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I professionisti della frutticoltura

12 Marzo 2016

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I professionisti della frutticoltura

I professionisti della frutticoltura

Nelle ultime settimane migliaia di frutticoltori hanno partecipato ai corsi di formazione e di aggiornamento organizzati da associazioni e consorzi frutticoli dell’Alto Adige. I temi trattati durante questi incontri hanno riguardato le modifiche normative, le novità in materia di sperimentazioni e conoscenze, le nuove direttive Agrios sulla coltivazione integrata e altri temi legati all’economia frutticola. Come da tradizione quindi, gli agricoltori hanno sfruttato il periodo invernale per tenersi aggiornati sullo sviluppo del loro settore.

 Sicurezza sul lavoro, potatura, irrorazione a bassa dispersione, pronto soccorso, gestione del registro aziendale, le novità sulla coltivazione integrata, le buone pratiche agricole: sono solo alcuni dei corsi proposti negli ultimi mesi. “E l’elenco potrebbe essere ancora più lungo – afferma Georg Kössler, presidente del Consorzio Mela Alto Adige – a dimostrazione del fatto che oggi, per gestire un’azienda frutticola, è necessario avere conoscenze da professionista a causa dell’enormità di richieste cui è soggetto l’agricoltore”. I corsi sono organizzati da vari soggetti protagonisti della frutticoltura altoatesina: il Centro di consulenza per la fruttiviticoltura, le cooperative frutticole, l’Associazione dei diplomati delle Scuole agrarie (ALS), il Bauernbund e Agrios.

Anche in Alto Adige la tradizione ha ancora oggi un ruolo decisivo in agricoltura. Il sapere che si tramanda di generazione in generazione, associato alle conoscenze attuali, permette di avere un comparto agricolo al passo con i tempi ed è garanzia di alimenti di qualità, sicuri e sani.

Le buone pratiche agricole e la coltivazione integrata richiedono profonde competenze

In Alto Adige si rispettano gli standard previsti dalla certificazione internazionale delle “Buone Pratiche Agricole” e dalla coltivazione integrata. “Quasi tutti gli agricoltori altoatesini – fa sapere Kössler – lavorano secondo queste due direttive. Questo significa che la frutta altoatesina viene prodotta in maniera sostenibile e sicura. Va da sé che per mantenere questi livelli di qualità, gli agricoltori devono essere sempre aggiornati e preparati”.

Per partecipare al programma di coltivazione integrata, ad esempio, bisogna dimostrare di essere “competente”, ossia possedere una formazione professionale specifica o un’esperienza professionale di almeno cinque anni. I produttori sono inoltre tenuti a frequentare regolarmente i corsi di formazione continua.

Presentate le nuove direttive per la frutticoltura integrata

Dopo essere state illustrate oralmente nei vari corsi, in questi giorni le nuove linee guida di Agrios vengono recapitate anche in forma scritta ai frutticoltori. Le direttive vengono elaborate annualmente dal Gruppo di lavoro per la frutticoltura sulla base delle linee guida nazionali per la produzione integrata e tenendo conto delle conoscenze più recenti derivanti dalla sperimentazione e dall’esperienza pratica, per poi essere sottoposte ai competenti comitati nazionali per la valutazione. Solo dopo l’accertata conformità, le direttive AGRIOS sono approvate con decreto dell’assessore provinciale all’agricoltura. C’è anche da dire che le direttive seguite in Alto Adige sono molto più rigorose di quelle nazionali.

L’agricoltura integrata si basa su metodi di coltivazione sostenibili e quanto più possibile naturali, che hanno come obiettivi primari la tutela della salute e il rispetto dell’ambiente. L’impiego di fitosanitari e di concimi deve essere ridotto allo stretto necessario, dando la precedenza a cure colturali rispettose della natura.

Molti contadini approfittano delle offerte formative: nella foto il seminario ALS a Renon. Foto © succus.

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