realtà per diminuire la concorrenza anziché ampliarla.

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